Nessuna decisione, per ora. Dario Safina dovrà aspettare ancora qualche giorno. Ieri, davanti al Gip del Tribunale di Trapani Samuele Corso, si è tenuta l’udienza sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta che coinvolge il deputato regionale del Pd, l’imprenditore Christian Valerio e gli ex vertici della Trapani Servizi Carlo Guarnotta e Rosario Bellofiore.
La Procura ha confermato la propria posizione: per tutti gli indagati il procedimento va archiviato. Il Gip, che in precedenza non aveva accolto direttamente la richiesta dei pm e aveva fissato l’udienza, si è riservato la decisione. L’ordinanza dovrebbe essere depositata nei prossimi giorni.
È l’ultimo passaggio, almeno per ora, di una delle inchieste giudiziarie che più hanno segnato la politica trapanese negli ultimi anni. Safina, oggi deputato regionale, era stato arrestato nel gennaio 2024 quando l’indagine sulla pubblica illuminazione di Trapani era arrivata al suo momento più clamoroso. (Tp24)
Per la Procura non ci sono altri accertamenti da fare
Nel corso dell’udienza il pubblico ministero ha ribadito che non ci sarebbero ulteriori piste investigative da approfondire. Una posizione sostanzialmente condivisa dalle difese.
I legali di Christian Valerio, gli avvocati Gualtieri e Bana, hanno discusso a lungo e depositato una nuova memoria difensiva. L’avvocato Elio De Felice, che assiste Rosario Bellofiore, ha sollevato invece un’eccezione di nullità per la mancata consegna di alcune copie forensi. Il Gip l’ha respinta.
Sono intervenuti anche gli altri difensori degli indagati.
La Procura: nessun patto tra Safina e Valerio
Il punto centrale riguarda il filone dell’appalto per la pubblica illuminazione di Trapani.
L’ipotesi originaria dell’accusa era quella di un accordo tra Safina, all’epoca assessore comunale ai Lavori pubblici, e Christian Valerio, manager legato alla City Green Light. Secondo la ricostruzione iniziale degli investigatori, Safina avrebbe favorito l’impresa nella procedura per la gestione dell’illuminazione pubblica cittadina.
Quella ricostruzione, però, non è più sostenuta dalla stessa Procura.
L’inchiesta era partita da contestazioni molto pesanti: corruzione, turbata libertà degli incanti e indebita destinazione di risorse pubbliche. Nel 2024 Safina era finito ai domiciliari, poi trasformati nell’obbligo di dimora e infine completamente revocati dal Tribunale del Riesame. (Tp24)
Anche sulla Trapani Servizi cambia il quadro
L’altro filone riguarda la Trapani Servizi e, in particolare, la nomina del direttore generale.
L’ipotesi iniziale era quella di una procedura costruita per favorire Carlo Guarnotta, con il coinvolgimento di Rosario Bellofiore. Anche su questo punto, però, la richiesta di archiviazione della Procura sostiene che non risultano accordi illeciti tra Guarnotta e Bellofiore.
Sono dunque caduti, nella valutazione finale degli stessi pm, i principali elementi sui quali era stata costruita l’impostazione accusatoria.
Ora decide il Gip
La parola passa adesso al giudice Samuele Corso.
Le possibilità sono diverse: il Gip può accogliere la richiesta e disporre l’archiviazione, ordinare ulteriori indagini oppure adottare gli altri provvedimenti previsti dal codice qualora non condivida le conclusioni della Procura.
Per Safina si tratta dell’ennesima attesa di un’inchiesta che, nel gennaio 2024, ebbe un impatto politico enorme. Il deputato ha sempre respinto ogni accusa e già dopo la decisione del Riesame aveva sostenuto che gli atti dimostravano l’assenza dei reati contestati.
Adesso c’è un elemento nuovo e sostanziale: non è più soltanto la difesa a chiedere la chiusura dell’inchiesta. È la stessa Procura che aveva condotto le indagini a sostenere che gli elementi raccolti non giustificano un processo. La decisione finale, però, spetta al Gip.