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09/09/2026 12:30:00

Trapani si candida a Capitale italiana del mare 2027

Trapani prova a trasformare il mare da semplice elemento geografico in una vera e propria chiave di lettura della propria identità. 

 

È stata presentata lunedì scorso la proposta di candidatura della città al titolo di Capitale italiana del mare 2027, con un progetto dal titolo evocativo: “Trapani 2027 – La città generata dal mare”.

 

Un percorso che punta a mettere insieme istituzioni, enti e realtà del territorio attorno a un dossier costruito sulla centralità del Mediterraneo nella storia e nello sviluppo della città. 

 

La proposta è stata elaborata grazie alla collaborazione dell’architetto Gianvito Piccione, funzionario tecnico del Comune di Trapani, e del consulente esterno architetto Gianni Mauro.

 

La candidatura non vuole essere soltanto un'operazione legata al riconoscimento del 2027, ma, nelle intenzioni dell'amministrazione, l'occasione per costruire una strategia di lungo periodo. 

 

Il punto di partenza è la particolare conformazione di Trapani, quella “falce” protesa tra il Mar Tirreno e il Canale di Sicilia, ma anche tutto ciò che nei secoli il mare ha rappresentato per la città: porto, commercio, pesca, saline, tonnare, turismo e collegamenti con le Egadi.

«Non è solo una candidatura, ma una visione strategica», ha spiegato il sindaco Giacomo Tranchida presentando l'iniziativa.

Il titolo scelto, ha aggiunto, nasce dalla convinzione che Trapani sia stata generata dal mare «fisicamente come una falce tra il Tirreno e il Canale di Sicilia, ma soprattutto culturalmente ed economicamente».

 

Nel progetto entrano così il porto e il waterfront, le saline, le tonnare, le isole Egadi e il patrimonio ambientale, ma anche la storia della città come punto di incontro tra sponde diverse del Mediterraneo. 

«Il mare – ha sottolineato Tranchida – è anche la nostra storia millenaria di ponte tra l'Africa e l'Europa, di dialogo tra popoli e civiltà».

 

La parola chiave della candidatura è rete. L'obiettivo è infatti costruire un dossier che non sia esclusivamente del Comune di Trapani, ma rappresenti l'intero territorio provinciale e le sue diverse vocazioni legate al mare.

Hanno già aderito alla proposta il Commissario della Camera di Commercio di Trapani, i Comuni di Marsala, Misiliscemi, Paceco, Erice e Favignana, la Capitaneria di Porto di Trapani, il Distretto Turistico Sicilia Occidentale, il GAL Pesca Trapanese, l'Area Marina Protetta Isole Egadi, il CNR – sede di Torretta Granitola, la Lega Navale di Trapani e la Fondazione Sebastiano Tusa.

Una platea che mette insieme amministrazioni locali, istituzioni, ricerca scientifica, tutela ambientale, pesca, turismo e cultura. 

 

Ed è proprio questa trasversalità che il Comune intende utilizzare per dare forza alla candidatura.

«Desideriamo mettere attorno a un tavolo tutti gli enti, le istituzioni, il mondo della pesca, della portualità, dell'ambiente e della cultura», ha detto Tranchida, secondo cui «solo facendo rete si costruisce un dossier vincente e, soprattutto, un progetto che resti al territorio anche dopo il 2027».

 

La candidatura ha anche una dedica speciale. 

Il sindaco ha infatti voluto legare il percorso alla figura di Sebastiano Tusa, archeologo, già assessore regionale ai Beni culturali e alla Cultura e tra i principali studiosi italiani dell'archeologia subacquea, scomparso nel 2019 nell'incidente aereo di Addis Abeba.

«Questo lavoro, questo percorso, vogliamo idealmente dedicarlo al mai dimenticato Sebastiano Tusa», ha affermato Tranchida.

 

Un riferimento non soltanto simbolico. Tusa aveva fatto del Mediterraneo e della ricerca archeologica subacquea uno dei cardini della propria attività scientifica e istituzionale. «Ha insegnato a tutti noi a guardare il Mediterraneo non come un confine, ma come una casa comune», ha ricordato il sindaco.

Da qui l'idea di collegare la candidatura anche alla sua eredità culturale: «Lui il mare lo studiava, lo amava, lo proteggeva. Se oggi parliamo di capitale del mare, lo dobbiamo anche alla sua visione pionieristica di archeologia degli abissi e di cultura del Mediterraneo».

 

Ora comincia la fase più impegnativa: trasformare il titolo della candidatura in un progetto concreto e competitivo. Trapani punta sul mare non soltanto come scenario, ma come patrimonio da valorizzare attraverso porto, ambiente, cultura, ricerca, pesca, turismo e rapporti con le comunità del Mediterraneo.

 

La sfida del 2027, dunque, è anche una sfida sul presente: dimostrare che quella città a forma di falce può tornare a costruire attorno al mare una parte importante della propria idea di futuro.