Il bollo auto viene abolito. Ma soltanto per un anno, almeno per il momento, e non per tutti i veicoli. Il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione per il 2027 destinata alle automobili di piccola e media potenza e a tutti i motocicli.
Intanto, in Sicilia diventa operativo lo “straccia bollo”: chi ha vecchi debiti con la Regione potrà mettersi in regola pagando la tassa dovuta, ma senza interessi e sanzioni. La scadenza è fissata al 31 ottobre 2026.
Sono due misure diverse, che non devono essere confuse: l’intervento nazionale riguarda il bollo in scadenza nel 2027; quello regionale serve invece a sanare gli arretrati.
Chi non pagherà il bollo nel 2027
La misura approvata dal Governo Meloni prevede l’esenzione dal bollo per:
- le automobili con potenza fino a 80 kilowatt, equivalenti a circa 109 cavalli;
- tutti i motocicli, indipendentemente dalla cilindrata.
Ogni cittadino potrà usufruire dell’agevolazione per un solo veicolo, che dovrà essere regolarmente assicurato. L’esenzione riguarderà i pagamenti con scadenza ordinaria compresa tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.
Secondo le stime del Governo, la misura interesserà circa 14,5 milioni di veicoli: oltre il 70 per cento delle automobili attualmente in circolazione e tutte le moto. L’esenzione, però, è prevista al momento soltanto per il 2027. Dal 2028 il bollo potrebbe quindi tornare, se non arriveranno nuove disposizioni.
«Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha dichiarato Giorgia Meloni. La misura era stata sostenuta soprattutto da Forza Italia e dal vicepremier Antonio Tajani. La decisione è stata confermata anche dalle comunicazioni diffuse dopo il Consiglio dei ministri.
Alle Regioni quasi 2,3 miliardi
Il bollo auto è una tassa regionale e il suo gettito finisce nei bilanci delle Regioni. Per compensare almeno in parte le minori entrate, lo Stato prevede un trasferimento complessivo di 2 miliardi e 293,5 milioni di euro per il 2027.
Resta da capire se questa somma sarà sufficiente a coprire interamente il mancato gettito. Ed è proprio il nodo delle coperture a rendere, per adesso, l’abolizione limitata a un solo anno.
Insomma, il bollo viene cancellato, ma con la matita. Per usare la penna bisognerà trovare ogni anno qualche miliardo.
In Sicilia arriva lo “straccia bollo”
Mentre Roma guarda al 2027, la Regione Siciliana prova a recuperare i bolli non pagati negli anni precedenti.
Con la firma del decreto attuativo da parte dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, è diventata operativa la definizione agevolata dei tributi regionali. I contribuenti avranno tempo fino al 31 ottobre 2026 per pagare quanto dovuto senza interessi e sanzioni.
Per il bollo auto non sarà necessario presentare alcuna domanda. Basterà recarsi in una delegazione Aci o in un’agenzia di pratiche automobilistiche autorizzata, indicando:
- la targa del veicolo;
- l’anno d’imposta da regolarizzare.
Il contribuente pagherà soltanto l’importo originario della tassa.
Quali annualità possono essere sanate
Lo “straccia bollo” siciliano riguarda:
- le annualità dal 2016 al 2024 già iscritte a ruolo;
- la tassa automobilistica relativa al 2025.
Non rientra quindi nella sanatoria il bollo ordinario del 2026. Inoltre, le somme dovute dovranno essere pagate in un’unica soluzione: non è prevista la rateizzazione.
Per le posizioni già affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dopo il versamento agevolato il dipartimento regionale competente provvederà al discarico del ruolo.
La sanatoria si allarga ad altre entrate regionali
Quest’anno la definizione agevolata non riguarda soltanto il bollo. Potranno essere regolarizzati anche i mancati versamenti relativi alle tasse sulle concessioni regionali e a numerose entrate patrimoniali.
Tra queste figurano:
- affitti e redditi degli immobili regionali;
- concessioni di terreni demaniali e pascoli;
- canoni relativi alle cave;
- occupazioni del demanio idrico;
- utilizzo delle acque pubbliche.
In questi casi saranno i dipartimenti regionali a individuare le posizioni debitorie e a predisporre gli avvisi PagoPA. Il contribuente potrà scaricarli accedendo con Spid o carta d’identità elettronica al portale dei pagamenti della Regione.
«Offriamo a chi ha una posizione debitoria la possibilità di regolarizzarla spontaneamente, eliminando il peso di interessi e sanzioni», afferma il presidente della Regione Renato Schifani. Tutte le modalità sono indicate nella comunicazione ufficiale della Regione Siciliana.
La sintesi, dunque, è semplice: chi deve ancora pagare vecchi bolli in Sicilia ha tempo fino al 31 ottobre per approfittare della sanatoria. Chi possiede un’auto fino a 80 kW o una moto, invece, nel 2027 non pagherà la tassa. Per il 2028, come spesso accade, se ne riparlerà.