×
 
 
16/09/2026 13:07:00

Giovani, a Trapani aumentano i rientri dall’estero: +61,8% in cinque anni

Sono ancora più quelli che partono, ma il viaggio non è sempre di sola andata. Tra il 2021 e il 2025 sono tornati dall’estero in provincia di Trapani 935 giovani italiani tra i 18 e i 39 anni. Rispetto al quinquennio precedente, i rientri sono aumentati del 61,8%.

 

Un incremento molto più marcato della media nazionale e persino di quella siciliana. Nello stesso periodo, dal Trapanese sono espatriati 2.042 giovani. In altre parole, ogni cento partenze si sono registrati quasi 46 rientri. Non è ancora un pareggio, ma il divario si sta riducendo.

I dati emergono dal rapporto “Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze”, realizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro su dati Istat.

 

A Trapani 46 rientri ogni cento partenze

Nel quinquennio 2016-2020, in provincia di Trapani erano tornati dall’estero 578 giovani, a fronte di 2.206 partenze. Il rapporto era di appena 26,2 rientri ogni cento espatri.

Tra il 2021 e il 2025 il quadro cambia sensibilmente:

  • i rientri salgono a 935, con un aumento del 61,8%;
  • le partenze scendono a 2.042, con una diminuzione del 7,4%;
  • il rapporto sale a 45,8 rientri ogni cento espatri.

Trapani presenta così uno dei valori più alti della Sicilia, dietro soltanto a Enna, con 49 rientri ogni cento partenze, e Agrigento, con 46,8.

Il saldo dei movimenti resta comunque negativo: nel quinquennio le partenze hanno superato i rientri di 1.107 unità. Il ritorno cresce, insomma, ma non basta ancora a compensare l’emigrazione giovanile.

 

La Sicilia richiama quasi 12 mila giovani

Il fenomeno è particolarmente evidente nell’intera Isola. Tra il 2021 e il 2025 sono tornati in Sicilia 11.908 giovani italiani, contro i 7.787 del quinquennio precedente: un incremento del 52,9%.

Nello stesso periodo, gli espatri sono diminuiti del 14,1%, passando da 34.295 a 29.454. Il rapporto è così salito da 22,7 a 40,4 rientri ogni cento partenze.

La Sicilia ha accolto il 9,2% di tutti i giovani italiani rimpatriati nel quinquennio, praticamente la stessa quota del Lazio e inferiore soltanto a quella della Lombardia, che raggiunge il 19,8%. Complessivamente, il 31,7% dei rientri ha avuto come destinazione una regione del Mezzogiorno.

 

Attenzione al “quattro su dieci”

Il dato nazionale viene sintetizzato con una formula efficace: quattro giovani rientrati ogni dieci espatriati. Ma non significa che il 40% di chi parte torni necessariamente entro cinque anni.

Lo stesso rapporto chiarisce che non si tratta di un vero “tasso di ritorno”: chi rientra in un determinato periodo non coincide necessariamente con chi è partito negli stessi anni. Il dato mette invece in relazione i due flussi e mostra quanto il movimento migratorio stia diventando meno lineare: si parte, si accumulano esperienze e competenze e, in alcuni casi, si sceglie di tornare.

In Italia, tra il 2021 e il 2025, sono stati registrati 129.362 rientri e 325.431 espatri di giovani tra i 18 e i 39 anni. Rispetto al quinquennio precedente, le partenze sono cresciute soltanto del 2,1%, mentre i rimpatri sono aumentati del 32,9%.

 

Perché si torna

L’età media al rientro è di 29,6 anni. La scelta di tornare nasce soprattutto da ragioni personali e familiari, indicate dal 67,7% degli intervistati. Seguono la nostalgia dell’Italia, con il 32,4%, gli incentivi fiscali e la qualità della vita, entrambi al 23,5%. Le opportunità di lavoro incidono per il 20,6%.

Il lavoro, quindi, conta ma non è sempre il primo motore del ritorno. Solo il 48,5% dispone già di un’occupazione al momento del rientro, mentre il 37,1% la trova successivamente.

Il 71,4% dichiara di essere più soddisfatto della propria situazione personale dopo essere tornato. Sul fronte professionale, invece, il quadro è meno luminoso: il 46,4% considera la propria condizione lavorativa peggiore rispetto a quella sperimentata all’estero. I salari restano uno dei punti più deboli.

 

Tornare è una cosa, restare un’altra

I numeri raccontano dunque una tendenza positiva, soprattutto per la Sicilia e per la provincia di Trapani. Ma il vero banco di prova viene dopo il rimpatrio.

Affetti, famiglia e qualità della vita possono convincere un giovane a tornare. Per farlo restare servono però lavoro stabile, retribuzioni adeguate e reali possibilità di crescita. Altrimenti il ritorno rischia di trasformarsi soltanto in una parentesi tra due partenze.