Può una minoranza assicurare il numero legale per garantire lo svolgimento di un Consiglio comunale?
Tecnicamente e in alcuni casi, si. Ma se accade spesso può avere una valenza politica?
Non e’ una domanda oziosa, la nostra e men che mai di carattere tecnico.
Negli ultimi tempi nel Consiglio comunale di Salemi l’esito del voto registra molto spesso lo stesso numero d voti che non coincide con quello standard assegnato rispettivamente alla maggioranza e alla minoranza, ma quello sufficiente (o risicato, a seconda dei punti di vista) a garantire lo svolgimento dei lavori e di conseguenza l’approvazione delle delibere. Che tradotto in soldoni significa che spesso consiglieri della minoranza assicurano il numero legale per validare la seduta.
Come interpretare il fenomeno? Frutto del caso, di una volonta’ politica o si tratta di semplice sciatteria?
lo abbiamo chiesto ad Antonina Grillo, una che di opposizione all’Amministrazione di Vito Scalisi se ne intende abbastanza, non solo perché ha sostenuto la candidatura a sindaco di Giuseppina Spagnolo, ma anche perché rappresentante provinciale di Italia Viva.
“Un mix delle tre cose. Ma teoricamente, sì, può esserlo “, ci ha risposto senza esitazioni.
Per poi precisare: “Se c’è condivisione su alcuni programmi e su obiettivi utili alla città, perché no? È evidente che noi ci siamo presentati agli elettori con una proposta amministrativa e una visione di governo diverse, ma ciò non esclude possibili convergenze su singoli temi. Nei fatti, fino a oggi, non c’è stato alcun confronto con l’Amministrazione, né ci è stata offerta la possibilità di condividere percorsi e soluzioni.
Aggiungendo che “l’unico momento di approfondimento è stato quello sul Piano regolatore generale, nelle commissioni tecniche e politiche, necessario innanzitutto per acquisire una piena conoscenza dello strumento. “
Per il resto, la risposta e’ lapidaria: nessuna commissione è stata convocata per approfondire i documenti economico-finanziari, il Rendiconto 2025 o la TARI.
Un confronto, quindi, e’ possibile, ma dove e come dovrebbe avvenire?, chiediamo.
“Le commissioni e il Consiglio comunale sono le sedi istituzionali nelle quali maggioranza e opposizione devono potersi confrontare. Se questi luoghi non vengono convocati o sono ridotti a semplici passaggi formali, gli strumenti democratici vengono, di fatto, azzerati.”
In Consiglio comunale, non si può negare, in più occasioni è stata proprio la presenza delle opposizioni a consentire lo svolgimento dei lavori.
Nei panni di alcuni componenti della maggioranza ci sarebbero tutti i motivi per interrogarsi sul perché.
In piu’ di un’occasione, in presenza di decisioni importanti come il Rendiconto 2025 e la relazione annuale del sindaco, i consiglieri di opposizione, hanno garantito la propria presenza, e, in alcuni casi, finendo persino per supplire alle assenze di chi invece dovrebbe sostenere politicamente l’Amministrazione.
In tempi in cui le differenze tra schieramenti erano marcati, simili episodi avrebbero fatto suonare più di un campanello d’allarme.
Ma in questa lunga notte, dove tutti i gatti sembrano bigi e dove non e’ raro vedere che appartenenti allo stesso partito siedano addirittura su scranni contrapposti, tutto sembra essere affidato al sonno della ragione. Che genera sciatteria e opportunismo.
Negli ultimi mesi, chiediamo a Grillo, il suo gruppo consiliare di riferimento “Scrusciu”, ha preso pubblicamente posizioni su questioni fondamentali come l’emergenza idrica e l’IPAB San Gaetano.
Avete avuto interlocuzioni su questi argomenti, avete ricevuto riscontri o risposte?
“Sul San Gaetano abbiamo chiesto più volte attenzione e risposte, trattandosi di un’istituzione importante per il territorio, rimasta per troppo tempo in una fase commissariale. Non avendo trovato nel Comune un interlocutore politico e amministrativo, siamo intervenuti direttamente presso l’Assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali. L’Assessorato ha successivamente chiuso la lunga gestione commissariale e ristabilito il Consiglio di amministrazione. Siamo molto soddisfatti di questo risultato, perché restituisce all’ente una guida ordinaria e la possibilità di programmare il proprio futuro.”
E per l’emergenza idrica, cosa dice ai nostri lettori?
“ Il 4 agosto ho personalmente inviato al prefetto di Trapani un report, insieme alle prime 300 firme raccolte, formulando richieste precise: conoscere le quantità d’acqua effettivamente erogate da Siciliacque, verificare lo stato dei pozzi e della rete comunale, predisporre un piano pubblico di distribuzione e convocare un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati.
Diciamo la verità, non possiamo addossare tutte le responsabilità dell’emergenza al sindaco Scalisi. Ne converrà, anche lei.
“È evidente che il sindaco non abbia tutte le responsabilità dell’emergenza, ma non può neppure rinunciare a farsi portavoce del disagio dei cittadini, che mediamente ricevono l’acqua una volta ogni quindici giorni. E non può lasciare senza una risposta politica e amministrativa una comunicazione di Siciliacque nella quale si sostiene che l’acqua destinata a Salemi non soltanto venga regolarmente fornita, ma che ne venga erogata persino più di quanto previsto. Di fronte alla realtà vissuta quotidianamente dai cittadini, siamo alla follia".
Mancherebbe, secondo Grillo, un interlocutore politico e amministrativo capace di chiedere spiegazioni, pretendere dati certi e rappresentare con forza le esigenze della comunità.
Il problema, dunque, non è se l’opposizione possa andare incontro alla maggioranza.
La vera domanda da porre sarebbe un’altra: vuole questa Amministrazione realmente confrontarsi con l’opposizione?
Finora il sindaco, conclude, non si è posto come interlocutore e ogni richiesta avanzata da noi è stata interpretata come strumentale adatta a fare solo polemiche.
Ma chiedere risposte, dati certi e soluzioni non significa affatto alimentare polemiche: significa fare politica, esercitare il proprio ruolo di controllo e agire con responsabilità nei confronti dei cittadini.
Franco Ciro Lo Re