Il 2027 sarà l’anno delle elezioni regionali e nazionali. Cateno De Luca, in un video social, con piglio sicuro ha comunicato di avere appreso, da fonti romane qualificate, che si voterà l’11 aprile. Ma sarà così? Difficile. Molti tra i deputati, di destra come di sinistra, non vogliono proprio andare al voto anticipatamente. De Luca invece è pronto a correre a sindaco di Sicilia, sta costruendo le liste, sta chiamando a sé amministratori e consiglieri comunali. Servono i voti, provincia per provincia e soprattutto serve superare lo sbarramento del 5%.
Cateno De Luca annuncia le sue liste, che pare siano più di due: De Luca sindaco di Sicilia-Sud chiama Nord verrà chiusa entro il 30 settembre e non ci saranno deputato uscenti, altri troveranno spazio in Liberi e Forti, lista che verrà chiusa il 30 ottobre, e che ospiterà deputati uscenti. Annuncia pure di mettere mano alla lista del “Governo di liberazione” per i giovani.
Schifani, bis sempre più lontano
Il governatore uscente Renato Schifani non molla la presa, è pronto per il bis, ma a mollare potrebbero essere gli alleati e il suo stesso partito, Forza Italia, che ha espresso più volte la necessità di andare oltre il nome dell’uscente.
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, proprio sotto Ferragosto, la lanciato la palla nel campo azzurro: “Se Forza Italia dice Schifani si ragiona su Schifani. Se dice un altro nome dico può essere, ma ce ne possono essere anche altri di altri partiti. Questa è la mia visione”.
Ed è un nodo molto difficile da districare, però una exit strategy a Roma la stanno pure cercando. A fine ottobre, il 25 e 26, verranno eletti i 20 componenti togati del CSM. I Componenti laici, 10 membri in totale, verranno eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori universitari in materie giuridiche ed avvocati con almeno quindici anni di esercizio. Schifani potrebbe essere indicato come vice presidente del CSM, lo disciplina l’articolo 104 della Costituzione: la Vicepresidenza spetta esclusivamente a uno dei membri laici, ovvero quelli eletti dal Parlamento in seduta comune. Ma per assumere la carica di vicepresidente dovrebbero verificarsi alcuni passaggi istituzionali: dimissioni dagli incarichi correnti, quindi dalla carica di Presidente della Regione Siciliana; elezione dal Parlamento in seduta comune tra i componenti laici con maggioranza qualificata dei 3/5; votazione del Plenum del CSM.
E’ una opzione alla quale pare si stia lavorando. Liberando la casella regionale si aprirebbe il toto nomi sulla presidenza. E non si esclude che il centrodestra potrebbe pure appoggiare la candidatura di Cateno De Luca.
L’UDC, liste in costruzione
Decio Terrana, coordinatore regionale del partito, ha annunciato che l’UDC correrà con il proprio simbolo: “Non vogliamo candidature calate dall’alto, ma persone che abbiano il coraggio di metterci la faccia e di conquistare il consenso attraverso lavoro, presenza e credibilità. L’obiettivo è costruire una squadra attraverso il confronto con i territori, considerando la candidatura non come la ricerca di una posizione, ma come un’assunzione di responsabilità nei confronti della comunità. Vogliamo incontrare persone, ascoltare idee e costruire insieme una squadra. Il consenso non si pretende: si conquista”.
Centrosinistra, PD con cabina di regia
La segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, sta cercando di ricucire tutti gli strappi che ci sono in Sicilia, anime diverse, correnti che si contrappongono, questioni vecchie che rischiano di finire per impattare sulla campagna elettorale regionale e nazionale.
Il campo largo parte da Ismaele La Vardera, il sondaggio che ha commissionato lo posizionano avanti rispetto a tutti i partiti dell’area. La Vardera ha aderito a Progetto Civico di Alessandro Onorato.
Settembre sarà il mese delle consultazioni anche per i progressisti, le liste comunque dovranno essere allestite. Il PD non ha mai avuto problemi di sbarramento, un calo per il M5S c’è stato ma comunque hanno sempre portato una pattuglia di deputati in Aula. E poi c’è Casa Riformista- Italia Viva che sulla carta esiste, in termini numerici no. Ci vogliono uomini e donne per comporre le liste, ci vogliono i voti per superare il famoso 5%, provincia per provincia. E’ assai probabile che finiscano, spazio e accoglienza permettendo, dentro qualche lista di area.
Ferrante: “Chiediamo le primarie”
Antonio Ferrante, che coordina la segreteria regionale di Progetto Civico Italia, è chiaro: “Abbiamo chiesto le primarie perché riteniamo che Ismaele La Vardera sia il candidato più adatto a vincere. E’ giusto che siano i siciliani a deciderlo. Siamo a circa 400 giorni dalla scadenza naturale del mandato regionale, secondo noi è importante celebrare le primarie questo prima per iniziare a visitare Comune per Comune”.