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21/09/2026 10:54:00

Trapani, Giovanna Millocca rompe il silenzio: «Basta sciacallaggio. Scendo in campo»

«Basta, non sto più zitta, non ne posso più». Giovanna Millocca rompe il silenzio dopo la lunga e contestata seduta del Consiglio comunale di Trapani del 16 settembre. 

 

E lo fa con un attacco durissimo a quello che ha visto accadere dentro l'aula, ma anche con un annuncio politico: «Scendo in campo per Trapani».

 

Avvocata, ex presidente del Consiglio comunale di Erice dal 2007 al 2012, Giovanna Millocca non entra nel merito dello scontro sulle decadenze dei consiglieri: non si schiera - almeno dice - né con gli uni né con gli altri. 

«Sono schierata soltanto con la mia città», precisa.

Ed è proprio da qui che parte il suo ragionamento.

 

Acqua, cantieri, verde pubblico, parcheggi, difficoltà per chi vive e lavora nel centro storico. Sono questi, secondo Millocca, i problemi sui quali il Consiglio comunale dovrebbe concentrare il proprio lavoro, non le «sceneggiate» alle quali, sostiene, la città ha assistito.

 

La seduta del 16 settembre, convocata per affrontare le procedure di decadenza di alcuni consiglieri, è durata quasi otto ore. Alla fine è stata esaminata soltanto la posizione di Marzia Patti, la cui decadenza non è passata per una scheda bianca. Gli altri procedimenti sono rimasti sospesi e dovranno essere affrontati nelle prossime sedute.

 

Una maratona consiliare che Millocca considera anche uno spreco di risorse pubbliche.

«Quanto è costato questo Consiglio comunale andato avanti fino a tarda notte?», si chiede. 

E cita straordinari del personale, Polizia Locale e forze dell'ordine. «Tutto questo, dopo ben 10 mesi passati a parlarne nei corridoi».

Ma è soprattutto il clima dell'aula a indignarla.

 

«Una vera e propria chiazza»

Giovanna Millocca parla da ex presidente del Consiglio comunale e fa un confronto con gli anni trascorsi alla guida dell'aula di Erice.

«Ci sono state tante discussioni, anche accese e vibranti, nottate insonni, ma mai si era superato il limite della decenza».

Quello che ha visto il 16 settembre, invece, lo definisce «una vera e propria "chiazza"», richiamando la vecchia pescheria di Trapani.

Una metafora volutamente forte.

«Mi è sembrato di tornare a quando andavo lì da bambina e sentivo le grida e le voci di chi doveva vendere la propria merce. Solo che tra i banchi dell'aula non si vendeva pesce».

 

Secondo Millocca, nel corso della seduta sarebbero emersi interventi legati a questioni personali, minacce, liti e attacchi tra consiglieri.

«Il confronto democratico e politico è una cosa sacrosanta, ma il degrado a cui abbiamo assistito è un'altra cosa, completamente inaccettabile», scrive.

E non risparmia nemmeno la presidenza del Consiglio, che accusa di essere stata «sfacciatamente parziale». Poi il riferimento al comportamento di alcuni consiglieri, definiti «bulli di paese».

Sono giudizi politici e personali di Millocca, ma danno la misura del livello dello scontro che, da settimane, attraversa il Consiglio comunale di Trapani.

 

Il malore di Parisi e quella frase che riapre una vecchia ferita

Il passaggio più delicato riguarda però quanto accaduto durante la sospensione dei lavori, quando il consigliere Giovanni Parisi ha accusato un malore.

 

Millocca riferisce che in quella circostanza il presidente Alberto Mazzeo avrebbe pronunciato una frase: «E c'avemo nautra Millocca».

Per l'ex presidente del Consiglio di Erice non è una semplice battuta. È il richiamo a una vicenda personale che, dice, la perseguita dal novembre del 2009.

 

All'epoca Millocca era presidente del Consiglio comunale di Erice. Durante una seduta accusò un grave malore e fu accompagnata via in ambulanza. Nella nota, l'avvocata racconta di avere avuto un forte dolore al petto e di essere stata sottoposta ad accertamenti per un sospetto arresto cardiaco.

E sostiene che Mazzeo, allora consigliere comunale di Erice, conoscesse perfettamente quella vicenda.

«Il mio fu un malore reale e drammatico», ribadisce.

 

Da qui parte la denuncia contro quello che definisce uno «sciacallaggio» sulla propria salute.

Millocca sostiene che, negli anni, la vicenda sarebbe stata utilizzata per insinuare che quel malore fosse stato una messinscena. 

 

E chiama in causa anche Valerio Antonini, Simona Mannina e Tore Fileccia, riferendo di alcune dirette streaming nelle quali sarebbero state fatte allusioni proprio sull'episodio del 2009.

«Sono passati 17 anni», scrive Millocca. «Faccio l'avvocata, vivo del mio lavoro e sulla vita delle persone non si fa propaganda elettorale, né sciacallaggio».

 

E alla fine arriva l'annuncio politico

Ed é questo il passaggio politicamente più rilevante.

Millocca annuncia infatti di avere deciso di candidarsi al Consiglio comunale di Trapani.

 

Una decisione che, racconta, aveva già maturato e poi accantonato per gli impegni professionali e per le attività svolte gratuitamente, tra cui il ruolo di garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza per il Comune di Custonaci.

«Dopo tutto quello che sta succedendo nella nostra città, ho capito che non si può più restare alla finestra».

 

Il messaggio è rivolto soprattutto a chi, secondo lei, non vuole più assistere dalla finestra alla politica cittadina.

«Chi ha un senso civico alto e tiene a cuore la propria terra deve occuparsi della politica locale, che è la nostra quotidianità».

E lancia un appello: «È arrivato il momento, per chi ama davvero questa terra, di scendere in campo insieme a me».

 

La vicenda delle decadenze, dunque, non è ancora finita, ma sta dando giá la stura a risvolti e cambiamenti di scenario tutt'altro che banali.

 

 Restano da affrontare le altre posizioni e il Consiglio tornerà presto a discutere di una questione che ha già provocato uno scontro politico durissimo.

Ma adesso, dentro questa partita, c'è un elemento nuovo.

Giovanna Millocca ha deciso di uscire allo scoperto e, quella che nasce come una dura presa di posizione sulla seduta del 16 settembre si trasforma, nelle ultime righe del suo comunicato, in un vero e proprio annuncio politico: «Trapani, la mia Trapani merita serietà, umanità e rispetto. Ed io ci metto la faccia».