Nove anni e un miliardo e 425 milioni di euro. Sono i numeri del nuovo sistema di collegamenti marittimi con le isole minori siciliane che la Regione si prepara a mettere a gara. Una partita enorme, perché per chi vive a Favignana, Pantelleria o nelle altre isole siciliane la nave o l'aliscafo non sono esattamente un optional: sono la strada, il treno, spesso anche l'unico modo per raggiungere un ospedale, una scuola o il posto di lavoro.
Ed è proprio per questo che, prima di scrivere regole destinate a durare quasi un decennio, Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico, e Giuseppa Montoleone, presidente del Consiglio comunale di Favignana, chiedono alla Regione di ascoltare i territori.
I due hanno scritto al presidente della Regione Renato Schifani e all'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò, chiedendo l'apertura di un confronto con le amministrazioni delle isole minori prima della definizione del nuovo bando.
«Non è un semplice servizio di trasporto»
Il punto, spiegano Safina e Montoleone, è proprio questo: vivere su un'isola significa dipendere dai collegamenti marittimi praticamente per tutto.
«Per le comunità insulari il collegamento con la terraferma non è un semplice servizio di trasporto, ma un’infrastruttura essenziale per garantire lavoro, scuola, sanità e vita sociale. Per questo il nuovo sistema deve essere costruito a partire dalle esigenze reali dei territori».
E con una gara dal valore complessivo di 1 miliardo e 425 milioni di euro, destinata a regolare il servizio per nove anni, gli errori di programmazione rischierebbero di essere pagati a lungo.
«Proprio per la dimensione economica e per la durata dell’affidamento riteniamo indispensabile un confronto preventivo con chi conosce quotidianamente le criticità dei collegamenti», sottolineano Safina e Montoleone.
Il problema dell'inverno
Uno dei nodi principali è quello della continuità territoriale durante tutto l'anno.
Perché il problema delle isole minori siciliane è noto: nei mesi estivi aumentano corse, passeggeri e collegamenti, mentre con la fine della stagione turistica la mobilità diventa spesso più complicata. Ma gli abitanti, naturalmente, sulle isole continuano a viverci anche a novembre e febbraio.
«Non possiamo avere isole collegate adeguatamente d’estate e penalizzate d’inverno. Il servizio deve essere flessibile, garantire frequenze adeguate e prevedere risposte efficaci alle cancellazioni dovute alle condizioni meteomarine, soprattutto nei collegamenti più periferici».
Un tema particolarmente importante per realtà come Favignana e le Egadi, dove il collegamento con Trapani rappresenta il principale accesso ai servizi della terraferma.
Tariffe e abbonamenti
L'altro capitolo è quello dei costi.
Safina e Montoleone chiedono che il nuovo bando tenga conto delle esigenze di residenti, lavoratori e pendolari, prevedendo tariffe sostenibili e formule di abbonamento adeguate.
«La mobilità non può diventare un lusso», osservano.
Una frase semplice che riassume però uno dei problemi storici della condizione insulare: il rischio che distanza geografica e costi dei trasporti finiscano per trasformarsi in una vera e propria disuguaglianza nell'accesso ai servizi.
La richiesta alla Regione
Da qui la proposta di convocare tavoli tecnici con i Comuni delle isole minori e con le associazioni di categoria, prima che il nuovo sistema venga definitivamente scritto.
Safina e Montoleone chiariscono che non chiedono uno stop alla procedura.
«Non chiediamo di rallentare la procedura ma di costruirla meglio. Un bando da 1,425 miliardi e destinato a durare nove anni rappresenta una responsabilità enorme».
La Regione, aggiungono, ha l'occasione per costruire «un sistema moderno ed efficiente», ma deve farlo partendo dalle persone che quei collegamenti li utilizzano ogni giorno.
Perché nove anni sono tanti. E quando si vive su un'isola un orario sbagliato, una corsa che manca o una tariffa troppo alta non sono dettagli di un capitolato: diventano pezzi della vita quotidiana.