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16/09/2026 07:18:00

Caro traghetti, le isole siciliane si mobilitano: 75 associazioni contro i rincari

Settantacinque organizzazioni delle isole minori siciliane fanno fronte comune contro l'aumento del 18% delle tariffe sulle tratte marittime statali Siremar-SNS. Associazioni di categoria, comitati civici, Pro Loco, enti del Terzo settore e club di servizio di Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria hanno sottoscritto un documento unitario indirizzato alle istituzioni nazionali e regionali.

 

Secondo i firmatari, considerando gli aumenti intervenuti dal 2022, il rincaro complessivo avrebbe ormai raggiunto l'84%. Una situazione che, sostengono, non pesa soltanto sui residenti e sui passeggeri, ma anche sul costo del trasporto di merci, carburanti, materie prime e beni di prima necessità.

Il documento è stato inviato, tra gli altri, alla Presidenza della Repubblica, ai ministeri competenti, alla Regione Siciliana, all'Autorità di regolazione dei trasporti, alla IV Commissione dell'Ars e ai sindaci delle isole.

 

«I collegamenti sono un'infrastruttura essenziale»

Al centro della protesta c'è il tema della continuità territoriale. Per le organizzazioni firmatarie i collegamenti marittimi devono essere considerati servizi essenziali per garantire il diritto alla salute, allo studio, al lavoro e alla mobilità di chi vive nelle isole.

Le associazioni contestano anche la posizione della Regione. Secondo i firmatari, Palazzo d'Orléans non potrebbe dichiararsi privo di strumenti di fronte agli aumenti delle tratte statali mentre, contemporaneamente, punta a una gestione unitaria dei collegamenti attraverso l'accorpamento delle linee statali e regionali.

Nel documento si sostiene che la Regione, in qualità di autorità vigilante sulla convenzione, abbia gli strumenti per intervenire sugli aumenti. Si tratta della posizione espressa dalle organizzazioni, che chiedono inoltre di essere coinvolte nella definizione delle prossime gare per i servizi marittimi.

 

Le richieste: bloccare gli aumenti e ripristinare le corse

Le 75 organizzazioni chiedono innanzitutto la sospensione dei rincari e il ripristino delle corse statali soppresse dal 2022.

Tra le altre richieste ci sono garanzie tariffarie pluriennali, una riduzione dei costi per il trasporto di materiali edili, carburanti e beni primari, l'estensione delle agevolazioni ai pendolari, standard precisi sulla qualità e sulla velocità delle navi e sistemi digitali per monitorare l'effettiva esecuzione dei servizi.

Viene chiesta anche l'istituzione di un tavolo tecnico-politico permanente presso l'assessorato regionale alle Infrastrutture e un'audizione preventiva davanti alla IV Commissione dell'Ars.

 

Dalle Egadi a Pantelleria, fronte comune

La mobilitazione coinvolge tutte le principali realtà insulari siciliane e arriva dopo il documento sottoscritto dai sindaci delle isole minori riuniti a Pantelleria il 10 settembre, al quale le organizzazioni dichiarano di aderire.

La battaglia sul caro traghetti si allarga così dalle amministrazioni alle categorie economiche e alla società civile. Il messaggio delle associazioni è netto: non chiedono privilegi, ma collegamenti e tariffe che consentano a chi vive nelle isole di non pagare l'insularità come un costo aggiuntivo permanente.