×
 
 
07/09/2026 17:00:00

Carburante record a Pantelleria: il diesel supera i 2,85 euro

A Pantelleria un litro di diesel può costare quasi tre euro. Non è un modo di dire: sull’isola il gasolio arriva fino a 2,899 euro al litro, mentre la benzina tocca quota 2,789 euro. Fare il pieno, insomma, comincia ad assomigliare sempre più a una rata.

È il caso più estremo di una situazione che riguarda tutta la Sicilia, dove il prezzo dei carburanti continua a pesare su famiglie e imprese. E dalla CNA di Trapani arriva un nuovo allarme: per un territorio già penalizzato dai costi dell’insularità e da infrastrutture insufficienti, l’aumento del carburante rischia di diventare insostenibile.

 

CarburanteA Pantelleria prezzi da record

I numeri fotografano bene la situazione. A Pantelleria la benzina viene venduta, a seconda degli impianti e della modalità di erogazione, tra 2,589 e 2,789 euro al litro, mentre il diesel oscilla tra 2,699 e 2,899 euro.

Un divario notevole rispetto ai valori medi nazionali registrati il 4 settembre: 2,046 euro per la benzina sulla rete stradale e 2,134 in autostrada, mentre il diesel si attestava rispettivamente a 2,157 e 2,233 euro al litro.

Naturalmente quello di Pantelleria è un caso particolare: sulle isole minori incidono maggiormente i costi di trasporto e distribuzione. Ma resta un termometro piuttosto eloquente di quanto possa pesare oggi il carburante nelle aree periferiche della Sicilia.

 

CNA: «Un aggravio insostenibile»

A lanciare l’allarme è CNA Trapani, che guarda soprattutto alle conseguenze per le imprese agricole e per l’autotrasporto.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto chi si ferma al distributore per fare il pieno alla propria automobile. L’aumento del gasolio finisce dentro il prezzo del trasporto delle merci, delle materie prime, dei prodotti agricoli e, alla fine della catena, anche dentro il conto pagato dai consumatori.

La Sicilia parte già da una situazione di svantaggio: collegamenti ferroviari insufficienti, trasporto merci fortemente dipendente dalla gomma, costi logistici più elevati rispetto a molte altre regioni italiane.

«Se ai costi già elevati legati alla condizione insulare si aggiunge anche un prezzo del carburante così alto, il rischio è quello di arrivare al collasso del nostro sistema produttivo», affermano Francesco Cicala e Giuseppe Orlando, segretario e presidente di CNA Trapani.

 

Il confronto con Malta

CNA richiama anche il confronto con Malta. Secondo l’associazione, un pieno da 60 litri di gasolio sull’isola costerebbe circa 56 euro in meno rispetto all’Italia, con una differenza indicata intorno al 44 per cento.

Un paragone che CNA utilizza per sottolineare come, a suo giudizio, le misure adottate finora dal Governo nazionale non siano sufficienti a compensare gli svantaggi strutturali della Sicilia.

Per le imprese trapanesi il conto è particolarmente pesante: molti prodotti devono arrivare sull’Isola via mare e poi viaggiare su gomma; allo stesso modo, le merci prodotte in provincia devono affrontare costi maggiori per raggiungere i mercati del resto d’Italia.

Il carburante più caro, dunque, si paga almeno due volte: quando arriva la materia prima e quando parte il prodotto finito.

 

L'appello alla Regione Siciliana

Da qui la richiesta di CNA Trapani alla Regione Siciliana e al presidente Renato Schifani perché venga posta con maggiore forza al Governo nazionale la questione dell’insularità.

L’obiettivo è ottenere misure capaci di compensare concretamente i maggiori costi sostenuti dalle imprese e dai cittadini siciliani.

Perché l’insularità è scritta anche nella Costituzione. Ma al distributore, soprattutto a Pantelleria, per il momento continua a essere scritta soprattutto sul display della pompa. E quasi tre euro per un litro di diesel sono un modo decisamente salato per ricordarselo.