È arrivata la prima nomina esterna della sindaca di Marsala Andreana Patti: un consulente esterno. Un esperto in finanza (ma non era la sindaca esperta in programmazione?), che servirà e aiuterà nell’attuazione del programma presentato in campagna elettorale.
Si tratta di Carlo Pisciotta, avvocato, che avrà un corrispettivo mensile di 2.800 euro, più IVA e oneri previdenziali.
Pisciotta viene indicato come consulente da Patti per la sua esperienza professionale in ambito giuridico-amministrativo. La sua indicazione ha l’obiettivo di fornire supporto e assistenza diretta alla sindaca nell'attuazione del programma politico-amministrativo e di governo. In particolare, le attività comprendono:
- Consulenza sulle procedure giuridico-amministrative per lo sviluppo del territorio e l'innovazione della PA (con focus su ammodernamento/riqualificazione degli impianti sportivi comunali e finanza di progetto per la concessione di lavori/servizi);
- Supporto nella programmazione e gestione delle funzioni e dei servizi comunali;
- Consulenza in materia di organizzazione burocratica, ordinamento degli uffici/servizi e progetti di riorganizzazione interna;
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- Supporto generale sulle materie di competenza della sindaca, in base alle proprie competenze tecnico-professionali.
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Pisciotta e gli incarichi
Non è un nome nuovo alle cronache politiche e amministrative: ha avuto molti incarichi, alcuni dei quali ancora in corso. Anche a Marsala è stato esperto fino a giugno 2026 per l'attuazione delle iniziative di pertinenza del Comune di Marsala, quale beneficiario e soggetto attuatore, a valere sul PNRR.
Dal 2 settembre 2024 fino alla scadenza del mandato del sindaco Salvatore Quinci, a Mazara, Pisciotta è esperto a supporto degli organi di direzione politica per le attività connesse all’impostazione e all’implementazione di procedure amministrative finalizzate alla realizzazione e gestione di programmi/progetti/interventi per lo sviluppo locale e del territorio e l’innovazione della pubblica amministrazione.
È stato consulente anche per i Comuni di Erice, Trapani, Pantelleria, Castelvetrano, Paceco e Valderice.
Perché ricorrere a consulenti esterni? I Comuni spesso lo fanno perché non trovano adeguati profili al loro interno, ma questo comporta uscite immediate dal bilancio.
L’opposizione distratta
Mentre le delibere di giunta si susseguono e gli affidamenti per incarichi esterni pesano sulle casse comunali, dalle fila della minoranza consiliare non s’alza un alito di vento. Nessuna interrogazione, nessuna richiesta di chiarimenti, nessuna conferenza stampa per chiedere conto e ragione di una scelta amministrativa che, in altri tempi o con altre geometrie politiche, avrebbe scatenato infuocate polemiche in Aula e sui giornali.
Ci si chiede dunque: perché l'opposizione tace? Non è un mistero che nel perimetro degli Enti locali molti degli esperti che oggi lavorano per l'amministrazione in carica abbiano ricoperto ruoli analoghi con le passate consiliature di colore opposto o firmino consulenze in Comuni limitrofi governati dal centrodestra come dal centrosinistra. Hanno paura dell’effetto boomerang.
Resta il fatto che una democrazia locale funziona quando il contropotere esercita la sua funzione di fiato sul collo. Se chi deve vigilare tace, le scelte di spesa dell'amministrazione diventano insindacabili per definizione. E a pagare il prezzo di una dialettica politica anestetizzata sono sempre i cittadini.