«La tutela e la sicurezza del patrimonio culturale siciliano sono e restano una priorità assoluta del governo regionale». È la replica dell’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, alle preoccupazioni sollevate da Italia Nostra sullo stato di sicurezza dei musei e dei parchi archeologici della Sicilia.
In una nota diffusa nei giorni scorsi, Italia Nostra Sicilia, attraverso la presidente Nella Tranchina e il vicepresidente Leandro Janni, aveva parlato di una situazione «allarmante», evidenziando in particolare le carenze di personale, la presenza di impianti di sorveglianza ritenuti in alcuni casi inadeguati e le difficoltà che condizionerebbero l’apertura e la fruizione di diversi luoghi della cultura.
Secondo l’assessore, però, il quadro rappresentato dall’associazione non restituirebbe la situazione complessiva dei siti siciliani.
«Apprendiamo da notizie di stampa di tentativi di creare un allarme, a nostro avviso distorto, sulla sicurezza di numerosi siti culturali, compresi i parchi archeologici», afferma Scarpinato. L’assessore sottolinea che i luoghi della cultura sono dotati di sistemi di videosorveglianza e antintrusione, «in molti casi collegati con le forze dell’ordine», e che gli impianti sono interessati da un processo di aggiornamento e potenziamento tecnologico.
Il nodo del personale
Una delle principali questioni sollevate da Italia Nostra riguarda la carenza di personale. Su questo punto Scarpinato riconosce l'esistenza di una criticità, spiegando che gli organici si sono ridotti nel corso degli anni e che il problema riguarda più in generale l'amministrazione regionale.
L’assessore rivendica però l’avvio di una nuova stagione di concorsi. «Grazie all’azione del governo Schifani, alla revisione dell’accordo Stato-Regione e al percorso di risanamento dei conti, si è finalmente riaperta la stagione dei concorsi», afferma.
Nel settore dei beni culturali, dopo circa 25 anni, sono state avviate nuove procedure. Tra queste, Scarpinato cita il concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di dieci funzionari archeologi.
La Regione, aggiunge l’assessore, sta inoltre lavorando a uno studio per quantificare le effettive necessità degli organici e valutare con il governo nazionale la possibilità di eventuali deroghe che consentano un concorso di dimensioni più ampie, con l'obiettivo di ridurre progressivamente le carenze di personale.
Da Segesta a Himera, gli interventi sulla sicurezza
Scarpinato passa quindi in rassegna alcuni degli interventi realizzati o in corso nei siti culturali siciliani.
Al Parco archeologico di Segesta, esteso per oltre 150 ettari, è in corso la revisione degli impianti di sicurezza. Alla videosorveglianza è stato affiancato un sistema di allarme dotato di sensori e telecamere a infrarossi. L’intervento è stato suddiviso in due lotti: il primo è stato completato, mentre il secondo dovrebbe partire a breve. Le aree ritenute più importanti sono monitorate da remoto e con personale presente 24 ore su 24.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’Antiquarium Pirro Marconi di Himera. Secondo quanto riferito dall’assessorato, il Museo dispone di videosorveglianza interna ed esterna attiva 24 ore su 24, con conservazione delle immagini per 14 giorni, oltre a un sistema antintrusione collegato con i Carabinieri della stazione di Termini Imerese.
La control room dell’Antiquarium sarebbe inoltre presidiata 24 ore su 24 e risulterebbero funzionanti sia l’impianto antincendio con rilevatori di fumo sia quello degli idranti. Il museo è inserito anche in un progetto DISA da 1,5 milioni di euro destinato all’ottimizzazione degli impianti tecnologici.
Selinunte e Mazara del Vallo
Tra i siti interessati dagli interventi figura anche il sistema del Parco archeologico di Selinunte, con il Museo del Satiro di Mazara del Vallo e il Museo del Baglio Florio.
L’assessorato riferisce di uno stanziamento complessivo destinato alla sicurezza, alla revisione degli impianti di videosorveglianza e alle nuove infrastrutture: 85 mila euro previsti nell’attuale bilancio ai quali si aggiungono 95 mila euro nell’ambito del progetto «Archaeological Park».
La procedura di affidamento sul Mepa è già in fase esecutiva e prevede, tra gli interventi, l’installazione di 60 nuove telecamere interne ed esterne dotate di tecnologia avanzata. È prevista inoltre la realizzazione di una control room al Baglio Florio, dalla quale sarà possibile gestire in maniera centralizzata i sistemi di sicurezza e di allarme dei siti dipendenti dal Parco.
Il progetto comprende anche interventi sulla rete interna, con il potenziamento attraverso la fibra e l’installazione di un firewall. Secondo la Regione, i lavori sono già in corso e dovrebbero essere completati entro l’autunno.
Al Museo del Satiro, invece, il servizio di custodia è organizzato su turni di 12 ore. L’impianto di allarme è collegato con la Compagnia dei Carabinieri di Mazara del Vallo, mentre un istituto di vigilanza effettua ronde notturne. Il sistema è inoltre collegato con il corpo di guardia di Selinunte.
Videosorveglianza attiva 24 ore su 24 è indicata dall’assessorato anche per il Museo del Baglio Florio e per il Parco archeologico di Selinunte, dove sarebbe garantita la presenza di personale sia durante il giorno sia nelle ore notturne.
Il caso del Museo dei Relitti Greci di Gela
Tra i casi citati da Italia Nostra nella propria denuncia figura il Museo dei Relitti Greci di Gela. L’associazione aveva indicato il museo tra le strutture interessate da difficoltà legate alla disponibilità di personale e alla possibilità di garantire la vigilanza.
Nella replica, l’assessorato regionale descrive invece i sistemi tecnologici presenti nella struttura: un impianto antintrusione volumetrico, attivato durante la chiusura del museo, che in caso di accesso non autorizzato invia automaticamente una segnalazione alle forze dell’ordine.
È inoltre presente un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, con registrazione delle immagini consultabili fino a 15 giorni dopo un eventuale episodio. A questo si aggiunge, secondo la Regione, un servizio privato di vigilanza con ronde notturne quotidiane e intervento in caso di attivazione dell’allarme.
«Non neghiamo le criticità»
La posizione dell’assessore non è però quella di escludere la presenza di problemi.
«Non diciamo che non esistano criticità o aspetti da migliorare», precisa Scarpinato, sostenendo che l’obiettivo dell’amministrazione sia intervenire sui punti ancora da rafforzare senza creare, a suo giudizio, una rappresentazione complessiva non corrispondente alla situazione dei siti.
La questione resta quindi legata a due aspetti distinti: da una parte l’effettiva disponibilità di personale e le condizioni di apertura e fruizione dei luoghi della cultura; dall’altra l’efficienza dei sistemi tecnologici di sicurezza e la loro capacità di garantire la protezione del patrimonio anche in presenza di organici ridotti.
«Continueremo a investire in tecnologia, sicurezza e personale perché custodire il patrimonio della Sicilia significa proteggere una parte fondamentale della nostra identità», conclude l’assessore.