Trapani, la Questura apre le porte a “Le Vie dei Tesori”: viaggio tra memoria, divise e storia
La Questura di Trapani apre le proprie porte e diventa, per un giorno, un luogo da visitare e conoscere.
È successo sabato 19 settembre, nell’ambito del Festival “Le Vie dei Tesori”, con un percorso guidato dentro la storia della Polizia di Stato e della città.
L’iniziativa è stata voluta dal questore di Trapani Egidio Di Giannantonio e ha coinvolto i visitatori in un itinerario articolato tra memoria, patrimonio storico e attività investigative.
Il percorso è iniziato in piazza Vittorio Veneto, davanti al Monumento ai Caduti di tutte le guerre. Qui l'attenzione si è concentrata sulla lapide dedicata a Giovanni Patalucci, questore reggente di Fiume italiana, morto nel campo di concentramento di Dachau per mano nazista.
A raccontarne la storia è stato Francesco Palermo Patera, dirigente della Polizia di Stato in quiescenza, insieme a Nicolò Villabuona, presidente della sezione trapanese dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato.
Dalla piazza, il gruppo si è spostato all'interno dell'atrio della Questura. Qui è stata mostrata una delle testimonianze più particolari della giornata: la giubba appartenuta al vice brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, Pietro Ermelindo Lungaro, trucidato alle Fosse Ardeatine.
La divisa è stata donata dai familiari alla sezione dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato intitolata proprio a Lungaro.
Palermo Patera e Villabuona ne hanno ripercorso la storia, ricordando che il vice brigadiere la indossava al momento dell’arresto da parte delle SS tedesche, avvenuto il 12 febbraio 1944 nella caserma San Eusebio, oggi sede della Direzione centrale di Sanità della Polizia di Stato.
Il viaggio è poi entrato nel cuore dell'attività investigativa con la visita agli uffici della Polizia Scientifica. Gli specialisti hanno illustrato ai visitatori le attività svolte durante i sopralluoghi, mostrando così un'altra parte, meno conosciuta, del lavoro quotidiano della Polizia.
L'ultima tappa è stata all'esterno, nel piazzale della Questura, dove i partecipanti hanno potuto osservare i resti delle mura perimetrali e del torrione del settecentesco Castello di Terra, antica struttura realizzata come presidio della città di Trapani.
A ricostruirne la storia è stato Francesco Torre, professore e vicepresidente del Consorzio universitario della provincia di Trapani, che ha spiegato il significato delle mura e il ruolo svolto dal Castello di Terra nel corso dei secoli.
Un percorso, dunque, che ha messo insieme la storia della Polizia, la memoria delle vittime e il patrimonio architettonico della città, portando i visitatori in luoghi normalmente non accessibili attraverso un itinerario che ha avuto come filo conduttore la memoria.
Sabato 3 ottobre 2026 è previsto un secondo incontro con il medesimo percorso guidato, offrendo una nuova occasione per entrare nella Questura e conoscere da vicino una parte del patrimonio storico e culturale custodito al suo interno.
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