×
 
 
28/08/2026 09:30:00

Castelvetrano, restituiti reperti archeologici a Gianfranco Becchina

Tre anfore di epoca tardo-romana e un basamento in marmo di età ellenistico-romana tornano a Gianfranco Becchina. Il Tribunale di Trapani ha disposto la restituzione all’ex mercante d’arte di Castelvetrano dei quattro reperti archeologici che gli erano stati sequestrati nel 2024.

 

Il basamento in marmo raffigura alcune scene mitologiche. La decisione rappresenta un nuovo capitolo della lunga vicenda giudiziaria che ha riguardato il patrimonio di Becchina, oggi ottantasettenne.

 

Il sequestro annullato

La Corte d’Appello di Palermo aveva già annullato il decreto di primo grado con il quale era stato disposto il sequestro dell’intero patrimonio personale e societario della famiglia Becchina, ordinando la restituzione dei beni.

Anche la Procura aveva chiesto la revoca del sequestro e aveva respinto la proposta di confisca. Adesso è arrivato il provvedimento relativo ai quattro reperti archeologici che erano rimasti sotto sequestro.

 

L’attività nel mercato internazionale dell’arte

Per decenni Gianfranco Becchina è stato uno dei mercanti di antichità più conosciuti sulla scena internazionale. Attraverso la galleria Palladion Antike Kunst di Basilea, rimasta attiva per oltre quarant’anni e chiusa alla fine degli anni Novanta, ha commerciato reperti archeologici con alcuni tra i più importanti musei del mondo.

La misura di prevenzione patrimoniale era nata dalle ipotesi sui suoi presunti rapporti con ambienti della mafia di Castelvetrano e con il traffico illecito di reperti archeologici.

 

Il filone su Matteo Messina Denaro

Un altro filone dell’indagine aveva riguardato presunti rapporti economici con Matteo Messina Denaro. Nel 2018, tuttavia, era stata la stessa Direzione distrettuale antimafia di Palermo a chiedere e ottenere l’archiviazione del procedimento penale.

Con l’ultima decisione del Tribunale di Trapani, anche i tre reperti tardo-romani e il basamento ellenistico-romano vengono dissequestrati e restituiti a Becchina, assistito dagli avvocati Francesco Bertorotta, Giovanni Miceli e Marco Lo Giudice.