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07/09/2026 18:00:00

Marsala, si chiude "Piazza Ranne": cinque giorni di cinema e cultura nel quartiere San Francesco

Marsala, si chiude Piazza Ranne: cinque giorni di cinema e cultura nel quartiere San Francesco

Per cinque sere San Francesco è tornato ad accendersi. Cinema, teatro, musica, incontri, cortometraggi e spettacoli hanno occupato piazze, vicoli e cortili di uno dei quartieri più antichi di Marsala. Si è conclusa così la terza edizione di Piazza Ranne – Marsala Film Festival, che quest'anno ha allargato pubblico, programma e spazi della manifestazione.

Più che il semplice bilancio di un festival, resta soprattutto l'immagine di un quartiere attraversato ogni sera da centinaia di persone, tra marsalesi e spettatori arrivati anche da altre città della Sicilia occidentale.

 

 

 

Il cinema al centro del festival

Il cinema è rimasto il cuore della manifestazione, con film, documentari, cortometraggi e incontri con attori, registi e professionisti del settore.

L'ultima serata ha visto protagonista Domenico Centamore, al quale è stato consegnato il Premio Piazza Ranne, insieme a Claudia Gusmano e Manuela Ventura, protagoniste di Primadonna, il film ispirato alla vicenda di Franca Viola, proiettato nell'Arena Piazza Ranne.

Durante i cinque giorni sono arrivati a Marsala anche Aurora Quattrocchi, Rosario Lisma, Alessio Piazza e Giusi Cataldo, insieme agli altri ospiti coinvolti nei talk e negli appuntamenti del festival.

«Sono stati giorni intensi, pieni di gioia ma anche di tanta fatica – racconta Luana Rondinelli, direttrice artistica del festival –. Piazza Ranne è cresciuta ancora una volta, soprattutto nella capacità di coinvolgere luoghi, persone e realtà diverse. Abbiamo visto il quartiere riempirsi, abbiamo incontrato grandi artisti e soprattutto abbiamo visto il pubblico vivere questi spazi. È questo, alla fine, il senso più profondo del nostro lavoro».

 

Cinquanta persone dietro il festival

Dietro Piazza Ranne c'è anche una macchina organizzativa piuttosto ampia. Oltre cinquanta persone hanno partecipato alla realizzazione dell'edizione tra lavoratori, tecnici, volontari, residenti, associazioni, artisti e collaboratori.

Il programma ha coinvolto diversi punti del quartiere San Francesco, trasformandolo per cinque giorni in una sorta di spazio culturale diffuso.

Accanto alle proiezioni ci sono stati musica, teatro dei Pupi, incontri e le esibizioni degli allievi del Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani, oltre alla partecipazione di associazioni e realtà culturali del territorio.

Ed è forse questo l'aspetto più interessante della manifestazione: non soltanto portare spettacoli in un quartiere, ma utilizzare gli eventi per far tornare le persone dentro spazi che durante il resto dell'anno vengono vissuti molto meno.

«La cosa di cui siamo più orgogliosi – spiega Ignazio Passalacqua, organizzatore di Piazza Ranne – non è soltanto il successo del festival, ma quello che accade intorno. Vicoli, piazze e strade che spesso rimangono bui o poco vissuti, per cinque sere hanno ripreso forma, luce e vita».

 

 

 

Piazza Ranne guarda già avanti

La terza edizione si chiude quindi con un festival più grande e con una rete di collaborazioni cresciuta attorno alla manifestazione.

«Ringraziamo le istituzioni, le associazioni, i residenti, i nostri collaboratori, gli artisti, il Conservatorio, i volontari e soprattutto il pubblico – concludono Rondinelli e Passalacqua –. Piazza Ranne 2026 ci lascia il cuore pieno. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma sappiamo che la stiamo percorrendo insieme».

Il sipario sul festival è calato. Per cinque giorni, però, San Francesco ha dimostrato ancora una volta che basta accendere una piazza perché torni ad accendersi anche un pezzo di città.