La costa trapanese prova a guardare oltre l'attuale ciclo di programmazione europea: é questo il tema degli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della Provincia di Trapani, in programma giovedì 24 settembre, dalle 10, al Lazzaretto di Trapani.
L'iniziativa è promossa dal GAL della Pesca Trapanese e nasce con l'obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, operatori economici, mondo della pesca e soggetti che operano nello sviluppo delle aree costiere.
Il confronto partirà dall'attuazione del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027, ma guarderà soprattutto alla programmazione successiva.
A rappresentare il punto di vista dell'amministrazione centrale sarà Roberta Cafiero, dirigente della Direzione generale della Pesca marittima e dell'Acquacoltura del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Il tema non è soltanto quello delle risorse destinate alla pesca. Il FEAMPA, infatti, attraverso lo Sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), finanzia strategie costruite sui territori e affidate ai GAL della Pesca, con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati.
Il programma nazionale individua proprio nella Priorità 3 lo strumento per favorire la crescita di un'economia blu sostenibile e lo sviluppo delle comunità di pesca e acquacoltura.
La scadenza del ciclo 2021-2027 rende il confronto particolarmente significativo.
Cafiero, nel contributo inviato agli organizzatori, considera la verifica dello stato di attuazione del programma come un punto di partenza per ragionare sulla programmazione successiva e sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Il GAL della Pesca Trapanese ha già iniziato a costruire questa prospettiva. Lo scorso agosto il consiglio di amministrazione ha approvato le linee di indirizzo della nuova strategia territoriale e ha fissato proprio al 24 settembre il momento di confronto con il territorio.
La proposta è stata denominata “BLU TRAPANI 2028-2035” e punta a superare la frammentazione degli interventi attraverso una strategia unica per la costa e le isole.
Sei i pilastri individuati: porti produttivi e turistici, turismo costiero diffuso, cantieristica e nautica, filiera della pesca, isole intelligenti e un brand territoriale unico.
L'obiettivo del GAL è trasformare la costa trapanese in un sistema integrato della Blue Economy, mettendo in relazione attività economiche, turismo, pesca, innovazione e sostenibilità.
Una provincia che prova a ragionare come sistema
La strategia interessa una fascia costiera ampia, da Castelvetrano a Castellammare del Golfo, comprendendo anche le isole.
Nell'area indicata dal GAL rientrano infatti, tra gli altri, Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Erice, Valderice, Custonaci, Favignana e Pantelleria.
Il punto di partenza è anche concreto. Nel marzo scorso il GAL aveva organizzato al Lazzaretto un tavolo tecnico con il Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea e i Comuni dell'area per verificare lo stato di attuazione del Piano di Azione Locale, compresi tempi, interventi e spesa rendicontata.
Gli Stati Generali arrivano dunque dopo una fase di programmazione e monitoraggio e intendono aprire quella successiva.
Il confronto locale si inserisce in un momento nel quale anche lo Stato sta ridefinendo le proprie politiche sul mare: dalla legge sulla valorizzazione della risorsa mare, al decreto che approva il Piano del Mare 2026-2028.
È proprio in questo incrocio tra programmazione europea, politiche nazionali e strategie territoriali che il GAL colloca il confronto trapanese.
La domanda che arriva al Lazzaretto, quindi, non riguarda soltanto come spendere le risorse disponibili oggi, ma quale idea di costa costruire per gli anni successivi al 2027.
E per una provincia nella quale pesca, portualità, turismo, nautica e isole rappresentano pezzi diversi della stessa economia del mare, la sfida sarà capire se riusciranno davvero a essere messi dentro un'unica strategia.