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22/09/2026 15:00:00

Energia, CNA Sicilia: "bollette sempre più pesanti, le piccole imprese chiedono intervento" 

Il caro energia torna a mettere sotto pressione il sistema delle micro e piccole imprese. Secondo i dati dell’indagine nazionale CNA “Energia e piccole imprese”, il 76,5% delle attività ha registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre.

Un fenomeno che, secondo CNA Sicilia, assume nell’Isola dimensioni particolarmente preoccupanti. Il costo dell’energia incide infatti in maniera crescente sui costi di produzione, comprimendo i margini delle imprese e rendendo più difficili investimenti e assunzioni.

 

Scivoli: “Una zavorra per il tessuto produttivo”

A lanciare l’allarme è il presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli, secondo cui le imprese siciliane stanno affrontando una situazione resa ancora più complessa dalla fragilità strutturale del tessuto produttivo.

“Tre imprese su quattro hanno visto aumentare le bollette – sottolinea Scivoli – e nella nostra Isola il peso dell’energia sui costi di produzione è una zavorra che rischia di far chiudere migliaia di attività. Non possiamo più aspettare interventi tampone”.

Il problema riguarda soprattutto quelle realtà, come artigiani, commercianti, piccoli laboratori e imprese di servizi, che dispongono di minori margini per assorbire gli aumenti. Secondo CNA, in quasi due casi su tre i rincari hanno superato il 10%, con effetti diretti sui bilanci aziendali.

 

Margini ridotti e investimenti a rischio

L’aumento dei costi energetici rischia così di innescare una spirale che coinvolge l'intera attività delle imprese: dalla riduzione dei margini alla frenata degli investimenti, fino alle possibili ripercussioni sull’occupazione.

“È una spirale perversa che va spezzata”, sostiene Scivoli, richiamando la necessità di interventi capaci di incidere sulle cause strutturali del problema e non soltanto di fronteggiare le emergenze.

 

Giglione: “L’energia riguarda l’84% delle imprese”

Sulla stessa linea il segretario regionale di CNA Sicilia, Piero Giglione, che evidenzia come il caro energia non sia più una questione limitata ai comparti tradizionalmente caratterizzati da elevati consumi.

“I numeri nazionali confermano quello che da mesi denunciamo nelle sedi istituzionali siciliane – afferma Giglione –. L’energia non è più solo un problema dei settori energivori tradizionali. Riguarda l’84% delle imprese e attraversa trasversalmente tutti i comparti”.

Per CNA Sicilia, la specificità del sistema produttivo dell’Isola richiede quindi strumenti pensati anche per le micro e piccole imprese, particolarmente esposte alle oscillazioni dei prezzi dell’energia.

 

Autoconsumo e comunità energetiche tra le soluzioni

L’associazione chiede di superare la logica degli interventi emergenziali e di puntare su strumenti di più lungo periodo. Tra le proposte indicate figurano una maggiore trasparenza del mercato, forme di contrattazione pluriennale per le piccole e medie imprese e per le loro aggregazioni, oltre al rafforzamento dell’autoconsumo e delle comunità energetiche.

“Non basta più il decreto emergenziale”, aggiunge Giglione. Secondo il segretario regionale, occorre una strategia capace di rendere il costo dell’energia una componente stabile della politica industriale siciliana.

 

CNA: “L’energia deve diventare una politica industriale”

CNA Sicilia riconosce alla Regione una sensibilità già manifestata su alcuni fronti, ma chiede ora continuità nelle politiche di intervento.

“L’energia deve diventare una voce della politica industriale regionale, non un’emergenza da gestire di volta in volta”, conclude Giglione.