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14/09/2026 13:16:00

Decadenze a Trapani, il Pd: «Siano rispettati regole e voto dei cittadini»

A due giorni dal Consiglio comunale chiamato a decidere sulle cinque decadenze, il Partito Democratico interviene sulla vicenda e chiede che siano garantite «regole, autonomia e rispetto del voto».

 

Il 16 settembre l'aula dovrà pronunciarsi sulle posizioni di Andrea Genco, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana, Angela Grignano e Giovanni Parisi, dopo un procedimento nato dalle assenze alle sedute del 22 e 23 ottobre 2025. 

 

La procedura aveva inizialmente coinvolto otto consiglieri: per tre di loro è poi arrivata l'archiviazione. 

Il Pd chiede quindi di capire con quali criteri siano state accolte alcune giustificazioni e respinte altre. 

 

«Non è più solo una questione di assenze»

La segreteria provinciale del Pd sottolinea che durante l'istruttoria sono stati acquisiti diversi pareri, compresi quello dell'Assessorato regionale Enti locali e quello del Segretario generale del Comune, che ha espresso forti rilievi sulla procedura.

 

Per il Pd, dunque, la questione non può essere ridotta alla semplice conta delle assenze. «In gioco ci sono la libertà e la dignità della rappresentanza democratica», sostiene il partito, insieme al rischio che le procedure istituzionali possano essere utilizzate per modificare gli equilibri politici determinati dal voto popolare. 

 

Il Pd precisa di non voler entrare nel merito delle singole posizioni né sottrarre i consiglieri alle responsabilità del proprio mandato, ma chiede che le regole vengano applicate in maniera uniforme e con criteri trasparenti.

 

Nel mirino il ruolo di Mazzeo

Il passaggio più duro riguarda il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo.

 

Il Pd riconosce che il presidente possa avere una propria appartenenza politica, ma ricorda che la funzione istituzionale richiede un ruolo di garanzia, equilibrio e imparzialità.

 

Secondo il partito, il problema nasce quando questo confine rischia di venire meno e la funzione di garanzia può apparire collegata a dinamiche politiche di parte. «Le procedure istituzionali – sostiene il Pd – non possono essere utilizzate per modificare gli equilibri determinati dal voto dei cittadini». 

 

«Le elezioni si vincono con la politica»

Il Pd mette quindi in guardia dal rischio di utilizzare la procedura di decadenza come strumento per modificare gli equilibri dell'aula.

 

«Le elezioni si vincono con la politica, costruendo consenso, presentando idee, programmi e una proposta credibile per la città. Non si vincono modificando attraverso procedure controverse gli equilibri usciti dalle urne», afferma la segreteria provinciale.

 

Una posizione che si inserisce nel confronto già acceso sul voto del 16 settembre. La maggioranza infatti ha chiesto il voto palese per appello nominale, mentre resta aperto il confronto sulla possibilità dello scrutinio segreto

Il Pd, nel comunicato, non indica come debbano votare i singoli consiglieri, chiede però che il Consiglio sia «all'altezza del mandato ricevuto», con istituzioni autonome e imparziali, regole applicate nello stesso modo per tutti e pieno rispetto della volontà degli elettori. 

 

Il 16 settembre, dunque, non sarà soltanto il giorno della decisione sulle cinque decadenze. Sarà anche una verifica sulla capacità dell'aula di gestire una vicenda politicamente esplosiva mantenendo separati il confronto tra partiti e l'esercizio delle funzioni istituzionali.