Dopo Roberto Vannacci e il suo programma, ci regala una perla sugli omosessuali il giornalista Italo Bocchino, che è stato anche deputato della Repubblica Italiana per quattro legislature, dal 1996 al 2013, prima con Alleanza Nazionale, poi con il Popolo della Libertà e infine come vicepresidente e capogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia, il partito fondato da Gianfranco Fini, prima di lasciare il Parlamento nel 2013.
In un video ha affermato: «Gli omosessuali si stanno spostando a destra perché sono contro l’immigrazione e l’ideologia woke, perché hanno paura degli immigrati, per due ragioni: perché l’immigrazione incontrollata, eccessiva, crea problemi di sicurezza e perché nei Paesi da dove provengono l’omosessualità è reato ed è perseguitata anche dal punto di vista fisico».
La fonte è il collega Rocco Casalino, già portavoce e capo dell’ufficio stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante i suoi governi, diventando una sorta di spin doctor della comunicazione politica del M5S, che ha abbandonato nel novembre del 2025.
Il pensiero di Casalino sarebbe più autorevole per il suo orientamento sessuale, anche se lo stesso si è dichiarato bisessuale.
A confutare la tesi riportata da Bocchino c’è innanzitutto una contraddizione: la cultura woke nasce proprio con l’intento di tutelare le minoranze, comprese quelle LGBT e gli immigrati.
Gli stranieri regolari sono 5,5 milioni, di cui 3,8 milioni extracomunitari. Le comunità più numerose comprendono albanesi, ucraini, cinesi, moldavi, peruviani, indiani, filippini ed ecuadoriani, per un totale di circa 1.718.000 persone provenienti da Paesi nei quali l’omosessualità non costituisce reato.
Diversamente, Marocco, Bangladesh, Egitto, Senegal, Pakistan, Tunisia, Nigeria e Sri Lanka rappresentano complessivamente circa 1.383.000 persone provenienti da Paesi nei quali l’omosessualità è criminalizzata. Di queste persone, il 19,3% sono minori e il 50,5% donne.
Alla luce di questi numeri, Casalino e Bocchino stiano tranquilli: nessuno imporrà in Italia la criminalizzazione dell’omosessualità o, addirittura, la sharia. Banalmente, si può aggiungere che i gay voteranno chi riterranno più vicino alle proprie idee.
Dal video emerge però un’altra tesi: più si ha paura, più si vota a destra. Paura degli immigrati, dei vaccini, dei rapinatori, sostanzialmente di qualsiasi cosa. E più la destra diffonde paura, più sarà votata.
Ma questa narrazione provoca un paradosso: spaventare le persone finisce per consegnarle al richiamo del generale.
Si può dubitare che gli omosessuali abbiano veramente la fobia degli immigrati, come sostiene Casalino. Di certo, però, molti potrebbero avere più ragioni per preoccuparsi delle proposte di Vannacci e della sua visione fortemente restrittiva dei diritti LGBT.
Vittorio Alfieri