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08/09/2026 15:47:00

Tragedia Monte Erice, Toscano replica alle accuse: «Non abbiamo festeggiato una tragedia»

La polemica sulla serata di lunedì "Love S. Giuliano" nell'omonimo quartiere ericino, arriva al secondo round. 

 

Dopo l'attacco dei consiglieri comunali di opposizione Vincenzo Maltese, Simona Mannina, Sofia Maria Mazzeo e Alberto Pollari, che hanno parlato di «schiaffo inaccettabile» alla decenza istituzionale e chiesto pubbliche scuse, interviene la sindaca Daniela Toscano.

«La polemica mi ha ferita profondamente sul piano umano», dice Toscano, contestando «la durezza e la sproporzione dell'attacco» e quella che definisce «insensibilità» davanti alla tragedia che ha colpito diverse famiglie e comunità.

Il riferimento è all'incidente della Cronoscalata Monte Erice di domenica, costato la vita a due giovani di Belmonte Mezzagno, Giuseppe Bisconti e Karol Greco, di 18 e 20 anni. 

 

Toscano rivendica quanto fatto nelle ore successive alla tragedia: «Mi sono immediatamente recata sul luogo dell'incidente, sono andata all'obitorio», ha contattato il sindaco di Belmonte Mezzagno e ha proclamato il lutto cittadino. L'amministrazione ha inoltre sospeso gli appuntamenti di Love San Giuliano previsti per domenica.

 

La scelta di mantenere l'appuntamento conclusivo di lunedì è invece al centro dello scontro. 

«Una sindaca deve saper stare accanto alle persone quando la comunità piange – afferma Toscano – ma deve anche saper tornare in mezzo alle persone e continuare a svolgere il proprio ruolo».

Secondo la prima cittadina, dunque, non ci sarebbe stata alcuna contraddizione: «Non abbiamo festeggiato una tragedia. Non abbiamo festeggiato il dolore. Abbiamo promosso dei valori».

 

Toscano insiste sulla natura del progetto. 

"Love San Giuliano", sostiene, «non era semplicemente una serata musicale», ma un percorso costruito con parrocchia, comitato di quartiere, famiglie e servizi sociali per promuovere aggregazione, legalità, ambiente, valorizzazione dei giovani, inclusione e contrasto alla violenza di genere. 

Il programma ufficiale del Comune comprendeva attività sportive, laboratori, educativa di strada, screening sanitari e iniziative con numerose associazioni.

 

Durante la manifestazione sono stati premiati giovani del quartiere che si sono distinti nello studio e nella danza. 

È stata inoltre annunciata una borsa di studio finanziata con i risarcimenti legati al processo "Scrigno", nel quale il Comune si è costituito parte civile.

 

Anche la presenza di Angelo Famao viene ricondotta dalla sindaca alla finalità sociale dell'iniziativa. «Abbiamo scelto anche la musica perché, quando viene usata con responsabilità, può parlare al cuore e alla mente». 

Toscano cita in particolare il brano “Zoe”, dedicato al tema della violenza e degli abusi sulle donne.

 

Poi il racconto più personale: durante la serata, riferisce la sindaca, una donna che ha vissuto situazioni di violenza si sarebbe avvicinata agli amministratori per raccontare la propria storia. Un episodio che, dice la prima cittadina, l'ha fatta riflettere sull'importanza di affrontare quei temi proprio in quel momento.

 

Sul fronte delle scuse, la sindaca distingue il piano umano da quello politico. 

«Non vorrei mai che una famiglia si fosse sentita ferita o offesa. Se è accaduto, posso e voglio chiedere scusa a loro». Ma aggiunge: «Non posso chiedere scusa per aver portato in un quartiere cultura, legalità, ambiente, contrasto alla violenza e speranza».

 

Erice, intanto, tornerà a fermarsi nel giorno dei funerali dei due giovani, con le bandiere a mezz'asta e la presenza della sindaca e del vicesindaco accanto alle famiglie.

 

Resta così aperto il confronto politico sul significato del lutto cittadino e sui comportamenti che, anche simbolicamente, una comunità si aspetta dai propri rappresentanti istituzionali e che sta impazzando sui social.

«Quello che è successo il 6 settembre e quello che è successo ieri – conclude Toscano – non sono in contraddizione. Sono due modi diversi, ma ugualmente necessari, di stare accanto alla propria comunità».