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18/09/2026 21:27:00

Trapani, decadenze. Braschi: «Lunedì l'opposizione non ha i numeri»

La partita sulle decadenze dei consiglieri comunali di Trapani non si è chiusa con la seduta del 16 settembre.

 

 Dopo il voto che ha respinto la proposta di decadenza di Marzia Patti, l'attenzione si sposta ora sulla seduta convocata per lunedì 21 settembre, quando il Consiglio dovrà affrontare le posizioni di Giovanni Parisi, Andrea Genco, Angela Grignano e Vincenzo Guaiana.

 

Sul tavolo c'è però una richiesta di rinvio presentata dal consigliere Salvatore Fileccia. L'istanza riguarda la seduta e, in particolare, la necessità di chiarire preventivamente le modalità con cui dovranno essere effettuati i voti segreti, compresa la gestione delle eventuali astensioni.

 

Una questione diventata centrale proprio dopo quanto accaduto il 16 settembre, quando la proposta di decadenza di Patti non ha raggiunto la maggioranza necessaria per una scheda bianca.

 

Braschi: «Una strategia sui numeri»

È su questo passaggio che interviene Totò Braschi, secondo il quale dietro la richiesta del consigliere dinopposizione ci sarebbe una precisa strategia politica.

 

La sua ricostruzione è che l'opposizione non avrebbe attualmente i numeri necessari per affrontare il voto del 21 settembre, anche a causa della possibile assenza di un consigliere che, si dice, potrebbe essere Silvio Mangano. 

 

Da qui l'accusa: il rinvio, secondo Braschi, servirebbe a evitare una votazione in condizioni numeriche sfavorevoli e a "riscrivere" un calendario dei lavori già programmato.

 

Una lettura politica che, al momento, non coincide necessariamente con la motivazione formale contenuta nell'istanza di rinvio, che pone invece l'accento sulle modalità del voto segreto e sull'interpretazione delle regole sull'astensione.

La decisione passa a Mazzeo

Ora la richiesta dovrà essere valutata dal presidente del Consiglio Alberto Mazzeo, che si trova ancora una volta al centro di una vicenda dai forti riflessi politici.

 

Il presidente dovrà decidere se accogliere la richiesta di differimento oppure confermare la seduta del 21 settembre così come programmata.

 

Dopo quasi undici mesi dall'avvio della procedura sulle decadenze, il Consiglio si trova dunque nuovamente davanti a un bivio. 

Non soltanto sulla sorte dei quattro consiglieri, ma anche sulla tenuta delle regole che dovranno accompagnare il voto.

 

Per Braschi, il punto è soprattutto politico: evitare che la programmazione dei lavori venga modificata sulla base delle convenienze contingenti dei gruppi consiliari. 

E il messaggio rivolto a Mazzeo è chiaro: garantire quella neutralità e quella funzione super partes che spettano alla presidenza del Consiglio.