«Lanciamo appelli da un anno. Ora è arrivato il momento in cui devo iniziare la mia campagna e mollare gli ormeggi. Non posso aspettare e non possiamo aspettare, perché nel campo largo c’è confusione».
Sono le parole che Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, ha rilasciato a LiveSicilia. E dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che il campo largo o decide e sposa la candidatura di La Vardera, oppure difficilmente ci saranno cambi di strategia da parte del deputato regionale.
La Vardera si fa forte della sua popolarità, delle due amministrative vinte in Sicilia nel maggio 2026 e della presenza di un gruppo parlamentare. Passo dopo passo, l’ex Iena è riuscita a costruire la macchina politica, ora diventata anche macchina elettorale.
Sarà difficile, per il campo largo, mettere in discussione questa candidatura alla presidenza della Regione. Con quale nome? Ognuno ne fa uno diverso, dal PD al M5S, passando per Italia Viva. Anche i renziani chiedono unità oppure primarie, alle quali i riformisti si presenterebbero con un proprio nome.
La Vardera: «Io rilancio»
È dal suo canale Facebook che La Vardera lancia la sfida, anzi rilancia: «Sono passati 8 mesi da quando annunciai la volontà di mettermi a disposizione di quella Sicilia che vuole cambiare, che non si arrende, che decide di restare. Oggi è il momento di schiacciare più forte il piede sull’acceleratore. Proprio nello stesso momento in cui tante circostanze mi porterebbero a fare un passo indietro, io rilancio. Rilancio non per me, ma per una comunità che mi chiede di lottare. Avrei potuto accettare un seggio blindato a Roma o posizioni di rilievo, oggi resto e ripartiamo da dove ci siamo lasciati. Perché nulla è più importante della Sicilia, per chi la ama».
Una sfida che ha un titolo: «Cacciare fuori i mercanti dal tempio». Il riferimento è alla Regione: «Tutti quei mercenari che hanno svenduto la nostra Isola, che hanno usato la politica, che ci hanno fatto impallidire. La cacciata può solo avvenire con il supremo voto democratico».
Il deputato a breve sarà in tour e visiterà i Comuni «UNOXUNO». Lancerà anche la piattaforma per le proposte. Il 26 settembre è prevista una grande riunione con amministratori, deputati e Progetto Civico Italia: «In quella sede renderemo nota quella che è da tempo operativa: la segreteria regionale. Dai semplici fan ai tesserati dobbiamo tutti scendere in campo. Partiranno eventi per raccogliere fondi, da soli, senza potentati alle spalle, dobbiamo farci carico di una campagna elettorale abnorme. Entro dicembre presenteremo tanti candidati per le elezioni regionali».
Campo largo: oggi sì, domani vediamo
Appare molto chiaro che La Vardera non intenda contrattare la sua candidatura: è in campo e ci resta. Un suo eventuale passo indietro, almeno al momento, non sembra essere messo in conto.
Questo significa che il campo largo, o quello che ne rimane, dovrà decidere se convergere su La Vardera oppure andare avanti con un altro nome, con il rischio di una nuova divisione nel centrosinistra.
E chi ha numeri così forti da garantire una candidatura competitiva? Il nodo è tutto qui. I progressisti mettono insieme soprattutto PD e M5S, mentre le altre forze partono da numeri più contenuti e con la necessità di costruire un consenso più ampio.
Il 2022 pare non avere insegnato nulla. O forse hanno imparato fin troppo bene a perdere.