Migliorano le condizioni di Mario Marchese, il commissario di percorso gravemente ferito nell’incidente avvenuto durante la 68ª Cronoscalata Monte Erice, costato la vita ai giovani spettatori Giuseppe Bisconti e Karol Greco.
Dopo i primi soccorsi ricevuti all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, Marchese è stato trasferito nel reparto di Chirurgia toracica dell’ospedale Civico di Palermo.
Da fonti ufficiali si apprende che il commissario è stabile, anche se la prognosi resta riservata.
Gli approfondimenti diagnostici avrebbero inoltre consentito ai medici di escludere, almeno al momento, la necessità di un intervento chirurgico. Il peggio sembra dunque passato, anche se si prospetta una degenza lunga per recuperare dalle conseguenze del violento impatto.
Travolto dalla Peugeot alla postazione 9
Marchese si trovava in servizio alla postazione numero 9 quando la Peugeot 308 TCR condotta da Marco Nicoletti è uscita dal tracciato.
Secondo la prima ricostruzione, l’auto avrebbe superato la barriera laterale e urtato una roccia che ha funzionato come una rampa, compiendo un volo di circa sessanta metri. Nella traiettoria ha travolto Giuseppe Bisconti, Karol Greco e lo stesso commissario.
Marchese si trovava in un’area che gli organizzatori avevano classificato come zona di sicurezza, distante circa venti metri dal margine della carreggiata.
Un altro investimento nel 2010
Per il commissario non è la prima drammatica esperienza durante una competizione. Sedici anni fa, nel 2010, come riporta SiciliaMorori.it, Marchese fu investito durante lo Slalom di Castelbuono.
A ricordare quell’incidente a SiciliaMotori è Luciano Tagliavia, presidente dell’Associazione ufficiali di gara “Ciccio La Delfa”, della quale Marchese è stato uno dei fondatori.
In quell’occasione era uscito dalla postazione protetta per segnalare con la bandiera la presenza di una vettura ferma lungo il percorso. L’auto successiva sfuggì al controllo del pilota e lo sbalzò oltre il guardrail.
Marchese riportò fratture alle gambe e alle costole. Riuscì a riprendersi, anche se dovette affrontare un difficile percorso dopo il trauma fisico e psicologico.
Una vita lungo i percorsi di gara
Mario Marchese ha iniziato giovanissimo l’attività di ufficiale di gara e ha maturato una lunga esperienza nelle competizioni automobilistiche. Conosce percorsi, postazioni e procedure di sicurezza.
«Mario sa dove deve stare», sottolinea Tagliavia, ricordando che anche alla Monte Erice si trovava nella posizione ritenuta più sicura possibile.
Il presidente dell’associazione richiama però un elemento inevitabile nelle gare automobilistiche: le misure di protezione possono ridurre i pericoli, ma non eliminare completamente il rischio davanti a dinamiche eccezionali come quella verificatasi sul Monte Erice.
I colleghi dell’Associazione “Ciccio La Delfa” stanno seguendo con apprensione il decorso clinico e hanno già raggiunto Marchese in ospedale. Lo aspettano nuovamente al loro fianco, confidando nella passione che, anche dopo il grave incidente del 2010, lo aveva riportato lungo i percorsi di gara.