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05/09/2026 10:00:00

Caro carburante, Ryanair tagli i voli invernali. E i biglietti costeranno di più

Meno voli durante l’inverno e biglietti più cari all’orizzonte. Ryanair corre ai ripari davanti all’aumento del prezzo del carburante, alimentato dalla guerra in Medio Oriente e dalle difficoltà nel transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.

La compagnia irlandese ha annunciato una riduzione della capacità per la stagione invernale, mentre avverte che, se il petrolio dovesse restare su livelli elevati, le tariffe dei collegamenti a corto raggio potrebbero aumentare fino all’estate del 2027. Una prospettiva che interessa direttamente anche la Sicilia, dove Ryanair gestisce una parte consistente dei collegamenti nazionali ed europei.

 

Ridotto l’obiettivo dei passeggeri

Per contenere l’impatto del caro carburante, Ryanair ha abbassato da 216 a 214 milioni il numero di passeggeri previsto per l’esercizio che si chiuderà nell’aprile 2027.

La revisione del programma invernale dovrebbe consentire alla compagnia di limitare le perdite stagionali, stimate tra 70 e 100 milioni di euro. Al momento non è stato specificato quali aeroporti e quali rotte saranno interessati dai tagli.

Per la Sicilia, dunque, bisognerà attendere la pubblicazione degli orari definitivi per capire se la riduzione coinvolgerà anche gli scali di Trapani, Palermo, Catania e Comiso. Ma è molto probabile che ci sia una riduzione dei voli, oltre al consueto taglio invernale operato dalla compagnia.

 

Il rischio di biglietti più costosi

Il secondo effetto potrebbe arrivare direttamente nelle tasche dei viaggiatori. Se il costo del petrolio non dovesse scendere, la compagnia potrebbe aumentare i prezzi dei biglietti, soprattutto sui voli europei a corto raggio.

Ryanair dispone di coperture finanziarie sul carburante che le permettono di attenuare, almeno temporaneamente, le oscillazioni del mercato. La società conferma quindi la previsione di chiudere l’esercizio 2026-2027 in utile, ma stima un risultato netto inferiore al record di 2,17 miliardi di euro registrato nell’anno precedente.

Insomma, il modello low cost resta in piedi, ma il conto del petrolio rischia di arrivare fino al sedile del passeggero.

 

Agosto da record

L’annuncio dei tagli arriva dopo un’estate particolarmente positiva. Ad agosto Ryanair ha trasportato 22,2 milioni di passeggeri, con una crescita del 6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e un tasso di riempimento degli aerei del 96 per cento.

Negli ultimi dodici mesi i passeggeri sono stati 214,4 milioni, il 5 per cento in più, mentre per la stagione estiva compresa tra aprile e ottobre la compagnia prevede di raggiungere quota 145 milioni.

Numeri in crescita, nonostante nel secondo trimestre le tariffe siano risultate leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025. Adesso, però, lo scenario è cambiato: l’incertezza geopolitica e il rincaro del greggio potrebbero tradursi in meno collegamenti e prezzi più alti, proprio quando viaggiare dalla Sicilia continua a essere, più che una scelta, una necessità.