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15/09/2026 06:00:00

Cultural Cafè a Trapani: l’associazione nata 13 giorni prima dell’avviso, i legami con Poma e ...

«Eravamo quattro amici al bar», cantava Gino Paoli. Al Cultural Cafè di Trapani, nel complesso monumentale di San Domenico, i fondatori dell’associazione sono più di quattro amici, sono sette. Amici tra loro e non solo. Anche parenti. Ci sono due cugini dell’assessora Giusy Ilenia Poma  e la fidanzata di suo fratello.

Si tratta di Gaia Poma e Lorenzo Junior Poma, cugini dell’assessora, e  Martina Iannazzo, presidente dell’associazione e fidanzata del fratello di Poma. I tre nomi compaiono nell’atto costitutivo dell'associazione Culturalmente APS, datato 1° aprile 2026.

 

La data, tra l'altro, aggiunge un elemento alla vicenda: l’associazione che si aggiudica il bando per la gestione del bar all'interno del complesso, nasce tredici giorni prima dell’avvio della procedura comunale e presenta la propria candidatura quando ha appena ventotto giorni di vita. Il decreto regionale che ne dispone l’iscrizione al RUNTS è datato 28 aprile 2026, un giorno prima della candidatura.

 

L'assessora  Giusy Poma ha un percorso singolare: eletta nella maggioranza tra i consiglieri vicini all'area di Mimmo Turano (che ufficialmente appoggiava il centrodestra, in quella elezione... ) , litiga con l'attuale assessore regionale e si dichiara "indipendente", salvo poi rientrare in maggioranza. Diventa assessora, si dimette, a Gennaio 2026, e consente, con le proprie dimissioni, la surroga col consigliere Braschi. 

Ha tra le proprie deleghe il Distretto sociosanitario 50, che ha curato il procedimento per individuare il gestore. E il suo coinvolgimento istituzionale nel progetto compare nelle carte: il verbale del 21 maggio 2026 registra un suo intervento, insieme al sindaco Giacomo Tranchida, prima dell’apertura dei lavori del tavolo di coprogettazione. 

 

 

Poi c’è il capitolo delle autorizzazioni. Il responsabile del Suap del Comune, Angelo Faraci, ha riferito in una recente seduta della commissione accesso agli atti che non risultava presentata la SCIA per l’attività del bar. La Scia è il documento obbligatorio che permette di aprire e avviare l'attività in modo immediato, autocertificando il possesso di tutti i requisiti di legge.

 

Il Cultural Cafè, intanto, ha aperto, organizza iniziative e pubblicizza un calendario di eventi. Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna mettere in fila i documenti: finanziamento, selezione, verbali, convenzione e obblighi. È in queste carte che si trovano le domande alle quali Comune e associazione sono chiamati a rispondere.

 

La promessa: uno spazio per restare a Trapani

 

Dell’inaugurazione del Cultural Cafè Tp24 aveva scritto il 31 luglio, raccontando un progetto rivolto alle nuove generazioni: cultura, aggregazione, opportunità da costruire nella propria città.

L’idea ha una finalità pubblica riconoscibile. Utilizzare una porzione del San Domenico, al piano terra tra i due chiostri, per creare un luogo di incontro e attività culturali, con una caffetteria capace di contribuire alla sostenibilità economica.

L’avviso richiama il protagonismo degli under 35, il contrasto alla povertà educativa e anche l’impiego di giovani con disabilità per favorirne l’inserimento sociale e lavorativo. Il progetto esecutivo prevede laboratori, incontri, iniziative artistiche, uno sportello digitale per raccogliere proposte e un sistema di monitoraggio dei risultati.

È sulla realizzazione di questi obiettivi, oltre che sulla regolarità della gestione, che andrà misurato l’impiego delle risorse pubbliche.

 

 

Da dove arrivano i soldi

 

Il CulturalCafè_D50 nasce nell’ambito di un’iniziativa ANCI per assegnare spazi pubblici a giovani under 35 e realizzare progetti innovativi.

La nota ANCI del 23 giugno 2025 comunica lo scorrimento della graduatoria e il percorso di ammissione al cofinanziamento nazionale. La convenzione tra ANCI e Comune, sottoscritta il 30 settembre 2025, disciplina il progetto.

 

 

 

 

Il quadro complessivo è di 187.500 euro: 150.000 euro di finanziamento nazionale e 37.500 euro di compartecipazione locale, anche attraverso la valorizzazione del personale e dei costi di gestione del complesso, dalle utenze alla sorveglianza e alla connessione internet.

Questa cifra riguarda l’intero intervento, comprese dotazioni, servizi e accompagnamento. Il contributo massimo destinato direttamente a Culturalmente APS è invece di 40.600 euro, impegnato con la determinazione n. 2516 del 25 giugno 2026.

 

Nata il primo aprile, candidata il 29: la cronologia dell’associazione

 

L’atto costitutivo consente di ricostruire l’origine di Culturalmente APS. Il 1° aprile 2026, alle 10, si riuniscono sette persone: Martina Iannazzo, Bruno Croce, Valeria Campagna, Simone Iannazzo, Gaia Poma, Martina Candela e Lorenzo Junior Poma.

Martina Iannazzo viene nominata presidente, Bruno Croce vicepresidente e Valeria Campagna segretaria. Il timbro dell’Agenzia delle Entrate riporta la registrazione dell’atto il 20 aprile 2026.

Il passaggio al RUNTS è documentato dal decreto regionale n. 1497 del 28 aprile 2026, che dispone l’iscrizione di Culturalmente nella sezione delle associazioni di promozione sociale, repertorio 175264.  Il giorno dopo c'è la candidatura alla procedura comunale, nell’ultimo giorno utile.

 

Una sola candidatura e 80 punti su 100

 

L'associazione arriva per ultima, dato che si candida l'ultimo giorno utile? No, perchè è ... l'unica. 

La procedura per individuare il gestore viene avviata con la determinazione n. 1471 del 14 aprile 2026. Il termine per presentare le candidature è fissato alle 12 del 29 aprile.

Ne arriva una sola: quella di Culturalmente APS, rappresentata dalla presidente Martina Iannazzo.

Gli atti definiscono il percorso come una coprogettazione con un ente del Terzo settore.  Il Comune e il soggetto selezionato devono costruire insieme il progetto esecutivo e realizzare attività di interesse generale. È questo il modello amministrativo scelto per assegnare l’utilizzo dello spazio.

Il 19 maggio viene nominata la commissione, composta da Marilena Cricchio, Caterina Todaro e Margherita Grillo, tutte in servizio presso il Distretto. Il 20 maggio la commissione valuta la proposta e attribuisce 80 punti su 100: punteggio pieno per coerenza strategica e qualità del modello di gestione; cinque punti su dieci sia per rete territoriale e governance, sia per monitoraggio, valutazione e trasparenza.

Il verbale rileva anche una carenza: manca la dichiarazione di conformità all’originale delle copie dello statuto e dell’atto costitutivo. La commissione la considera un’irregolarità formale sanabile, ammette l’associazione con riserva e chiede l’integrazione.

Il verbale viene approvato con la determinazione n. 2035 del 22 maggio. Il tavolo di coprogettazione, secondo il verbale allegato agli atti successivi, si era già insediato il 21 maggio

 

L’“esperienza maturata” da un’associazione nata da poche settimane

 

La data di costituzione rende particolarmente interessante un altro passaggio del verbale del 20 maggio. Tra gli elementi valutati positivamente, la commissione indica «l’esperienza maturata dall’Ente nell’ambito della promozione culturale e sociale».

Quel giorno Culturalmente APS esisteva da 49 giorni. Alla presentazione della domanda ne aveva 28.

Quali attività aveva già realizzato l’associazione? Quali esperienze risultavano documentate nella candidatura? 

 

La presidente, i cugini e l’intervento dell’assessora

 

Gaia Poma e Lorenzo Junior Poma figurano tra i sette soci fondatori. Martina Iannazzo è la presidente fin dalla costituzione. Questi sono dati documentati dall’atto del primo aprile.

Secondo quanto risulta a Tp24, Gaia e Lorenzo sono cugini di Giusy Ilenia Poma, mentre Iannazzo è fidanzata con il fratello dell’assessora. 

Poma ha proprio la delega al DSS 50, come risulta dalla scheda istituzionale del Comune di Trapani, ed interviene nel percorso che riguarda l’associazione già individuata dalla commissione come interlocutrice del Comune.

L’assessora aveva informato gli uffici dei rapporti con i fondatori? Sono state effettuate valutazioni su eventuali obblighi di astensione? 

 

 

La SCIA: ciò che risulta a giugno e quanto riferito in commissione

 

Sul fronte amministrativo c’è un passaggio che precede l’inaugurazione e rende la questione particolarmente concreta.

Nel Piano degli eventi, allegato al progetto esecutivo approvato il 25 giugno, si legge:

«Considerato che, alla data di redazione del presente progetto esecutivo, è ancora in corso l’iter amministrativo per il rilascio dell’agibilità e della successiva SCIA, l’avvio delle attività viene prudenzialmente previsto non prima della seconda settimana di luglio 2026».

Il documento colloca quindi l’apertura prevista dopo un iter amministrativo ancora da completare. La segnalazione certificata di inizio attività viene menzionata espressamente: il tema era già presente nella progettazione.

A questa circostanza si aggiunge quanto apprende Tp24 sulla recente audizione di Faraci, funzionario del Suap, nella commissione accesso agli atti: la SCIA del bar non risultava presentata.

 

La convenzione assegna responsabilità precise

 

La convenzione sottoscritta da Comune e associazione affronta esplicitamente il servizio di caffetteria.

All’articolo 18, la somministrazione di alimenti e bevande è prevista come attività accessoria e strumentale alle finalità culturali, sociali e aggregative. L’associazione assume la responsabilità di ottenere e mantenere autorizzazioni, licenze, adempimenti sanitari e altri titoli necessari.

L’articolo 20 aggiunge che, quando le iniziative richiedono autorizzazioni, pareri o nulla osta, il gestore deve provvedervi preventivamente.

Anche il Comune ha obblighi: mettere a disposizione la documentazione tecnica e amministrativa disponibile, assicurare il raccordo con gli uffici ed esercitare indirizzo, monitoraggio e verifica.

La domanda riguarda quindi entrambi: quali documenti ha acquisito il gestore e quali verifiche ha svolto l’amministrazione prima e dopo l’avvio?

 

 

Gli eventi nel complesso monumentale

 

La pagina Facebook del Cultural Cafè pubblicizza il calendario delle iniziative.

Organizzare eventi rientra nel progetto approvato. Il piano contiene, tra le altre proposte, una degustazione di gin artigianale accompagnata da musica, incontri contro la violenza di genere, laboratori e appuntamenti dedicati alla cultura latinoamericana. La presenza di musica e degustazioni, quindi, non dimostra di per sé uno scostamento dalle attività concordate.

Il punto è come vengono realizzate e con quali titoli, all’interno di un complesso monumentale.

La convenzione impone il rispetto delle disposizioni sulla tutela del patrimonio culturale e delle prescrizioni degli uffici competenti. Gli allestimenti e le installazioni che possono incidere sulle caratteristiche dell’immobile devono essere preventivamente comunicati al Comune. Per gli eventi valgono inoltre gli obblighi pertinenti alla sicurezza e, quando necessari, agli spettacoli. Bisogna chiedersi allora quali verifiche siano state effettuate sull’utilizzo degli spazi, sugli allestimenti e sulle singole iniziative, compreso l’eventuale coinvolgimento della Soprintendenza per quanto di competenza.

 

I 40.600 euro, le spese e gli incassi

 

Il piano delle erogazioni al gestore dettaglia l’impiego dei 40.600 euro. Tra le voci figurano:

  • 16.300 euro per prestazioni di artisti, relatori, formatori, tecnici, collaboratori e rinfresco;

  • 7.300 euro per attrezzature tecniche e digitali, tra cui audio, televisore, luci, PlayStation, registratore di cassa e dispositivi per la gestione delle attività;

  • 6.000 euro per materiali di consumo, gadget e kit per laboratori ed eventi;

  • 4.000 euro per arredi e allestimenti;

  • 3.500 euro per i costi di costituzione e trasformazione in cooperativa sociale.

Le altre voci riguardano consulenze, certificazioni, assicurazioni e diritti. Il cofinanziamento dell’associazione è indicato in 2.030 euro, destinati ad abbigliamento personalizzato e materiali promozionali.

La convenzione prevede un’anticipazione del 30%, ulteriori trasferimenti per il 60% legati all’avanzamento e un saldo del 10% dopo la verifica finale. Per anticipare i trasferimenti intermedi è prevista una garanzia fideiussoria.

Sono obbligatori documentazione delle spese, tracciabilità e rendicontazione. L’amministrazione può sospendere le erogazioni in presenza delle irregolarità contemplate dall’accordo.

Quanto agli incassi, la caffetteria è la principale fonte di ricavo prevista nella simulazione economica: 36.000 euro su 50.000 complessivi nel primo anno. Sono stime progettuali, non fatturati accertati.

I proventi devono sostenere il funzionamento dello spazio e le finalità del progetto; la convenzione vieta la distribuzione diretta o indiretta degli utili nei termini indicati dall’accordo.

 

 

Il 30 settembre e la gestione futura

 

La fase finanziata ha come termine il 30 settembre 2026, salvo le eventuali proroghe previste dagli atti. La convenzione esclude un diritto automatico dell’associazione a proseguire nell’utilizzo degli spazi.

L’eventuale gestione successiva richiede una valutazione dei risultati e dell’interesse pubblico, specifici provvedimenti e la definizione delle condizioni economiche. Il progetto esecutivo richiama la determinazione del canone secondo il regolamento comunale.

Nella simulazione economica a cinque anni, però, non sono indicati costi per il canone nei primi due anni; compaiono poi 1.000 euro al terzo, 3.000 al quarto e 4.000 al quinto.

Quella tabella è una previsione, non un titolo che assegna gratuitamente lo spazio per due anni. Sarà il Comune a dover chiarire quali condizioni intenda applicare e su quale valutazione patrimoniale.

La scadenza è anche il momento in cui rendere verificabili i risultati: attività svolte, giovani coinvolti, percorsi di inclusione attivati, proposte raccolte attraverso lo sportello digitale, spese sostenute e controlli effettuati.

Il San Domenico è un bene pubblico. La sua valorizzazione merita opportunità, ma anche risposte precise sui rapporti tra amministratori e gestori, sulle condizioni di apertura e sull’uso dei finanziamenti. Per un progetto nato con la promessa di offrire ai giovani uno spazio in cui restare, la trasparenza è parte di ciò che si deve alla città.

 

Interpellata da Tp24, l’assessora Giusy Ilenia Poma conferma i rapporti familiari e personali: Gaia e Lorenzo Junior Poma sono suoi cugini e Martina Iannazzo è la compagna di suo fratello. Respinge però qualsiasi ipotesi di un proprio intervento a favore dell’associazione: «Il mio ruolo è stato inesistente», afferma, sostenendo che Iannazzo si sia attivata autonomamente e che le procedure siano state seguite dagli uffici, nell’ambito di un percorso avviato prima del suo ingresso in giunta. «Respingo con assoluta serenità qualsiasi ricostruzione che possa fare pensare che io sia intervenuta per favorire qualcuno», aggiunge, diffidando da quelle che definisce costruzioni strumentali volte a ledere il suo onore. Poma precisa che la propria delega al Distretto riguarda il supporto e il monitoraggio politico, mentre la presidenza spetta al sindaco e gli atti sono sottoscritti da quest’ultimo e dai dirigenti competenti. Gli adempimenti relativi al Cultural Cafè, sostiene, hanno natura gestionale e sono stati curati dagli uffici senza un suo intervento. Sulla SCIA dichiara di non essere a conoscenza della situazione e invita a chiedere chiarimenti all’ingegnere Amenta, indicato come dirigente competente. «Per quanto mi riguarda le regole valgono per tutti», conclude, annunciando che si asterrà, per ragioni di opportunità, dalle valutazioni sul prosieguo della gestione.