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17/09/2026 06:52:00

Trapani, com'è finita in consiglio: niente decadenza per Marzia Patti, salva per un voto

Mancava un voto. E quel voto non è arrivato. Marzia Patti resta consigliera comunale di Trapani: lo scrutinio segreto sulla sua decadenza ha restituito undici voti favorevoli e una scheda bianca. Non abbastanza per raggiungere la soglia dei dodici voti necessaria ad approvare il provvedimento. Il primo dei cinque procedimenti si chiude così con la decadenza respinta, al termine di una lunga e tesissima seduta.

Tp24 ha seguito i lavori con gli aggiornamenti sul giornale e una lunga diretta. Pubblichiamo anche il video della votazione, il passaggio decisivo di una serata che non ha comunque chiuso la vicenda.

 

Il voto segreto e la scheda decisiva

 

Prima di pronunciarsi sulla decadenza, l’aula ha votato sulla modalità dello scrutinio: il voto segreto è passato con 12 favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti. Al momento della votazione su Patti, la maggioranza, insieme a Giuseppe Guaiana, Santo Vassallo e Franco Briale, si è astenuta. Dall’urna sono uscite dodici schede: undici sì e una bianca.

È questa la distinzione da tenere ferma: la proposta non è stata bocciata da una maggioranza di voti contrari; non ha raggiunto il numero di voti favorevoli richiesto. La scheda bianca è risultata decisiva. 

 

Tutto nasce dalle assenze sul Pala Daidone

 

La vicenda risale alle sedute del 22 e 23 ottobre 2025, dedicate al Pala Daidone. I consiglieri interessati avevano motivato la mancata partecipazione come una scelta politica: contestavano quelle convocazioni, sostenendo che la materia non rientrasse nelle competenze deliberative del Consiglio. Da quelle assenze è nato il procedimento che, dopo quasi un anno, è arrivato al voto dell’aula.

Inizialmente erano coinvolti otto consiglieri. Dopo tre archiviazioni, sono rimaste le posizioni di Marzia Patti, Angela Grignano, Vincenzo Guaiana, Giovanni Parisi e Andrea Genco. Già alla vigilia il Pd aveva chiesto chiarezza sui criteri utilizzati per accogliere alcune giustificazioni e respingerne altre, rivendicando un’applicazione uniforme delle regole.

Tra i casi già archiviati figurano quelli di Giovanni Carpinteri e Claudia La Barbera, entrambi assenti alle sedute di ottobre e successivamente passati dalla maggioranza all’opposizione. La Conferenza dei capigruppo aveva accolto le loro giustificazioni. Un precedente che ha alimentato il confronto politico sulla gestione dell’intera procedura.

 

 

Lo scontro in aula e il malore di Parisi

 

Patti ha chiesto il ritiro del procedimento, denunciando il rischio di comprimere il diritto alla protesta politica e la rappresentanza degli elettori. «Le elezioni non si vincono facendo decadere 5 consiglieri comunali», ha detto. Il presidente Alberto Mazzeo ha respinto le accuse di strumentalizzazione, richiamando il parere degli Enti locali.

Il segretario generale Giovanni Panepinto ha ribadito il proprio parere contrario alle decadenze, richiamando la comunicazione con cui, durante le sedute di ottobre, Giuseppe Guaiana aveva annunciato all’aula la trasmissione della Pec contenente le giustificazioni.

Nel corso della serata Giovanni Parisi ha accusato un malore: è intervenuto il 118 e i lavori sono stati sospesi. Alla ripresa, il Consiglio ha anticipato la trattazione della posizione di Patti.

Per lei il voto è arrivato e la decadenza è stata respinta. Per Grignano, Vincenzo Guaiana, Parisi e Genco, invece, la decisione resta aperta: i lavori sono stati rinviati a lunedì 21 settembre.