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17/09/2026 10:26:00

Trapani, la rivoluzione BRT possibile incubo per gli studenti pendolari 

Gentile redazione,

sono la madre di uno dei tanti studenti fuorisede che ogni mattina affollano i pullman diretti a Trapani per frequentare gli istituti superiori del centro cittadino. 

 

Scrivo spinta dall'amarezza e da una profonda indignazione per la gestione delle nuove linee BRT e della riorganizzazione dei trasporti urbani ed extraurbani.

 

Mio figlio, come tanti suoi coetanei, si sveglia ogni mattina alle 6:00 per salire sull'autobus delle 6:45. Ha sempre affrontato questo tragitto con grande costanza, accettando la fatica, i rientri a casa ad orari impossibili e le giornate di pioggia. 

 

Era una sua scelta, fatta per il proprio futuro. 

Ciò che non avevamo preventivato era di scontrarci con una pianificazione pubblica che sembra priva di qualsiasi senso di realtà.

Pensavamo che i pullman delle linee extraurbane (come l'AST) avrebbero continuato a garantire l'arrivo direttamente nei pressi del porto, vicini alle scuole. 

Invece ci troviamo di fronte a una decisione assurda: costringere centinaia di ragazzi che scendono simultaneamente da 5 o 6 autobus extraurbani a stiparsi su un'unica navetta BRT per raggiungere le classi entro le 8:15.

Mi chiedo se chi ha ideato questa logistica abbia mai fatto un semplice calcolo matematico. 

Come si può pensare che centinaia di studenti possano entrare tutti insieme su una sola linea navetta alla stessa ora?

 

E non si tratta solo di stipare i ragazzi su un mezzo. Ci si è chiesti cosa succederà con l'arrivo del maltempo? Dove attenderanno questi autobus? Esistono pensiline capienti e adeguate a riparare più di 300 ragazzi sotto la pioggia battente, o dovranno fare la spola già inzuppati d'acqua prima ancora di sedersi al banco? Per non parlare del ritorno, dove si prospetta la medesima transumanza quotidiana.

 

Questa sarebbe l'innovazione? Questa sarebbe la modernità? Trattare i nostri ragazzi come un carico da smistare, ignorando i loro sacrifici e il loro benessere, per noi non è progresso. È solo profonda disorganizzazione.

 

Spero vivamente che le famiglie e gli studenti non accettino in silenzio questo disservizio e che l'amministrazione e le aziende di trasporto rivedano immediatamente questa scelta, restituendo dignità e rispetto al diritto allo studio dei nostri figli.

 

Una mamma preoccupata e indignata

 

Verifica della redazione

 

La verifica effettuata nei giorni scorsi dalla redazione sull’intero percorso, consente di precisare alcuni aspetti sollevati nella segnalazione. 

Le pensiline alle fermate sono presenti e il sistema prevede effettivamente l’interscambio tra i mezzi extraurbani AST e il BRT, che allo stato attuale continua a essere identificato come bus navetta numero 2, all’altezza dei Vigili del Fuoco, proprio in corrispondenza del punto nel quale è possibile effettuare il cambio con i mezzi AST.

 

 Non si tratta, dunque, di una situazione nella quale gli studenti debbano necessariamente raggiungere a piedi il centro cittadino per proseguire il viaggio.

Il problema, però, si sposta sulla qualità concreta dell’interscambio. 

Se la coincidenza tra AST e BRT non è immediata, l’attesa può arrivare, in condizioni normali, a circa dieci minuti. Un intervallo che può sembrare contenuto, ma che assume un peso diverso quando a dover effettuare il cambio sono contemporaneamente centinaia di studenti, tutti con la stessa esigenza: arrivare a scuola entro l’orario di ingresso.

 

Ma è proprio sulla fase di esercizio che si concentrano le incognite. 

Abbiamo percorso personalmente il tragitto e, nell'esperienza effettuata, i tempi di percorrenza sono risultati più lunghi rispetto a quelli prospettati, per via del percorso monodirezionale attuale che dimezza anche la portata di passeggeri.

 

Questo non significa che l'interscambio non possa funzionare. Significa, piuttosto, che la sua efficacia dovrà essere verificata sulla realtà quotidiana: orari di arrivo degli AST, tempi di attesa del BRT, frequenza delle navette e numero di studenti trasportabili su ciascuna corsa dovranno essere coordinati tra loro.

La vera sfida sarà quindi far coincidere temporalmente i due servizi e assicurare che il BRT abbia una capacità sufficiente ad accogliere tutti gli studenti che, nello stesso momento, devono utilizzarlo. Perché una fermata può essere perfettamente attrezzata e un interscambio tecnicamente possibile, ma se il bus arriva quando il mezzo successivo è già partito, oppure se non c'è posto per tutti, il sistema sulla carta rischia di trasformarsi in un disagio nella vita quotidiana.

La prova decisiva sarà dunque alle 8 del mattino e la questione, dunque, non saà  soltanto stabilire se il collegamento esiste e se ci sono fermate, pensiline e punti di interscambio.

La domanda è se questo sistema riuscirà a reggere quando, ogni mattina, tutti i flussi degli studenti pendolari convergeranno contemporaneamente verso le scuole. Saranno quei pochi minuti di attesa, la frequenza delle corse e la capienza effettiva dei mezzi a determinare la differenza tra un interscambio funzionale e un collo di bottiglia.