Secondo la Procura di Trapani era lui il regista. L'uomo che avrebbe coordinato pratiche, testimoni, presunte vittime e richieste di risarcimento. È il ruolo che gli investigatori attribuiscono all'avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo nella maxi inchiesta sulle frodi assicurative che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 29 persone.
L'ordinanza ricostruisce una lunga serie di episodi che, secondo l'accusa, avrebbero seguito uno schema ricorrente: un incidente stradale mai avvenuto o alterato nella sua dinamica, una richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa e, quando necessario, testimoni pronti a confermare una versione dei fatti costruita a tavolino.
Naturalmente si tratta di contestazioni ancora tutte da verificare nel contraddittorio processuale.
Il caso Rugeri-Calabria: il sinistro inventato
Uno degli episodi contestati riguarda una richiesta di risarcimento presentata per un presunto incidente avvenuto ad Alcamo nel luglio del 2018.
Secondo la Procura, Ruvolo avrebbe assistito Vito Rugeri nella richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di Garanzia Vittime della Strada. A supporto della pratica sarebbe stato indicato come testimone Vittorio Calabria.
Per gli investigatori il sinistro non sarebbe mai avvenuto. La ricostruzione sostiene che Rugeri avrebbe dichiarato di essere stato investito da un'autovettura mentre percorreva una strada cittadina, riportando lesioni e una prognosi di dieci giorni. Una versione che, secondo l'accusa, sarebbe stata interamente inventata.
L'incidente del Tribunale di Palermo
Un altro episodio contestato riguarda una causa civile celebrata davanti al Tribunale di Palermo.
In questo caso la presunta vittima sarebbe stato ancora Rugeri. Secondo gli atti, sarebbe stato simulato un incidente nel quale l'uomo avrebbe perso il controllo del proprio motociclo per evitare un'automobile che procedeva ad alta velocità.
La Procura sostiene che il sinistro non si sia mai verificato e che siano state utilizzate testimonianze false per sostenere la richiesta di risarcimento.
Il caso Anselmo e il finto investimento
Tra gli episodi più dettagliati nell'ordinanza c'è quello che coinvolge Francesca Anselmo.
Secondo gli investigatori, sarebbe stata presentata una richiesta di risarcimento per un presunto investimento avvenuto a Trapani nell'agosto del 2020. La donna avrebbe dichiarato di essere stata urtata da un'autovettura mentre attraversava la strada.
La Procura ritiene invece che l'incidente sia stato completamente inventato e che alcuni testimoni abbiano fornito una ricostruzione falsa dei fatti per sostenere la domanda risarcitoria.
I testimoni pagati
Non ci sarebbero soltanto i sinistri simulati.
L'ordinanza contiene anche accuse relative a presunte false testimonianze rese davanti ai giudici civili.
In un caso viene contestato a Vittorio Calabria di avere chiesto mille euro per confermare in tribunale una versione favorevole alla causa seguita da Ruvolo.
In un altro episodio Alberto Cotton avrebbe promesso duemila euro a Calabria affinché sostenesse una determinata ricostruzione dei fatti durante una deposizione.
Ancora più esplicito il caso contestato a Saverio Stabile: secondo l'accusa avrebbe ricevuto duemila euro per rendere una falsa testimonianza davanti al Tribunale di Trapani.
Il minore investito a Castellammare
Tra gli episodi più delicati compare anche una pratica relativa a un minorenne.
Secondo la ricostruzione accusatoria, nel giugno del 2023 sarebbe stata avanzata una richiesta di risarcimento per un presunto investimento avvenuto a Castellammare del Golfo. La madre del ragazzo avrebbe dichiarato che il figlio era stato travolto da un'automobile mentre era in bicicletta.
Per la Procura il sinistro sarebbe inesistente e alcuni testimoni avrebbero contribuito a sostenere una versione non veritiera dei fatti.
Le accuse più gravi: l'associazione per delinquere
Il primo capo dell'ordinanza è quello più pesante. La Procura contesta infatti l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe assicurative.
Secondo gli investigatori, Ruvolo avrebbe coordinato l'intera struttura, individuando i presunti danneggiati, predisponendo la documentazione, selezionando i testimoni e seguendo le cause civili davanti ai tribunali.
Una ricostruzione che la difesa respinge e che sarà ora sottoposta al vaglio del Gip e successivamente del processo.
L'indagine copre un arco temporale che va dal 2020 al 2025 e prende in esame decine di pratiche assicurative che, secondo l'accusa, avrebbero consentito di ottenere o tentare di ottenere risarcimenti attraverso incidenti stradali inesistenti, testimonianze false e documentazione ritenuta non veritiera.