La vicenda delle decadenze é ormai nota: riguarda cinque consiglieri comunali – Andrea Genco, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana, Angela Grignano e Giovanni Parisi – finiti nel procedimento di decadenza per le assenze alle sedute del 22 e 23 ottobre 2025.
Dopo mesi di pareri, giustificazioni e passaggi istituzionali, il 16 settembre sarà il Consiglio comunale a decidere sulle loro posizioni.
Ma adesso lo scontro si allarga: per la Giunta Tranchida la questione ormai va oltre il destino dei cinque consiglieri e oltre la normale dialettica politica.
Il sindaco Giacomo Tranchida e gli assessori parlano apertamente di un possibile tentativo di condizionamento dell'amministrazione e chiedono che sulla vicenda si accenda l'attenzione della Prefettura.
«Su Trapani si sta consumando dell'altro»
È questo il passaggio centrale del nuovo comunicato della Giunta.
«Proprio perché pensiamo che su Trapani si stia consumando dell'altro – afferma Tranchida – auspichiamo che anche la Prefettura, come organo dello Stato presente sul territorio, abbia sicuramente a monitorare e con attenzione quanto accaduto ed ancora in corso».
Il sindaco, dunque, prende le distanze dalla lettura della vicenda come semplice scontro tra gruppi consiliari. Secondo Tranchida, «non si tratta solo di questioni di polemica politica».
La Giunta sostiene infatti che dietro le procedure in corso possano esserci interessi ulteriori e parla di «procedure illegali e illegittime», arrivando a definirle un possibile «sottile strumento di minaccia e violenza nei confronti di rappresentanti istituzionali».
Sono parole molto pesanti, che l'amministrazione mette nero su bianco chiedendo contestualmente l'attenzione di un organo dello Stato.
Le pressioni sui consiglieri d'opposizione
Il comunicato non si limita alle cinque decadenze.
Tranchida sostiene che anche una parte dei consiglieri dell'opposizione sarebbe sottoposta a pressioni per orientarne il comportamento in Consiglio comunale.
Il riferimento è a quelli che il sindaco definisce «dictat di alcuni che tengono o pretendono di tenere le fila del loro agire in Consiglio Comunale».
Secondo questa ricostruzione, quindi, il problema non sarebbe soltanto la possibilità che cinque consiglieri perdano il proprio mandato, ma anche l'eventuale condizionamento degli altri componenti dell'aula nel momento in cui saranno chiamati a decidere.
Tranchida: non è soltanto una questione politica
Il ragionamento del sindaco parte da una considerazione più ampia: se la procedura fosse soltanto uno strumento della normale contrapposizione politica, la questione potrebbe rimanere confinata al rapporto tra maggioranza e opposizione.
Ma Tranchida ritiene che siano in gioco anche le garanzie e l'autonomia dei rappresentanti istituzionali.
Da qui la richiesta che la Prefettura osservi con attenzione ciò che è accaduto e ciò che ancora sta accadendo.
È un passaggio politicamente rilevante perché porta la vicenda fuori dal perimetro del Consiglio comunale.
Non è più soltanto il sindaco a contestare l'operato della Presidenza o di alcuni consiglieri: la Giunta nel suo complesso sottoscrive la richiesta di attenzione alle istituzioni dello Stato.
Scontro su voto segreto
É proprio l'imminente voto ad aver prodotto l'ultimo scontro: la maggioranza ha chiesto che sia palese e per appello nominale, mentre il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo ha sostenuto la necessità di attenersi alle regole previste per la deliberazione.
«Non vogliamo che sia solo polemica politica»: le Giunta vuole alzare il livello di attenzione sulla vicenda.
Tranchida non chiede soltanto che venga valutata la correttezza della procedura sulle decadenze. Chiede che venga osservato anche il contesto nel quale quella procedura si sta sviluppando, comprese le presunte pressioni sui consiglieri.
È proprio per questo che compare nel documento il riferimento alla Prefettura come «organo dello Stato presente sul territorio».
La richiesta non è formulata come una denuncia di fatti già accertati, ma come un auspicio affinché l'istituzione prefettizia «abbia a monitorare e con attenzione quanto accaduto ed ancora in corso».
Per Tranchida, dietro le decadenze potrebbe esserci «dell'altro». E adesso chiede alla Prefettura di guardare dentro quella che definisce una vicenda non riconducibile alla sola polemica politica.