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27/08/2026 06:00:00

Castelvetrano, le risposte controverse del portavoce del Comune

Cosa sta succedendo al portavoce (a titolo gratuito) del Comune di Castelvetrano, Nino Centonze, da un po’ di tempo a questa parte? Dopo la storia dei commenti scritti con l’intelligenza artificiale («Chiedo venia», ha scritto poi, «era la prima volta che la usavo»), Centonze torna al centro del discorso pubblico – anzi social – per un altro commento che, questa volta, di «elegante» ha davvero poco.

 

Prima di proseguire, però, un appunto: questa non è una character assassination, come piace dire adesso. Anche perché non è il personaggio (il character, insomma) a essere di interesse pubblico, quanto il suo ruolo per il Comune di Castelvetrano. Perché Centonze, pur lavorando a titolo gratuito, gestisce «la comunicazione politica del vertice dell’Amministrazione». Ed è una comunicazione che comincia a diventare sempre più dura, sempre più aggressiva, nei confronti di chi dissente. È solo una fortuna se, in un Comune tanto piccolo, chi dissente riesce spesso ad avere un potere mediatico abbastanza forte da farsi sentire.

 

Il commento al centro del chiacchiericcio attuale è quello scritto contro Marilena Lazio, una cittadina castelvetranese conosciuta per i suoi ruoli negli spettacoli di teatro dialettale della compagnia teatrale “Le Maschere di Selinunte”. In occasione dell’ennesimo (auto)elogio verso l’organizzazione della Notte Bianca di Selinunte, Lazio si è resa “colpevole” di essersi complimentata, sì, per l’evento («Bellissima fiera»), ma aggiungendo tre parole che, a quanto pare, chi lavora nell’Amministrazione non ritiene ammissibili: «niente di eccezionale».

 

Ecco, niente di eccezionale, nemmeno una critica aspra, a volerla dire tutta. Ma per il portavoce a titolo gratuito è stato, immaginiamo, più di quanto si possa tollerare. Da qui la risposta: «Visto che sei così perspicace, con molta umiltà ti dico che il teatro non fa per te, una recitazione da zero in condotta».

Di positivo c’è che, in effetti, in questo caso Nino Centonze non ha usato l’intelligenza artificiale. L’attacco diretto – l’argumentum ad personam – è una fallacia logica che l’IA di solito non commette. Viene comunque da chiedersi come sia possibile che una figura incaricata di gestire la comunicazione politica di un amministratore, di un sindaco, arrivi a esprimersi così contro chi formula una critica.

Anche perché Centonze ha un curriculum in linea con la sua posizione: si è occupato della comunicazione di Castelvetrano già negli anni del sindaco Pompeo e lo stesso ha fatto per il sindaco Errante fino al 2014… Insomma, è un vero esperto, potremmo dire.

Eppure, nell’ultimo periodo qualcosa si è incrinato; un equilibrio, diremmo, che si è rotto sotto la pressione del malcontento cittadino, che non solo cresce e pesa sempre di più, ma viaggia pure a velocità che prima – nell’era pre-social – sicuramente non riusciva a raggiungere.

 

Succede così che chi comunica forza la mano, cerca lo scontro più che l’accoglienza e non si rende conto che gran parte del malcontento è stato generato proprio da uno stile comunicativo sbagliato a monte: il più delle volte autocelebrativo (si veda tutta la comunicazione attorno alla Notte Bianca) e che dà l’idea di una politica che cerca a tutti i costi di godersi gli onori e si disinteressa degli oneri.

 

Nell’era dei social, la reputazione di un ente è veramente appesa a un filo. Non a caso, quella del Reputation Manager, ovvero il manager della reputazione, figura nuovissima nel campo della comunicazione, è tra quelle più ricercate, pure nella pubblica amministrazione. Perché stare online – sulle pagine social, nelle dirette video – sempre sotto gli occhi di tutti richiede un controllo rigidissimo ed è, questo è indubbio, un lavoro particolarmente faticoso.

Ma si può trascurare? L’immagine di un Comune, l’immagine positiva, può ridursi a quella di un tempio, di una forma di pane nero, di gente vestita di bianco per le strade del paese? Può ridursi a questo?

 

Daria Costanzo