L’Associazione “Zampe che danno una Mano” ODV ha depositato una formale denuncia-querela presso la Procura di Marsala contro il proprietario di Jenny, la giovane femmina di pastore tedesco rimasta incatenata sotto il sole a Triscina di Selinunte (ne avevamo parlato qui). Oltre alla denuncia, l’associazione ha anche chiesto il sequestro preventivo dell’animale, con affidamento a una struttura idonea per garantirne l’immediata tutela e il benessere.
La vicenda trae origine da un video, diffuso sui social, che ritraeva la cagnolina di 15 mesi legata a una catena cortissima su un terrazzo, esposta alle alte temperature agostane, senza alcun riparo. Il proprietario si è giustificato definendo l’atto una “punizione” perché l'animale aveva mangiato un tappeto, sostenendo che l’episodio fosse avvenuto di mattina presto. Ma l’analisi delle ombre nel video, smentirebbe la sua versione, collocando il fatto tra le 13,30 e le 14,30, nelle ore di massimo calore.
L’atto legale, curato dall’avvocato Giada Bernardi, presidente dell’associazione, ipotizza i reati di maltrattamento di animali (art. 544-ter c.p.) e detenzione incompatibile (art. 727 c.p.), con le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. Viene inoltre contestata la violazione della legge regionale (L. 82/2025) che vieta tassativamente la detenzione dei cani a catena.
“Lasciare un cane incatenato a 40 gradi è un atto di inaudita gravità – ha affermato l’avvocato Bernardi - che palesa totale mancanza di empatia e insensibilità”. Ha inoltre precisato che il riscontro di “buona salute” da parte dei veterinari dell'ASP ha valore solo amministrativo e non esclude il reato penale, poiché il giudice “è chiamato a valutare lo stress termico e la sofferenza etologica inflitti a Jenny”.
Egidio Morici