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06/09/2026 14:30:00

Quel silenzio dopo il rombo. La Monte Erice si ferma per lutto

"Motorsport is dangerous". È scritto così, in maniera brutale e fredda, sui biglietti d'ingresso dei grandi premi, così come sulle licenze dei piloti rilasciate dalle federazioni nazionali affiliate alla FIA. È un monito asettico, inglese, tremendamente vero, che in tanti, presi dall’adrenalina, finiscono per dimenticare. Ma questa mattina, alla 68^ edizione della Cronoscalata Monte Erice, quel biglietto da visita del mondo dei motori è diventato una scia di sangue, con due persone morte durante la cronoscalata.

 

Il Motorsport è pericoloso in tutte le gare e in tutte le categorie. E oggi la sua pericolosità si è fatta drammatica, trasformando la festa in tragedia. Un'auto in gara ha travolto e ucciso due spettatori, di cui ancora non si conoscono i nomi e un commissario di gara che si trova in codice rosso in ospedale. 

 

L’attesa, il rombo dei motori spinti al limite in partenza, l’adrenalina che sale tra i piloti e tra gli spettatori in trepidante attesa del passaggio delle loro vetture preferite, si è improvvisamente trasformata in un silenzio gelido e in uno sgomento profondo.

 

Quando accade questo, non ci si capacita. Nonostante l’evoluzione della tecnologia, nonostante le auto sempre più sicure e i protocolli di gara perfezionati anno dopo anno, la cruda realtà ci conferma che il rischio zero non esisterà mai. Il progresso corre veloce, ma la morte, a volte, corre più veloce di tutti.

 

Sui tornanti e tra le migliaia di appassionati che affollano il percorso è calato il gelo. La festa e l’entusiasmo che ogni anno la Monte Erice regala si sono spenti in un istante, lasciando spazio al dramma e a un dolore indicibile. Due persone hanno perso la vita. Due persone che, in fondo, amavano questo sport. Una passione, quella per le auto da corsa e per le competizioni, che oggi ci ha regalato una delle sue pagine più tristi.

 

Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica, ma la domanda che resta, sospesa nell’aria come un motore in folle, è un’altra: quanto vale il rischio che ci prendiamo per amore di questo spettacolo? In questo momento, a Monte Erice c’è solo il silenzio. E il rispetto per chi non tornerà più a casa.