Lo scontro politico a Valderice non si placa.
Il Partito Democratico e il gruppo consiliare “La Scelta” replicano duramente alle recenti dichiarazioni del sindaco Francesco Stabile sui rapporti con Forza Italia e sul mancato finanziamento del porto di Bonagia.
Al centro della contestazione ci sono il rapporto tra appartenenza politica e risorse pubbliche, la lunga vicenda del porto e le criticità legate alla variante al Piano regolatore generale.
In una nota, la segretaria del Pd Valderice Sabrina Cucciardi e il capogruppo de “La Scelta” Massimo Di Gregorio accusano Stabile di aver adottato un atteggiamento «trasformista» e chiedono al sindaco di spiegare quali siano stati gli impegni assunti nel momento in cui ha aderito a Forza Italia.
Il riferimento è alle parole pronunciate dallo stesso Stabile nei giorni scorsi, quando ha contestato la gestione provinciale di Forza Italia, accusando i vertici del partito di non aver dato risposte alle esigenze di Valderice.
Il sindaco aveva indicato tra i principali motivi di scontro proprio il definanziamento del porto di Bonagia, sostenendo di aver ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di recuperare le risorse attraverso le variazioni di bilancio o la prossima legge di Stabilità regionale.
Il porto di Bonagia torna al centro dello scontro
È soprattutto sul porto che si concentra l'attacco dell'opposizione. Pd e “La Scelta” contestano a Stabile di aver prima rassicurato la cittadinanza sul finanziamento dell'opera e oggi di attribuire alla Regione la responsabilità del mancato finanziamento.
Nel 2024 il porto di Bonagia era stato inserito nella programmazione FSC 2021-2027 con uno stanziamento di 34 milioni di euro, somma che risultava formalmente destinata alla messa in sicurezza dell'infrastruttura.
Nel 2026, però, il progetto è stato definanziato nell'ambito della riprogrammazione delle risorse FSC, proprio perché non risultava sufficientemente maturo per rispettare i tempi di spesa. A pesare, in particolare, è l'iter della valutazione ambientale ancora in corso.
Stabile aveva respinto le accuse, sostenendo che il porto non fosse stato definitivamente cancellato e che, una volta acquisito il parere del Ministero dell'Ambiente, sarebbe stato possibile procedere al rifinanziamento dell'opera.
Ora l'opposizione torna all'attacco e ricorda al sindaco le precedenti rassicurazioni.
I dirigenti dem si riferiscono ad un progetto che, negli anni, avrebbe comportato circa 200 mila euro di spese per studi e consulenze e della perdita di un precedente finanziamento di circa 5,6 milioni di euro. Secondo Pd e “La Scelta”, il progetto sarebbe poi passato al Dipartimento tecnico regionale, che sta seguendo l'iter della valutazione ambientale presso il Ministero.
Il nodo, dunque, non è soltanto politico. È anche amministrativo: il porto di Bonagia, annunciato per anni come opera strategica per il territorio, continua a essere privo di un cantiere aperto, mentre i tempi si sono ulteriormente allungati.
A luglio, durante un'audizione all'Ars, era stato indicato il 2030 come orizzonte più ottimistico per l'avvio dei lavori, considerando tutti i passaggi ancora necessari tra valutazione ambientale, progettazione, gara e cantierizzazione.
«Sedici anni di giochi e giochetti»
Il Pd e “La Scelta” allargano quindi il campo delle responsabilità e accusano Stabile e l'ex sindaco Camillo Iovino di aver accumulato ritardi e di aver sostenuto per anni un progetto ritenuto inadeguato.
Parlano di «sedici anni di giochi e giochetti» e attribuiscono alle amministrazioni che si sono succedute una parte rilevante delle responsabilità per la situazione attuale.
Il nuovo fronte dello scontro è però soprattutto politico. Pd e “La Scelta” sostengono che Stabile abbia costruito parte delle proprie campagne elettorali proprio sulla vicenda del porto e sulla variante al Prg e oggi gli chiedono conto delle scelte compiute durante gli anni di amministrazione.
La variante al Prg e le «lettere-desiderata»
Torna anche l'altra grande questione urbanistica di Valderice: la variante al Piano regolatore generale.
L'opposizione contesta in particolare la procedura seguita nella formazione dello strumento urbanistico e parla di una presunta violazione dell'articolo 3 della legge regionale 71/1978.
Il riferimento è alle numerose richieste di modifica della destinazione urbanistica presentate dai cittadini durante l'elaborazione della variante.
Si parla di circa 200 lettere che sarebbero state valutate e in buona parte recepite, determinando secondo Pd e “La Scelta” una disparità di trattamento tra cittadini informati e cittadini che non avrebbero avuto la stessa possibilità di intervenire.
Anche questo tema ha già prodotto uno scontro politico e istituzionale. Nel 2025 la Regione aveva chiesto al Comune di Valderice di rielaborare la variante al Prg e di rimodulare il Rapporto ambientale, dopo il parere negativo del Comitato tecnico scientifico sulla procedura VAS/Vinca.
Nei mesi successivi l'opposizione aveva inoltre sollevato dubbi sulle cosiddette “lettere-desiderata”, indicandone circa 184 e contestando il modo in cui erano state valutate nell'ambito della pianificazione urbanistica.
Lo scontro, dunque, si sposta nuovamente dentro il Comune di Valderice e incrocia la crisi politica del sindaco con Forza Italia. Stabile ha messo in discussione il rapporto con il partito e ha lasciato intendere che, senza un cambio di passo, potrebbe anche arrivare alla rottura.
Pd e “La Scelta” utilizzano ora quelle stesse dichiarazioni per chiedergli conto non soltanto dei rapporti con i vertici azzurri, ma dell'intero percorso amministrativo degli ultimi anni.