Davanti al Tribunale di Trapani è tornato al centro il procedimento che vede imputato il pediatra Antonio Eros Somma, accusato di omicidio colposo per la morte di Giorgio D’Angelo, il bambino di cinque anni deceduto nel giugno 2023 all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo. L’udienza è stata dedicata alle testimonianze di due primari, considerate decisive per chiarire la dinamica dei fatti e attese da tempo.
Il consulente della famiglia: “Diagnosi errata decisiva”
Il primo a deporre è stato il professor Vincenzo Bagnara, primario all’ospedale Morgagni di Catania e docente alla Scuola di specializzazione in Chirurgia pediatrica dell’Università di Messina. Nominato consulente tecnico dalla famiglia della vittima, Bagnara ha illustrato le sue conclusioni richiamando anche la letteratura scientifica del settore. Secondo quanto sostenuto in aula, l’errata diagnosi formulata dal pediatra Somma avrebbe avuto un ruolo determinante nel decesso del bambino.
Il racconto del chirurgo che operò Giorgio
È stata poi la volta del dottor Paolo Formica, primario di Chirurgia pediatrica all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, che operò il piccolo in urgenza. Il medico ha riferito che già durante la visita le condizioni dell’addome di Giorgio apparivano gravemente compromesse: un quadro che, ha aggiunto, è stato poi confermato in sala operatoria. Nonostante l’intervento e i giorni di terapia intensiva, il bambino non si è più risvegliato.
Il trasferimento a Palermo e la morte
Le condizioni di Giorgio resero necessario il trasferimento all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo, dove il piccolo è morto poco dopo. Proprio il quadro clinico in cui versava al momento del decesso non consentì ai genitori di procedere con la donazione degli organi: la loro richiesta, infatti, non poté essere accolta.
Presenti in aula e parti del processo
All’udienza hanno assistito i genitori e gli zii del piccolo Giorgio, insieme allo stesso pediatra imputato. La famiglia è assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio, del Foro di Patti. Nel procedimento è costituita come responsabile civile la compagnia assicurativa Unipol. La prossima udienza è fissata per il 29 settembre, quando sarà ascoltato l’imputato.