Tragedia alla Monte Erice, test negativo per Nicoletti. Il commissario ferito trasferito a Palermo
08:10 - È stato trasferito in un ospedale di Palermo e ricoverato nel reparto di Chirurgia toracica Mario Marchese, il commissario di percorso rimasto gravemente ferito durante il tragico incidente alla 68ª Cronoscalata Trapani-Monte Erice.
Marchese era stato inizialmente soccorso e trasportato all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dove era stato ricoverato in terapia intensiva per un trauma toracico. Successivamente è stato disposto il trasferimento a Palermo, in una struttura specializzata. La prognosi rimane riservata.
Ferito alla postazione numero 9
Il commissario si trovava nei pressi della postazione numero 9 quando, domenica 6 settembre, la Peugeot 308 TCR condotta da Marco Nicoletti è uscita dal tracciato.
Secondo la prima ricostruzione, la vettura avrebbe superato la barriera stradale e colpito una roccia, compiendo poi un volo di circa sessanta metri. Nell’area raggiunta dall’auto si trovavano Marchese e i due giovani spettatori di Belmonte Mezzagno Giuseppe Bisconti e Karol Greco, di 18 e 20 anni, morti nell’incidente.
La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta per ricostruire le cause della perdita di controllo della Peugeot. La vettura è sotto sequestro e sarà sottoposta a perizia. Il pilota è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale; negativo l’esame tossicologico eseguito su di lui.
06: 00 - Il primo risultato è arrivato: Marco Nicoletti non aveva assunto sostanze. L’esame tossicologico eseguito sul pilota della Peugeot 308 TCR è risultato negativo. Ma è soltanto il primo tassello di un’inchiesta che dovrà spiegare come una vettura da competizione abbia potuto lasciare la strada, volare per circa sessanta metri e raggiungere un’area formalmente considerata sicura.
La Procura di Trapani ha disposto le autopsie sui corpi di Giuseppe Bisconti e Karol Greco, i due amici di Belmonte Mezzagno, di 18 e 20 anni, morti nella tragedia della Cronoscalata Monte Erice. La Peugeot è sotto sequestro e sarà esaminata per accertare l’eventuale presenza di guasti ai freni, allo sterzo, alle sospensioni o ad altri componenti.
Resta ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani il commissario di percorso Mario Marchese, che ha riportato un trauma toracico.
Nicoletti indagato, ma è un atto dovuto
Il pilota Marco Nicoletti, 22 anni, originario di Caltanissetta, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale. L’iscrizione non rappresenta un accertamento di responsabilità, ma consente al giovane e ai suoi legali di partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili nominando propri consulenti.
Nicoletti ha riportato lesioni non gravi ed è rimasto profondamente scosso dall’accaduto. Il test tossicologico negativo permette di escludere, sulla base degli esami effettuati, la presenza di sostanze capaci di alterarne le condizioni psicofisiche.
Adesso l’attenzione si concentra sulla vettura. I periti dovranno controllare l’impianto frenante, lo sterzo, le sospensioni, gli pneumatici e la trasmissione, oltre a verificare eventuali anomalie o danni precedenti all’uscita dal tracciato. La Procura ha disposto anche le autopsie.
Quei pochi secondi prima del tornante
La ricostruzione illustrata in conferenza stampa dal direttore di gara Fabrizio Fondacci si concentra sui pochi secondi trascorsi tra la partenza della Peugeot numero 54 e l’incidente.
Nicoletti prende il via alle 11.36. Alle 11.37 dalla postazione numero 9, distante circa un chilometro e mezzo dalla partenza, viene lanciato l’allarme via radio.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, sulla carreggiata non sarebbero stati rilevati segni di frenata. La Peugeot sarebbe uscita dalla propria traiettoria prima di un tornante a sinistra, superando o sfondando la barriera laterale.
Fuori dalla sede stradale, la vettura avrebbe urtato una roccia sporgente. Quella roccia avrebbe funzionato come un trampolino, proiettando l’auto in aria.
Il volo di sessanta metri
Dopo l’impatto con la roccia, la Peugeot avrebbe compiuto un volo di circa sessanta metri, urtando un albero e raggiungendo l’area nella quale si trovavano Giuseppe Bisconti, Karol Greco e Mario Marchese.
La sua corsa è proseguita più in basso, dove ha colpito anche un’automobile e uno scooter parcheggiati. Nell’incidente è rimasto coinvolto anche un altro pilota, presente sul posto dopo il ritiro della propria vettura e trasportato in ospedale per controlli.
Si tratta ancora di una ricostruzione preliminare. La velocità effettiva, la traiettoria e le cause della perdita di controllo dovranno essere stabilite dalle perizie disposte dalla magistratura. L’assenza di segni di frenata, da sola, non dimostra infatti l’esistenza di un guasto: è uno degli elementi che i tecnici dovranno interpretare insieme ai dati meccanici e alla conformazione del terreno. Gli accertamenti riguarderanno in particolare freni, sterzo e sospensioni. La dinamica tecnica ricostruita dopo la conferenza stampa colloca l’impatto fuori dal tracciato, dopo il salto provocato dalla roccia.
La “zona di sicurezza” al centro degli accertamenti
Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda il luogo in cui si trovavano le vittime.
Fondacci ha riferito che l’impatto con i due spettatori e il commissario è avvenuto a circa venti metri dal margine della carreggiata e a un’altezza approssimativa di tre metri rispetto al piano stradale.
L’area era classificata come zona di sicurezza. Proprio per questo gli investigatori dovranno stabilire come sia stato possibile che la Peugeot la raggiungesse e se la valutazione del rischio fosse adeguata rispetto alla velocità delle vetture TCR e alla morfologia di quel tratto.
Sotto esame finiranno presumibilmente anche i cosiddetti “spalti naturali”, le aree sopraelevate tradizionalmente utilizzate dal pubblico della Monte Erice. Occorrerà verificare se la separazione tra gli spazi consentiti agli spettatori e quelli considerati pericolosi fosse sufficiente e chiaramente delimitata.
La dinamica appare eccezionale, ma è proprio ciò che dovrà chiarire l’inchiesta: se si sia trattato di una concatenazione imprevedibile di eventi oppure se quel possibile volo della vettura avrebbe dovuto essere contemplato nella predisposizione delle protezioni.
Le autopsie su Giuseppe e Karol
La Procura ha disposto gli esami autoptici sui corpi di Giuseppe Bisconti e Karol Greco. Le autopsie serviranno a individuare con esattezza le cause della morte e a verificare la compatibilità delle lesioni con la traiettoria ricostruita dagli investigatori.
Giuseppe aveva 18 anni, si era appena diplomato ed era appassionato di arti marziali, disciplina nella quale aveva già ottenuto risultati importanti. Karol aveva 20 anni, frequentava una scuola professionale per elettricisti e si preparava a entrare nel mondo del lavoro.
Erano amici, figli di artigiani e condividevano la passione per i motori. Da Belmonte Mezzagno avevano raggiunto Erice per assistere a una giornata di sport. Giuseppe è morto sul colpo; per Karol sono stati inutili i tentativi di salvarlo.
Da allora la corsa ha attraversato 72 anni e 68 edizioni, diventando uno degli appuntamenti più longevi e seguiti dell’automobilismo in salita italiano. Ci sono state uscite di strada, vetture distrutte e piloti feriti, ma mai un incidente mortale tra concorrenti o spettatori.
Il 6 settembre 2026 quel lungo record di sicurezza si è spezzato. La 68ª edizione, alla quale erano iscritti 260 equipaggi tra auto moderne e storiche, resterà la prima segnata da vittime.
È un dato che rende ancora più pesanti le domande emerse dopo l’incidente. Perché una manifestazione che per oltre sette decenni non aveva registrato morti si è trovata davanti a una dinamica tanto devastante? E quali conseguenze avrà questa tragedia sul futuro della gara?
Il cordoglio delle istituzioni
Il presidente della Regione Renato Schifani ha parlato di «una giornata di grande dolore per la Sicilia», esprimendo il cordoglio del governo regionale e augurando una pronta guarigione al commissario ferito. Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno ha rivolto la propria vicinanza alle famiglie e agli amici dei ragazzi, condividendo la decisione di sospendere la competizione e le iniziative organizzate sul territorio.
Lutto a Valderice nel giorno dei funerali di Giuseppe e Karol
Dopo i comuni di Belmonte Mezzagno e Erice, anche a Valderice proclamato il lutto cittadino dal sindaco Francesco Stabile, concorrente alla 68^ edizione della Cronoscalata. Queste le sue parole pubblicate sul suo profilo facebook: "A seguito della tragedia che ha colpito la nostra comunità durante la 68ª edizione della cronoscalata Monte Erice, ho proclamato il lutto cittadino per la giornata in cui si svolgeranno le esequie dei due giovani scomparsi prematuramente in questo drammatico incidente. Stamattina recandomi sul luogo dell'accaduto, ho incontrato i familiari di Giuseppe e Karol ed ho espresso la mia vicinanza e dell'intera comunità, stringendoli in un profondo e caloroso abbraccio. Valderice si raccoglie in un silenzio attonito e doloroso, unendosi alla disperazione che ha colpito queste famiglie.Nessuna parola può colmare un vuoto così grande, ma vogliamo ugualmente far sentire la nostra presenza e il nostro sostegno in questo momento di strazio".
Fragnelli: “Il loro strazio è il nostro strazio”
Anche il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha inviato un messaggio all’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e al parroco di Belmonte Mezzagno.
«Il loro strazio è il nostro strazio», ha scritto il vescovo, affidando Giuseppe e Karol alla misericordia di Dio e invocando consolazione per i familiari. La Chiesa trapanese ha espresso vicinanza anche ai feriti e a quanti hanno assistito alla tragedia. Il messaggio di monsignor Fragnelli unisce nel lutto le comunità di Trapani e Palermo.
Le indagini
Il test tossicologico negativo chiarisce un aspetto, ma non spiega la tragedia. Le risposte dovranno arrivare dalla Peugeot sequestrata, dai rilievi sul terreno, dalle immagini disponibili, dalla cameracar del pilota, dalle testimonianze e dalle valutazioni sulle misure di sicurezza.
Bisognerà stabilire perché Nicoletti non sia riuscito a rallentare, cosa abbia provocato la perdita di controllo, se la vettura avesse un problema meccanico o ai freni e se l’area nella quale si trovavano Giuseppe, Karol e Marchese potesse davvero essere considerata al riparo da ogni traiettoria plausibile.
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