Oggi, martedì 15 settembre, parte il Bus Rapid Transit di Trapani. Ma è bene chiarirlo subito: quello che debutta questa mattina non è ancora il BRT nella sua configurazione definitiva.
Si comincia con un’attivazione graduale, in coincidenza con la riapertura delle scuole e il ritorno del traffico ordinario. È probabilmente il banco di prova più impegnativo: autobus, studenti, pendolari e automobili si ritroveranno contemporaneamente sulle strade interessate dalla nuova organizzazione della mobilità.
Dopo mesi di cantieri, proteste, modifiche alla circolazione e polemiche per la riduzione dei parcheggi, il progetto entra finalmente nella fase in cui potrà essere valutato non più soltanto attraverso le carte e le promesse, ma nel suo funzionamento quotidiano.
Cosa parte oggi
Da oggi la corsia preferenziale di via Ammiraglio Staiti sarà utilizzata in una sola direzione, da Est verso Ovest, nel tratto già separato dalla carreggiata ordinaria attraverso il cordolo.
Gli autobus viaggeranno quindi dal Terminal di via Isola Zavorra verso il centro storico e la Statua della Madonnina.
Non sarà ancora possibile percorrere la corsia nei due sensi di marcia. La bidirezionalità prevista dal progetto potrà essere attivata soltanto dopo il completamento delle verifiche e la piena entrata in funzione del sistema semaforico.
Quella di oggi è dunque una partenza reale, perché il servizio entra in esercizio, ma anche parziale: rappresenta il primo livello di attivazione di un’infrastruttura più complessa.
Il collaudo di ieri
Ieri è stato effettuato il collaudo del sistema, ultimo passaggio prima dell’avvio con i passeggeri.
La prova ha permesso di controllare sul campo il comportamento degli autobus lungo il percorso, l’ingresso nella corsia riservata, il passaggio accanto alle banchine e le condizioni generali di sicurezza.
Durante il collaudo sono emersi alcuni aspetti che richiedono ancora sistemazioni e messe a punto. Secondo quanto comunicato, tuttavia, non si tratterebbe di problemi tali da impedire la partenza del servizio.
Il vero collaudo, inevitabilmente, comincia oggi. Una prova tecnica effettuata in condizioni controllate non può riprodurre completamente ciò che accadrà con il traffico dell’ora di punta, gli studenti alle fermate, le auto in circolazione e gli eventuali ostacoli lungo il tracciato.
Come dovrebbe funzionare il BRT a regime
Il progetto depositato prevede un circuito complessivo di circa 5,3 chilometri tra andata e ritorno, con 22 fermate.
La corsia fisicamente separata dal traffico ordinario misura complessivamente circa 900 metri. Poiché dovrà essere percorsa in entrambi i sensi, nei documenti viene conteggiata come 1,8 chilometri dell’intero itinerario. In sostanza, circa il 35 per cento del percorso sarà protetto, mentre il restante 65 per cento si svolgerà insieme al traffico ordinario.
È un dettaglio importante: il BRT di Trapani non viaggerà per tutto il tragitto su una corsia esclusivamente riservata. La sua velocità dipenderà quindi non soltanto dall’infrastruttura realizzata alla Marina, ma anche dalla fluidità delle strade percorse in modalità promiscua.
A regime, il sistema dovrebbe utilizzare semafori intelligenti e dispositivi installati sugli autobus. Quando un mezzo si avvicinerà a un incrocio, potrà richiedere la priorità semaforica, riducendo i tempi di attesa.
Sono inoltre previste barriere automatiche agli estremi delle corsie riservate. Queste dovranno aprirsi al passaggio degli autobus riconosciuti dal sistema e richiudersi subito dopo, impedendo l’accesso alle automobili.
Quanto sarà davvero “rapid”?
Il progetto indica una velocità commerciale stimata tra i 18 e i 20 chilometri orari. Nella presentazione pubblica era stato prospettato un tempo di circa sette-otto minuti per collegare il parcheggio Egadi con l’area di piazza Garibaldi e degli imbarchi. La frequenza ipotizzata nelle ore di maggiore affluenza era di circa otto minuti. Sono però valori progettuali, non ancora risultati misurati durante il normale esercizio. TP24 aveva già illustrato caratteristiche e obiettivi del sistema.
Da oggi sarà possibile cominciare a verificare la distanza tra le previsioni e la realtà. Bisognerà osservare i tempi effettivi, la regolarità delle corse, le attese alle fermate e le interferenze con il traffico.
Nella fase iniziale, peraltro, il servizio monodirezionale non consentirà ancora di misurare tutte le prestazioni promesse dal progetto definitivo.
Chi può utilizzare la corsia
La corsia non sarà accessibile alle automobili e agli altri veicoli privati. Potrà invece essere utilizzata, oltre che dagli autobus autorizzati, dai mezzi di emergenza e di soccorso.
La possibilità di far transitare ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco e forze dell’ordine è particolarmente importante in un tratto della città nel quale, negli ultimi mesi, sono state segnalate situazioni di congestione e difficoltà di passaggio. Proprio l’area della Marina è stata al centro di numerose segnalazioni per i rallentamenti provocati anche dalla sosta degli autobus extraurbani (qui uno degli episodi raccontati da TP24).
Il nodo della Stazione aliscafi
Parallelamente alla partenza del BRT, il Comune ha ottenuto il parere favorevole e il nulla osta dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale per intervenire nell’area della Stazione Passeggeri-Stazione Aliscafi.
Il progetto prevede l’ampliamento dell’asse viario destinato alla fermata dei mezzi turistici e dei servizi di linea di Segesta Autolinee. Il Comune ha preso formalmente possesso dell’area, le catene che ne delimitavano l’accesso sono state rimosse e sono previsti lavori di livellamento.
L’intervento dovrebbe contribuire a separare meglio i diversi flussi: autobus urbani, mezzi extraurbani, passeggeri diretti agli aliscafi, pedoni e traffico privato. È uno dei punti più delicati dell’intera riorganizzazione, perché proprio qui si concentrano porto, collegamenti con le isole e accesso al centro storico.
Cosa manca ancora
Restano da completare e verificare alcuni elementi fondamentali:
- la regolazione semaforica;
- l’utilizzo della corsia in entrambi i sensi;
- il funzionamento coordinato delle barriere automatiche;
- la priorità degli autobus agli incroci;
- l’assestamento degli orari e delle frequenze;
- gli ultimi interventi nell’area della Stazione Aliscafi.
Solo quando questi sistemi saranno attivati e collaudati sarà possibile parlare di BRT pienamente operativo.
Dopo le polemiche, arriva la prova della strada
Il BRT ha diviso Trapani. Da una parte l’amministrazione ha presentato il progetto come un’alternativa concreta all’automobile, capace di collegare parcheggi di scambio, porto, stazione e centro storico. Dall’altra residenti e commercianti hanno contestato la perdita degli stalli, l’impatto dei cantieri e le conseguenze sulla viabilità e sulle attività economiche.
Nei mesi scorsi le proteste avevano portato anche all’istituzione di un centro permanente di ascolto e confronto sulle criticità del cantiere. Le preoccupazioni riguardavano soprattutto parcheggi, traffico, residenti, commercianti e studenti.
TP24 ha raccontato il progetto attraverso i documenti depositati, ricostruendone percorso, fermate, parcheggi eliminati, rotatorie, attraversamenti e tempi promessi. Da oggi comincia un’altra storia: quella del BRT realmente utilizzato.
La domanda non è più soltanto come sia stato progettato, ma come funzionerà con Trapani in movimento. Le prime giornate serviranno a capire se il sistema riuscirà a rendere gli autobus più regolari, se la nuova circolazione reggerà l’impatto del traffico scolastico e quali correttivi saranno necessari.
Il progetto, insomma, scende dalle carte e sale sull’autobus. Ed è adesso che comincia la prova più importante.