Prima è caduto l’obbligo di dimora. Adesso, però, il Tribunale del Riesame di Palermo conferma la sospensione per un anno dall’esercizio della professione di avvocato. Per Ubaldo Ruvolo, il legale alcamese al centro dell’inchiesta della Procura di Trapani sui falsi incidenti stradali e le truffe alle assicurazioni, resta dunque in vigore la misura interdittiva disposta dal Gip Massimo Corleo.
I difensori di Ruvolo, gli avvocati Pietro Riggi e Antonio Turrisi, avevano chiesto anche la revoca di questo provvedimento. Il Riesame ha respinto il ricorso.
È l’ultimo sviluppo di un’inchiesta molto complessa, che inizialmente coinvolgeva 29 persone e che, al primo vaglio del Gip, aveva già subito un significativo ridimensionamento rispetto alle richieste della Procura. Ma ridimensionamento, come dimostrano le ultime decisioni, non significa azzeramento.
Resta il divieto di esercitare la professione
Ruvolo non è più sottoposto all’obbligo di dimora ad Alcamo. Quella misura era stata annullata dal Riesame già nel luglio scorso.
Rimane invece sospeso per dodici mesi dalla professione forense.
Il provvedimento era stato disposto dal Gip dopo il lungo interrogatorio preventivo dell’avvocato. La Procura aveva chiesto per Ruvolo una misura molto più pesante, la custodia cautelare in carcere.
Il Gip non aveva accolto la richiesta, ma aveva applicato l’obbligo di dimora e la sospensione dalla professione. Adesso la prima misura è definitivamente caduta in sede di Riesame, mentre la seconda è stata confermata.
L’inchiesta sui falsi incidenti
L’indagine, coordinata dal pm Andrea Tarondo e condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo di Trapani e della Compagnia di Alcamo, riguarda una serie di incidenti stradali che, secondo l’accusa, sarebbero stati inventati o ricostruiti in maniera falsa per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative.
Nelle carte vengono descritti falsi investimenti, auto pirata che secondo gli investigatori non sarebbero mai esistite, persone che avrebbero subito le lesioni in circostanze completamente differenti e testimoni chiamati a sostenere davanti ai giudici civili ricostruzioni concordate in precedenza.
È quello che il Gip, nella sua ordinanza, ricostruisce come un vero e proprio “metodo Ruvolo”.
Cosa è caduto e cosa resta
È importante, però, distinguere l’impostazione iniziale della Procura da ciò che ha superato il primo vaglio giudiziario.
Il Gip non ha riconosciuto la sussistenza dei gravi indizi per l’ipotesi di associazione per delinquere. È quindi caduta l’accusa che descriveva Ruvolo come promotore di una stabile organizzazione criminale dedicata alle frodi assicurative.
Sono state inoltre ridimensionate altre contestazioni originariamente formulate dalla Procura.
Questo non ha però determinato il venir meno dell’intero quadro indiziario.
Il Gip ha ritenuto sussistenti elementi sufficienti per diversi singoli episodi contestati a Ruvolo e proprio su questa valutazione si fondava anche la sospensione dalla professione che il Riesame ha ora deciso di mantenere.
Le dichiarazioni di Ruvolo al Gip
C’è poi un passaggio dell’ordinanza cautelare che va ricordato.
Nel corso dell’interrogatorio Ruvolo ha fornito risposte sulle singole contestazioni e, per alcuni capi relativi all’induzione alla falsa testimonianza, ha ammesso gli addebiti.
Su altri episodi ha invece negato le accuse, contestando in particolare le ricostruzioni relative alla falsa testimonianza e alla corruzione in atti giudiziari.
Il Gip, valutando complessivamente interrogatori, intercettazioni e altri elementi investigativi, aveva comunque ritenuto necessario impedire temporaneamente a Ruvolo di continuare a esercitare la professione.
I “rapporti torbidi”
Particolarmente severa è anche la valutazione contenuta nelle carte giudiziarie sul comportamento attribuito al professionista.
Pur non riconoscendo l’esistenza dell’associazione per delinquere prospettata dalla Procura, il giudice descrive una capacità di intrattenere “rapporti torbidi”, nell'ambito delle vicende finite sotto indagine.
Ed è proprio questo uno dei punti che aiuta a comprendere una vicenda giudiziaria che altrimenti rischia di essere letta soltanto attraverso il numero delle misure accolte o respinte.
L’accusa di una grande associazione criminale non ha superato il vaglio del Gip. Ma secondo i giudici restano singoli episodi e condotte sufficientemente rilevanti da giustificare, allo stato degli atti, una misura particolarmente incisiva per un professionista: un anno lontano dall’attività forense.
Ruvolo resta naturalmente indagato e le contestazioni dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.
IL DOSSIER TP24 – LA VICENDA DEI FALSI SINISTRI
Tp24 segue dall'inizio l'inchiesta sui presunti falsi incidenti stradali e sulle frodi assicurative contestate dalla Procura di Trapani. Ecco tutti gli approfondimenti:
• La maxi truffa sulle assicurazioni: l'inizio dell'inchiesta
https://www.tp24.it/2026/06/23/giudiziaria/alcamo-la-maxi-truffa-sulle-assicurazioni-indagato-l-avvocato-ruvolo/235778
• Ecco chi sono i 29 indagati. Chiesto l'arresto per Ruvolo
https://www.tp24.it/2026/06/23/giudiziaria/maxi-truffa-sulle-assicurazioni-ad-alcamo-ecco-chi-sono-i-29-indagati-chiesto-l-arresto-per-ruvolo/235790
• Incidenti fantasma e testimoni "costruiti": le contestazioni a Ruvolo
https://www.tp24.it/2026/06/23/giudiziaria/incidenti-fantasma-testimoni-costruiti-le-truffe-di-ruvolo-ad-alcamo/235809
• L'avvocato Ruvolo e la "banda dei falsi sinistri": dentro l'inchiesta
https://www.tp24.it/2026/06/24/giudiziaria/l-avvocato-ruvolo-e-la-banda-dei-falsi-sinistri-l-inchiesta/235814
• Dalla scala all'auto pirata: il catalogo dei falsi incidenti
https://www.tp24.it/2026/06/25/inchieste/dalla-scala-all-auto-pirata-il-catalogo-dei-falsi-incidenti-e-delle-frodi-assicurative-a-trapani/235836