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28/08/2026 06:00:00

Prima il DUP, poi il Bilancio: in Consiglio la sfida sulle priorità di Trapani

Il Consiglio comunale di Trapani approva ieri il DUP, il Documento unico di programmazione 2026-2028, e rimanda a lunedì 31 agosto il Bilancio di previsione. 

Una seduta - quella di ieri -  convocata alla fine di agosto, con l'opposizione infastidita dai tempi imposti dal commissario ad acta Giovanni Cocco e dalla corsa contro il tempo per preparare gli emendamenti. Una fretta che contrasta con il ritardo con cui l'Amministrazione ha deliberato il Bilancio in Giunta.

 

Ieri in Aula di Palazzo Cavarretta inizia la discussione sul Dup e sugli emendamenti presentati dall'opposizione: 40 mila euro per il servizio idrico, 30 mila euro per la manutenzione delle strade, 60 mila euro per Villa Rosina e 40 mila euro per il Cimitero dei Bambini.

Una notizia che, letta così, potrebbe far pensare a nuove risorse trovate per affrontare alcuni dei problemi più urgenti della città. 

 

Ma ci sono davvero nuovi soldi per riparare le condotte, sistemare le strade e intervenire nei quartieri? No.

Quei soldi non sono nuovi finanziamenti e non sono necessariamente somme già presenti nelle casse del Comune. 

Sono risorse previste nel Bilancio che l'opposizione propone di spostare da una voce all'altra. 

In pratica, invece di destinarle alle priorità inizialmente individuate dall'Amministrazione, i consiglieri chiedono di utilizzarle per acqua, strade e quartieri.

 

La differenza non è soltanto tecnica. 

Il Bilancio di previsione si basa anche sulle entrate che il Comune prevede di realizzare. E tra una cifra scritta oggi in un capitolo e un intervento effettivamente realizzato, c'è ancora tutta la gestione finanziaria dell'ente.

 

È questa la vera chiave della seduta: l'opposizione indica priorità politiche diverse, ma quelle somme dovranno poi trasformarsi in entrate reali, disponibilità effettive e, infine, interventi concreti.

 

In Aula, intanto, gli assessori arrivano alla spicciolata e l'opposizione non rinuncia alle provocazioni, a cominciare dalla questione del bando per il nuovo Collegio dei revisori dei conti, pubblicato ad agosto nonostante l'attuale mandato sia in scadenza soltanto a ottobre.

 

Abbruscato: «La spesa corrente è il vero problema»

La risposta dell'Amministrazione arriva anche dalle parole dell'assessore al Bilancio Enzo Abbruscato. Per l'assessore, l'approvazione di DUP e Bilancio rappresenta un passaggio necessario per «rilanciare l'azione amministrativa» e uscire definitivamente dalle difficoltà della gestione provvisoria.

 

Abbruscato non nasconde il ritardo. «È vero, siamo in ritardo come tanti enti», dice, indicando però nella spesa corrente il vero problema degli enti locali. 

Quando «la coperta è corta», il ragionamento dell'assessore, qualcosa bisogna necessariamente sacrificare: le scelte politiche devono fare i conti con le risorse effettivamente disponibili.

L'assessore rivendica comunque il lavoro fatto dall'Amministrazione: nel Bilancio, sostiene, sono previste assunzioni, le normali manutenzioni, interventi sul verde e sulle strade. E soprattutto il rilancio del servizio idrico, dopo i mesi di emergenza.

 

Sugli emendamenti dell'opposizione, Abbruscato non chiude la porta. «È nella prerogativa del consigliere fare gli emendamenti», afferma. 

Ma il messaggio politico è chiaro: con l'approvazione del Bilancio si conclude un percorso e si riapre la possibilità di una gestione ordinaria, con l'obiettivo — sostiene — di dare risposte ai cittadini.

 

Le somme spostate nel Bilancio

Gli emendamenti intervengono sugli stanziamenti del Bilancio di previsione. L'opposizione propone quindi di modificare le priorità stabilite dall'Amministrazione, togliendo risorse da alcune voci per destinarle ad altre.

 

Non significa che gli emendamenti siano inutili. Se approvati, modificano la programmazione e gli stanziamenti autorizzati dal Consiglio. Ma uno stanziamento previsto non equivale automaticamente a denaro materialmente disponibile.

Le entrate dovranno realizzarsi, gli equilibri di bilancio dovranno essere rispettati e le somme risultare effettivamente disponibili.

Tra un emendamento approvato e una strada asfaltata, o una condotta riparata, c'è ancora tutta la gestione del Bilancio.

 

Miceli, i 5 milioni di avanzo e le assunzioni

Tra gli interventi più significativi quello di Maurizio Miceli, che ha riportato al centro dell'Aula un'altra emergenza: la carenza di personale negli uffici comunali.

Miceli ha contestato il DUP, sostenendo che nella programmazione non emergano risorse sufficienti per nuove assunzioni di personale tecnico e amministrativo. Poi ha richiamato il Rendiconto 2025, ancora da approvare, nel quale potrebbe emergere un avanzo di amministrazione di circa 5 milioni di euro.

Secondo Miceli, con l'approvazione del Rendiconto quelle risorse avrebbero potuto consentire al Comune di rafforzare la macchina amministrativa.

Ma è qui che la proposta si scontra con i limiti della normativa.

L'avanzo di amministrazione non è una riserva liberamente utilizzabile per qualsiasi spesa. 

E soprattutto non può diventare la fonte ordinaria e stabile per finanziare il costo permanente di nuove assunzioni. Stipendi, contributi e oneri sono infatti spese che si ripetono negli anni e devono essere sostenute da entrate strutturali e dagli equilibri finanziari dell'ente.

L'equazione 5 milioni di avanzo uguale nuove assunzioni, dunque, non è automatica.

 

Ed emerge anche una contraddizione politica: Miceli sostiene che nel DUP manchino le risorse per il personale, mentre Abbruscato rivendica che il Bilancio preveda già delle assunzioni.

Il DUP evidenzia comunque che Trapani presenta un rapporto tra spesa del personale ed entrate nette del 20,27%, rispetto a una soglia del 27%. 

La questione, quindi, non è soltanto trovare risorse una tantum, ma programmare il fabbisogno e verificare se il Comune può sostenere stabilmente il costo delle assunzioni.

 

La battaglia delle priorità

Alla fine, il confronto sul DUP racconta una precisa contrapposizione politica.

L'opposizione ha voluto piantare alcune bandierine: acqua, strade, Villa Rosina, Cimitero dei Bambini. E dimostrare che il ruolo dei consiglieri non è soltanto quello di criticare, ma anche di indicare priorità alternative.

La vera sfida, però, comincia dopo il voto.

Trapani non ha trovato nuovi soldi. L'opposizione ha proposto di cambiare la destinazione di una parte delle risorse che il Comune prevede di avere.

E soltanto nei prossimi mesi si vedrà se quegli stanziamenti previsionali diventeranno davvero interventi sulle condotte, sulle strade e nei quartieri.

 

Perché tra la carta del Bilancio e la città reale c'è ancora una distanza che nessun emendamento, da solo, può colmare.