Spett.le Redazione,
Gentile Direttore,
Sono il paziente che, in data 20/08/2026, ha subito il complesso intervento con l'ausilio di Impella presso l'ospedale di Castelvetrano.
Scrivo la presente e-mail perché ho assistito al valzer di articoli pubblicati sulla testata TP24: il primo positivo, il secondo così così, il terzo e ultimo, a mio avviso, neanche troppo velatamente denigratorio,
che mi hanno visto, mio malgrado, protagonista.
A tal proposito voglio, prima di tutto, esprimere un ringraziamento sentito e sincero all'équipe della Sala di Emodinamica dell'ospedale di Castelvetrano e a tutto il reparto di Cardiologia diretto dal dott. Salvatore Martino. A lui e al dott. Dario Buccheri, che ha effettuato l'intervento, va il mio eterno GRAZIE!
Ho trovato una squadra di professionisti e una struttura di altissimo livello e, grazie allo sforzo di tutti, sono riuscito a superare con successo un intervento molto complesso ma, soprattutto, ed è questo che molti hanno sottovalutato, vicino a casa.
È già frustrante e terribile ricevere una notizia come quella che mi è stata data dopo il ricovero ma, mi creda, ancora peggio è sapere di dover essere trasferiti altrove, lontano da casa e dagli affetti più cari, per affrontare un grave problema di salute. Per questo motivo, quando mi è stata prospettata questa possibilità, ho scelto di rimanere a Castelvetrano, decidendo di farmi operare dal dott. Martino, dal dott. Buccheri e da tutta la squadra di medici, infermieri e tecnici.
Capirà che, all'annuncio del successo dell'intervento, eseguito con un metodo nuovo e innovativo, c'è stata una grande euforia in sala operatoria, a partire da me, che, in un pianto liberatorio, ho visto scorrere la mia vita davanti agli occhi e me la sono ripresa tra le mani. Il senso di gratitudine verso chi ha reso possibile tutto questo rimarrà per sempre immutato.
Mi spiace molto, al contrario, aver letto le polemiche sulla fotografia, che hanno finito per sminuire e relegare in secondo piano il grande risultato conseguito dall'équipe di Castelvetrano.
A tal proposito ritengo doveroso precisare con fermezza che non mi sono mai sentito violato nella mia intimità, né tantomeno un trofeo da mostrare. Al termine dell'intervento, mai prima o durante, quando tutti gli operatori coinvolti avevano già suturato le "porte di ingresso del mio corpo" (così le hanno definite) e si erano già cambiati, ho sentito i "ragazzi" dell'équipe dire che avrebbero avuto il piacere di immortalare il grande risultato con una fotografia.
In quel momento ho espresso volontariamente il desiderio di partecipare perché, per me, quell'occasione rappresentava una seconda nascita, chiedendo quindi di essere incluso nello scatto.
Mi preme informarla anche che chi ha scattato la fotografia si è accertato, per delicatezza, che non fossero immediatamente visibili le mie generalità. Posso comprendere che si tratti di un'immagine "cruda", ma io vedo soltanto un gruppo di professionisti straordinari che mi ha salvato la vita, e in quella fotografia volevo assolutamente esserci.
Sottolineo e preciso, inoltre, che durante l'intervento sono sempre stato cosciente (quando si subisce un intervento di angioplastica, anche complesso, non si viene addormentati) e che sul tavolo operatorio non c'era alcun cuore aperto. La peculiarità di questa procedura, seppur complessa e minimamente invasiva, è proprio questa: si interviene sul cuore utilizzando magistralmente delle sonde, senza aprire il torace.
Chiarito ciò, non voglio entrare nel merito della contrapposizione tra ospedali o tra professionisti, che ho letto con molto dispiacere, perché in questi casi si dovrebbe fare squadra per il bene di noi pazienti. Posso però immaginare che qualcuno si sia aggrappato a un'immagine, finendo purtroppo per ridimensionare il successo dell'équipe di Castelvetrano. Questo non posso permetterlo e di ciò sono profondamente dispiaciuto, perché dovremmo avere tutti, compresi voi giornalisti, più a cuore i nostri medici, soprattutto quando riescono a offrire un servizio di così alto livello alla comunità.
La ringrazio per l'attenzione e per lo spazio dedicatomi.
Nicolò Scarcella