Allenare il corpo, ma anche imparare a stare insieme. Rispettare le regole, gestire le emozioni, accettare una sconfitta, collaborare con gli altri e trovare nello sport un'alternativa alle solitudini e ai comportamenti a rischio.
È questa l'idea alla base di “Distretto in Azione – Be Active”, l'iniziativa del Distretto Socio Sanitario 50 partita ieri, 23 settembre, da Trapani in occasione della Settimana Europea dello Sport, in programma fino al 30 settembre.
Una settimana che porta attività sportive, aggregazione e prevenzione nei nove Comuni del D50: Trapani, Erice, Valderice, Buseto Palizzolo, Custonaci, San Vito Lo Capo, Misiliscemi, Paceco e Favignana.
La Settimana Europea dello Sport nasce a livello europeo nel 2015 e si svolge ogni anno dal 23 al 30 settembre. L'edizione 2026 mette al centro inclusione, benessere e appartenenza, con l'obiettivo di promuovere uno stile di vita attivo e accessibile a tutti.
Ma a Trapani il messaggio assume una declinazione precisa: utilizzare lo sport come strumento di prevenzione sociale.
Non solo sport: prevenire il disagio
Il progetto guarda soprattutto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, con la possibilità di coinvolgere anche giovani di età superiore.
La pratica sportiva diventa così il punto di partenza per affrontare temi che riguardano la vita quotidiana degli adolescenti: benessere psicofisico, relazioni, gestione delle emozioni, rispetto delle regole e prevenzione delle dipendenze.
Non soltanto quelle legate alle sostanze, ma anche le dipendenze comportamentali e digitali, in un'età nella quale smartphone, videogiochi e social possono diventare parte dominante della quotidianità.
Il programma è costruito su due livelli.
Da una parte c'è la promozione e prevenzione scolastica, con attività prevalentemente mattutine dedicate alla pratica motoria, all'orientamento sportivo e alla sensibilizzazione.
Dall'altra c'è il recupero sociale e l'educativa di strada, con appuntamenti pomeridiani pensati per portare lo sport direttamente nei luoghi di aggregazione.
Accanto alle società e alle associazioni sportive sono coinvolti gli psicologi del D50 e l'équipe multidisciplinare di DesTEENazione, il progetto nazionale rivolto agli adolescenti del Distretto.
Non è un intervento isolato.
Il D50, infatti, è capofila di un progetto DesTEENazione finanziato nell'ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027. Per il triennio 2025-2027 al Distretto sono state assegnate complessivamente 2.457.490,91 euro, tra risorse FSE+ e FESR.
E proprio nel 2026 il Distretto ha continuato a finanziare attività e attrezzature per gli spazi aggregativi destinati ai giovani.
La prima giornata: dal Campo CONI al Pala Pinco
La partenza è stata ieri pomeriggio a Trapani.
Dalle 16 alle 19 il Campo CONI e il Pala Pinco sono diventati il primo laboratorio all'aperto di “Distretto in Azione”.
I ragazzi hanno potuto avvicinarsi a diverse discipline: dalla pesistica giovanile all'F3 Functional, dal rugby all'atletica leggera, fino alla pallacanestro e alla pallavolo.
Accanto alla parte prettamente sportiva c'è stata quella educativa, con la presenza dell'équipe di DesTEENazione impegnata nelle attività di educativa di strada, informazione e prevenzione.
L'obiettivo è semplice nella formulazione, meno nella realizzazione: intercettare i ragazzi nei luoghi in cui vivono e trascorrono il loro tempo, senza aspettare che il disagio arrivi ai servizi sociali o sanitari.
Il Distretto Socio Sanitario 50 ha infatti tra le proprie competenze proprio il coordinamento degli interventi socio-assistenziali a livello distrettuale e la realizzazione di programmi rivolti, tra gli altri, a minori e persone in condizioni di fragilità.
Erice e Favignana
Dopo la partenza di Trapani, il calendario si sposta oggi, 24 settembre, a Favignana ed Erice.
Sull'isola, durante la mattinata, saranno gli studenti della scuola secondaria di primo grado a partecipare alle attività propedeutiche F3/FIPE nella palestra scolastica.
A Erice, invece, dalle 16 alle 19, l'appuntamento è al Giardino dello Sport Falcone e Borsellino e negli spazi adiacenti.
In programma danza, volley, calcio, basket e pesistica.
Anche qui lo sport sarà accompagnato dalle attività di recupero sociale, educativa di strada e prevenzione.
Il calendario attraversa tutto il Distretto
Il 25 settembre toccherà a San Vito Lo Capo e Custonaci.
A San Vito saranno protagonisti gli sport legati al mare, con giochi acquatici, canoa, vela e SUP. A Custonaci le attività saranno invece rivolte agli studenti della scuola secondaria di primo grado e si svolgeranno nel campo di calcio vicino all'istituto.
Dopo il fine settimana, lunedì 28 settembre la manifestazione riprenderà a Buseto Palizzolo e Valderice.
A Buseto sono previste pallavolo, calcio, atletica e pallacanestro. A Valderice spazio a calcio e pallavolo.
Il 29 settembre sarà la volta di Paceco e Misiliscemi.
A Paceco il programma comprende calcio, pallavolo, scherma e atletica leggera. A Misiliscemi, invece, calcio, rugby e pesistica propedeutica/F3 FIPE.
Anche in queste tappe sarà presente l'équipe di DesTEENazione.
Lo sport come rete di protezione
Il punto, alla fine, non è soltanto quanti ragazzi proveranno una nuova disciplina.
La scommessa del Distretto è costruire attorno ai giovani una rete di relazioni positive, mettendo insieme scuola, Comuni, associazioni sportive, servizi sociali, psicologi, famiglie e realtà del territorio.
Il D50 negli ultimi mesi ha già utilizzato lo sport anche come strumento di inclusione sociale attraverso i voucher sportivi destinati a minori e giovani adulti appartenenti a nuclei familiari in condizioni di fragilità economica o già seguiti dai servizi sociali.
È la stessa logica che attraversa “Distretto in Azione”: portare i ragazzi verso lo sport prima che siano altri comportamenti a riempire quello spazio.
Perché una partita non insegna soltanto a vincere.
Insegna a perdere, a ricominciare, a rispettare un avversario, a chiedere aiuto a un compagno, ad accettare una regola e a controllare una reazione.
Competenze che non restano sul campo.
E in una settimana dedicata allo sport, il D50 prova così a trasformare palestre, campi e spazi pubblici in luoghi dove fare prevenzione senza chiamarla necessariamente così: stando insieme, muovendosi e creando occasioni concrete per sentirsi parte di una comunità.