Oltre 30 mila euro di risarcimento per un’aggressione compiuta da un ragazzo ancora minorenne. A dover pagare saranno i suoi genitori. Lo ha stabilito il Tribunale di Sciacca, chiamato a pronunciarsi su un episodio avvenuto nel febbraio del 2021.
La vicenda riguarda due adolescenti e una lite nata, secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, per una questione di gelosia. Quello che poteva sembrare uno scontro tra ragazzi finì invece con due pugni al volto, lesioni permanenti e, cinque anni dopo, una pesante condanna al risarcimento.
L’aggressione dopo una discussione
La vittima, che all’epoca aveva 15 anni, sarebbe stata affrontata da un coetaneo dopo essersi rivolta alla fidanzata di quest’ultimo in un modo che l’aggressore avrebbe ritenuto inappropriato.
Al termine della discussione il ragazzo venne colpito con due pugni al volto.
Trasportato in ospedale, gli furono diagnosticate la frattura delle ossa nasali e lesioni agli incisivi inferiori. Danni che non si sono esauriti con la guarigione iniziale: la consulenza medico-legale disposta nel corso del procedimento ha infatti accertato anche conseguenze permanenti.
I genitori della vittima, assistiti dall’avvocato Mauro Tirnetta, denunciarono quanto accaduto e avviarono l’azione giudiziaria.
La responsabilità dei genitori
Il Tribunale di Sciacca ha adesso riconosciuto, nel caso concreto, la responsabilità dei genitori del minorenne autore dell’aggressione, condannandoli a risarcire il ragazzo per una somma di poco superiore ai 30 mila euro.
La decisione richiama un principio previsto dall’ordinamento civile: i genitori possono essere chiamati a rispondere dei danni provocati dai figli minorenni quando non riescano a dimostrare di avere assolto adeguatamente ai propri doveri educativi e di vigilanza.
Non significa, naturalmente, che ogni comportamento illecito di un adolescente produca automaticamente una condanna per madre e padre. Ma nel procedimento di Sciacca il giudice ha ritenuto sussistenti gli elementi necessari per attribuire ai genitori la responsabilità civile per le conseguenze dell’aggressione.
Una lite tra adolescenti nata per gelosia, dunque, si è trasformata prima in un ricovero in ospedale e poi in un conto da oltre 30 mila euro. E la sentenza ricorda che, almeno sul piano civile, essere minorenni non significa che i danni provocati restino senza qualcuno chiamato a risponderne.