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09/09/2026 07:01:00

Niscemi, la frana torna a fare paura. "Preoccupano le piogge"

La terra torna a spaccarsi a Niscemi. Una nuova fessurazione, lunga circa sessanta metri, è comparsa in via Ustica lungo il fronte della frana che il 25 gennaio scorso ha devastato una parte del centro abitato. La zona ricade già nell’area rossa, a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe. Il fenomeno è sotto osservazione, ma la preoccupazione resta alta.

 

«Tutto viene costantemente monitorato, ma non possiamo negare di essere preoccupati», ha dichiarato il sindaco Massimiliano Conti. La nuova frattura è visibile a occhio nudo e si trova nel versante sud-est del centro nisseno.

A destare maggiore attenzione è il fatto che la crepa sia comparsa durante un periodo senza precipitazioni.

«In questo periodo non ci sono piogge, quindi il fenomeno bisogna approfondirlo e comprenderlo – ha spiegato Conti –. Fa certamente parte della naturale evoluzione del fronte, ma vogliamo essere sicuri che non si tratti di una riattivazione della frana».

Il vertice con Ciciliano

Proprio oggi a Niscemi è arrivato il capo della Protezione civile e commissario straordinario Fabio Ciciliano, che ha presieduto un nuovo vertice operativo insieme al sindaco, ai tecnici e ai rappresentanti delle istituzioni.

La riunione si è tenuta nel plesso San Giuseppe, dove sono stati allestiti gli uffici tecnici della Protezione civile. Sul tavolo ci sono il piano di demolizione degli immobili ormai irrecuperabili nella cosiddetta “zona nera”, il consolidamento del versante e l’erogazione dei contributi alle famiglie che hanno perso la casa.

Dopo la frana del 25 gennaio sono stati 236 i nuclei familiari costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, per un totale di circa 500 persone.

«Prima di ricostruire bisogna mettere in sicurezza tutto il versante», ha ribadito il sindaco. Ciciliano incontrerà anche il comitato degli sfollati, che attende risposte concrete sui ristori e sul futuro delle famiglie evacuate.

 

Il problema delle acque nel sottosuolo

L’attenzione è rivolta soprattutto all’arrivo delle piogge autunnali. Il terreno, ha spiegato Ciciliano, non era soltanto imbevuto dall’acqua piovana, ma anche interessato dalla presenza di liquidi provenienti dalle reti fognarie e dalla raccolta delle acque meteoriche.

«In un corpo di frana tutte queste acque non dovrebbero esserci – ha sottolineato il commissario –. Uno dei lavori che stiamo cercando di fare, e che faremo, è sicuramente la loro rimozione».

La nuova crepa comparsa in una fase asciutta rende ancora più urgente comprendere che cosa stia accadendo nel sottosuolo. Il monitoraggio viene effettuato ogni giorno dal Comune insieme alla Protezione civile regionale e nazionale.

 

Centocinquanta milioni per ristori e sicurezza

Per affrontare l’emergenza sono disponibili complessivamente 150 milioni di euro. La metà, 75 milioni, è destinata agli indennizzi per le famiglie e al piano delle demolizioni. Gli altri 75 milioni serviranno alla messa in sicurezza del versante.

Per chi ha perso la casa, o possiede un immobile che si trova in una zona ormai considerata irrecuperabile, sono previste tre possibilità: acquistare una nuova abitazione, comprare un terreno sul quale costruire oppure ottenere un contributo senza procedere a un nuovo acquisto a Niscemi.

Il Comune e la struttura commissariale stanno lavorando all’avviso pubblico attraverso il quale i cittadini potranno presentare le richieste.

Ciciliano ha inoltre annunciato l’approvazione dei documenti tecnici relativi alla messa in sicurezza del torrente Benefizio e della frana sud. Il decreto commissariale rappresenterà il primo passaggio amministrativo per avviare le gare.

 

Le visite di Zuppi e Urso

Domenica 13 settembre sarà a Niscemi il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. La visita si svolgerà insieme ai rappresentanti della Caritas, impegnati nei progetti di sostegno alla comunità.

Il 3 ottobre è invece prevista la visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, per un’iniziativa con Eni rivolta al tessuto produttivo locale.

Intanto, però, Niscemi torna a guardare con apprensione quella ferita che attraversa il territorio. La nuova fessurazione potrebbe rientrare nell’evoluzione già prevista del movimento franoso, ma serviranno i rilievi tecnici per escludere una ripresa del fenomeno. E con l’autunno ormai vicino, il tempo per mettere in sicurezza il versante diventa sempre più prezioso.