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16/09/2026 18:08:00

Trapani, Consiglio Comunale sulle decadenze dei cinque consiglieri di maggioranza 

In una insolitamente aula consiliare al completo ed una gremita piccionaia, si apre oggi il consiglio comunale che discuterà delle decadenze dei cinque consiglieri comunali di maggioranza: Marzia Patti, Angela Grignano, Enzo Guaiana, Giovanni Parisi e Andrea Genco.

Una seduta attesa da dieci mesi, dall'ormai famigerata seduta del 22 e 23 ottobre sul Pala Daidone da cui si assentarono i cinque consiglieri - ai tempi erano otto - adducendo motivazioni politiche.

Il procedimento ha attraversato diverse fasi prima di essere incardinato ufficialmente: dai pareri del segretario generale Giovanni Panepinto e quello dell'Assessorato degli Enti Locali, alle conferenze dei capigruppo e l'uscita dal procedimento.

La seduta si é aperta con la fase delle comunicazioni, in cui si è subito affrontato il tema. 

 

Marzia Patti: "La decadenza è una strumentalizzazione"

 

La segretaria del PD ha aperto la discussione sulla decadenza, con una richiesta chiara al Presidente del Consiglio di ritirare il procedimento. 

Per la consigliera, si sta strumentalizzando lo strumento della decadenza per comprimere il diritto alla protesta politica, alla libera espressione ma soprattutto si rischia di comprimere la volontà democratica dell'elettorato attivo.

"La decadenza sta diventando strumento per mettere il bavaglio ad una parte politica", Marzia Patti fa appello al buonsenso del presidente e di applicare le norme del regolamento, di osservare il suo ruolo di terzietà e dare non luogo a procedere. "Le elezioni non si vincono facendo decadere 5 consiglieri comunali". 

Il presidente Mazzeo ha risposto semplicemente avvalendosi del parere degli Enti locali sullo svolgimento del procedimento, sgombrando il campo rispetto alle accuse di strumentalizzazione e partigianeria. 

"Io non ho scelta rispetto al parere fornito dagli Enti Locali che io stesso ho richiesto", dice Mazzeo.

 

Vincenzo Guaiana: il consiglio non può diventare tribunale politico

Sono preoccupato per il clima creato, se distruggiamo la fiducia nelle istituzioni nessuno sarà più credibile. Abbiamo bisogno di un presidente che sia di garanzia.

 

Giovanni Parisi: "Poma chiarisca o faccia un passo indietro"

Il consigliere Parisi - anche a nome di Angela Grignano - in riferimento al dossier sul Culturale Café, chiede all'assessora Giusy Poma di chiarire la sua posizione quanto prima e, se il caso, di fare un passo indietro.

 

La bagarre è servita con la comunicazione di Salvatore Braschi. 

Dopo diversi richiami di Mazzeo a non trattare il tema delle decadenze nella fase delle comunicazioni, il presidente decide di inibire la parola per tutta la seduta al consigliere Braschi, che procede con un esposto alla Digos, visto che l'art. 13 del regolamento prevede il richiamo. 

 

Gli animi sono surriscaldati ed è evidente che ogni pretesto é buono per mettere carne al fuoco e spingere il dibattito. 

H. 19.46

Durante la fase delle interrogazioni, tutti i consiglieri di opposizione hanno ritirato le interrogazioni presentate, tranne Salvatore Fileccia che è intervenuto per 45 minuti fino all'esaurimento dei tempi stabiliti dall'aula, per cui il Presidente ha inizialmente rifiutato di fare rispondere al sindaco. L'ostruzionismo d'aula non è uno strumento inconsueto che, in questo caso, sarebbe servita all'opposizione per evitare che i consiglieri di maggioranza potessero intervenire. 

Dopo un acceso diverbio tra Tranchida e Mazzeo, il presidente ha concesso la parola al primo cittadino per fornire una breve risposta al consigliere che però è uscito dall'aula. Il sindaco ha evidenziato che nell'aula si è preferito seguire la strada del "mascariamento e delle minacce", facendo riferimenti molto pesanti sul voto segreto che l'aula potrebbe adottare nel procedimento delle decadenze. 

"Ha strumentalmente consentito un intervento di 45 minuti ad un consigliere di opposizione, ha tolto la parola ad un consigliere: se vuole tolga la parola anche a me!", ha detto il sindaco. 

Il presidente Alberto Mazzeo chiude la fase delle interrogazioni ed apre ufficialmente la trattazione sulle decadenze, proponendo di contingentare i tempi di intervento ad 1 minuto. 

 

Il segretario Panepinto stabilisce che il voto sia palese in osservanza del regolamento e la maggioranza è di 12. Il consigliere interessato non può partecipare alla seduta. La surroga deve essere fatta immediatamente per garantire il plenum dell'aula: sospendendo la seduta, integrando l'ordine del giorno e aggiornando i lavori a 24 ore. Se il presidente dovesse decidere diversamente su questo metodo, il segretario Panepinto ha dichiarato che avrebbe lasciato la seduta che, altrimenti, sarebbe a suo giudizio irregolare. 

 

H. 21,26

Dopo una sospensione della seduta i lavori riprendono. La consigliera Patti chiede che si prelevi il punto su oneri di urbanizzazione: è una chiara mossa politica per allontanare il voto sulla decadenza. 

Votato sfavorevolmente dall'aula, Salvatore Fileccia propone di prelevare il punto affinché si voti la decadenza di Marzia Patti prima di quella di Giovanni Parisi: la Patti è infatti la consigliera più attiva e piú combattiva sulle questioni regolamentari.

Si sospende la seduta per un malore di Giovanni Parisi.

 

Il consigliere Parisi, che in passato ha già sofferto di importanti problematiche cardiache, ha accusato un malore dovuto allo stato di agitazione e alle forti e mozioni ed è stato necessario l'intervento del 118. 

Intanto, la tensione è arrivata alle stelle fuori dall'aula consiliare: non sono mancate insinuazioni sul reale stato di salute di Parisi, nel frattempo valutato dagli  operatori del 118, ed una bagarre stava per scoppiare tra l'assessore La Porta ed il consigliere Salvatore Daidone. 

 

H. 22.41

Riprendono i lavori e l'aula è chiamata a votare il prelievo della decadenza di Marzia Patti, da anticipare rispetto alle altre. 

Andrea Genco interviene sottolineando come la perdita di empatia umana non è concepibile "Lei presidente si è permesso di asserire che Parisi stesse fingendo". I consiglieri di maggioranza che intervengono per dichiarazione di voto non riescono a completare una dichiarazione o un ragionamento per i tempi strettissimi imposti. Nessun intervento da parte dell'opposizione.

Il voto in aula consente il prelievo e si apre il procedimento di decadenza di Marzia Patti. La consigliera, che dovrebbe lasciare l'aula, si rifiuta per esercitare il proprio diritto alla difesa secondo la legge 30/2000. Su questo il sindaco ha chiesto di intervenire, ma Mazzeo gli ha negato la parola.

H. 23.17

L'opposizione chiede il voto segreto. 

Il segretario Panepinto sottolinea di avere espresso parere contrario alle decadenze perché durante le sedute di ottobre il presidente emerito Giuseppe Guaiana che presiedeva la seduta, ha comunicato all'aula che avrebbe trasmesso ai consiglieri la PEC con le giustificazioni. Totò Braschi chiede venga illustrata delibera e parere in aula, che vengono letti dal segretario.

A seguire si susseguono gli interventi dei consiglieri di maggioranza che mettono in rilievo le incongruenze ed i passaggi del parere del segretario.

 

Briale: "Questo é un consesso di decadenza politica". Il consigliere, di lunga esperienza politica, sottolinea che i confronti politici possono essere sì aspri e le vedute diverse, ma mai deve mancare il rispetto ed il linguaggio, la postura e gli atti di un consigliere devono rappresentare le istituzioni. 

Genco: "Con quale faccia, Silvestro Mangano che si è assentato ripetutamente; con quale faccia Claudia La Barbera che fino a pochi giorni prima aveva firmato un documento congiunto con la maggioranza; con quale faccia questi consiglieri voteranno la decadenza dei colleghi".  Genco ricorda i ricatti, le violenze e le illazioni che si sono consumati sui social nel periodo dei consigli sul Pala Daidone. 

 

H. 00.35

Si apre la discussione sul voto segreto che, secondo i consiglieri di maggioranza, é a propria tutela in caso di ricorsi. 

La votazione si conclude con 12 favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti (Santo Vassallo, Briale, G. Guaiana). 

 

H.1.00

Inizia la votazione con voto segreto. In aula viene montata la cabina e portata l'urna. I consiglieri ritirano dalla presidenza la scheda. 

Colpo di teatro: tutta la maggioranza, Guaiana Giuseppe, Santo Vassallo e Franco Briale si astengono. A questo punto, i voti favorevoli saranno perfettamente riconducibili. 

 

H. 1.17

Allo scrutinio, il risultato è di 11 voti favorevoli ed una scheda bianca. La decadenza si Marzia Patti é respinta.