La presunta mazzetta da 5.500 euro trovata nello zaino di Angelo Pizzuto potrebbe essere soltanto un tassello di un'inchiesta molto più ampia sulla Motorizzazione di Palermo. L'indagine che ha portato all'arresto del direttore dell'ufficio e di Ignazio Pepati sarebbe infatti partita circa un anno fa e riguarderebbe un presunto sistema di favori e pagamenti legato alle pratiche automobilistiche.
Pizzuto, direttore della Motorizzazione di Palermo ed ex presidente dell'Automobile Club Palermo, è stato arrestato in flagranza insieme a Ignazio Pepati, ex militare e istruttore di guida, oggi impiegato in una società partecipata dell'Aci.
Secondo l'ipotesi investigativa, i 5.500 euro sarebbero stati consegnati a Pizzuto per ottenere corsie preferenziali per alcune pratiche e agevolazioni per candidati agli esami di guida. Il denaro è stato trovato dalla Polizia nello zaino del dirigente.
Un'indagine partita un anno fa
Secondo quanto ricostruito nell'articolo, però, gli investigatori seguivano Pizzuto già da tempo. L'inchiesta sarebbe iniziata circa un anno fa e avrebbe portato all'acquisizione di diversi elementi su presunti favori e passaggi di denaro.
Gli investigatori avrebbero utilizzato anche intercettazioni e telecamere nascoste, documentando un presunto giro di tangenti legato al rilascio delle patenti nautiche, con somme che sarebbero arrivate fino a mille euro.
L'inchiesta, secondo quanto riportato, conta 46 indagati e coinvolgerebbe anche autoscuole e agenzie di pratiche automobilistiche. Tra le persone finite negli accertamenti ci sarebbero funzionari pubblici, titolari di autoscuole e clienti.
L'appello delle autoscuole: «Chiediamo chiarezza»
Sulla vicenda è intervenuto anche Rosario Allegra, presidente del consorzio autoscuole Unasca, chiedendo che venga fatta chiarezza sulle responsabilità e tutelata l'immagine di chi opera correttamente.
«Chiediamo chiarezza per l'immagine e il bene di tutti i centri che lavorano con correttezza», è l'appello del settore.
Pizzuto si è dimesso
Dopo l'arresto Pizzuto ha rassegnato le dimissioni dalla guida della Motorizzazione. Dovrà adesso comparire davanti al gip Alessandra Mancino per l'interrogatorio.
Il dirigente, attraverso i propri legali, si dice convinto di poter chiarire la propria posizione e dimostrare la correttezza del suo operato.
L'inchiesta prosegue per ricostruire l'eventuale rete di rapporti e stabilire se l'episodio dei 5.500 euro sia un fatto isolato oppure si inserisca in un sistema più ampio. Le accuse sono ancora nella fase delle indagini e dovranno essere verificate nel successivo percorso giudiziario.