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24/09/2026 09:55:00

Marsala: l'aggressione alla Pipitone, le reazioni della politica e del mondo sindacale

Psicologi negli istituti, un tavolo cittadino sul disagio giovanile, sostegno alle famiglie e maggiori tutele per il personale scolastico. Dopo l’aggressione con un coltello alla scuola Pipitone di Marsala, dalle dichiarazioni di solidarietà arrivano anche proposte di intervento.

A prendere posizione sono le consigliere comunali Linda Licari e Flavia Sammartano, lo Snals di Trapani e Lilibeo Viva. Nelle note, accanto alla vicinanza alla studentessa aggredita, ai compagni e alla comunità scolastica, ricorre una richiesta: affiancare agli accertamenti e ai provvedimenti disciplinari un lavoro continuativo di ascolto e prevenzione.

L’episodio risale a martedì 22 settembre. Un’alunna di terza media ha aggredito una compagna impugnando un coltello. A bloccarla e a sottrarle l’arma è stato un collaboratore scolastico. Sono intervenuti i Carabinieri; la dirigente Mariella Parrinello ha informato le autorità e disposto la sospensione della ragazza. Sono stati coinvolti anche i servizi sociali e il supporto psicologico.

 

Licari: «Non ridurre tutto a una questione di ordine pubblico»

La consigliera del Partito democratico Linda Licari, presidente della Commissione Servizi sociali, annuncia che porterà la questione in Commissione per proporre una rete cittadina di sostegno ai giovani. Il suo incarico alla guida della settima Commissione è riportato anche sul sito istituzionale del Comune.

Nella nota Licari esprime solidarietà alla studentessa coinvolta, alla famiglia e al personale scolastico, ringraziando quanti sono intervenuti. Invita però a non fermarsi alla risposta immediata.

«Se limitassimo la lettura dell’accaduto a una questione di “ordine pubblico”, commetteremmo un grave errore», scrive. La consigliera interpreta il gesto come un segnale di disagio e richiama le parole della dirigente Parrinello: «Questi ragazzi vanno aiutati, non isolati».

La proposta è convocare un tavolo per il benessere giovanile e la prevenzione del disagio, mettendo insieme assessorato ai Servizi sociali, Commissione consiliare, dirigenti scolastici, Asp e associazioni.

Licari chiede inoltre risorse per garantire una presenza continuativa di psicologi ed educatori nei plessi, il rafforzamento degli assistenti sociali sul territorio e gruppi di lavoro multidisciplinari a sostegno delle famiglie fragili. A questi interventi affianca spazi di aggregazione gratuiti e protetti, accessibili anche fuori dall’orario scolastico, e iniziative pubbliche sulla salute mentale nelle quali siano i giovani stessi a esprimere difficoltà e proposte.

Si tratta delle richieste che la consigliera intende sottoporre alla Commissione, non di misure già approvate o finanziate.

Sammartano: «Una tredicenne non è un caso perso»

Anche la consigliera comunale Flavia Sammartano interviene sulla vicenda, partendo dalla preoccupazione delle famiglie.

«L’episodio avvenuto alla scuola Pipitone di Marsala ci colpisce prima ancora come genitori che come cittadini», scrive nella nota. Per Sammartano, la priorità è stare accanto alla ragazza minacciata, ai compagni impauriti, alle famiglie e agli insegnanti. Senza rinunciare a un percorso per la minorenne che ha compiuto l’aggressione.

«Una tredicenne non può essere considerata un caso perso: va responsabilizzata, seguita e recuperata».

La consigliera sollecita una collaborazione costante tra scuola, famiglie, Comune, servizi sociali e Asp. Il ringraziamento per chi ha fermato l’aggressione, osserva, non può sostituire un’organizzazione capace di sostenere gli istituti nelle situazioni difficili: «Non possiamo affidare tutto al coraggio del singolo».

Sammartano chiede che l’episodio diventi l’occasione per un intervento duraturo, «non soltanto una notizia destinata a essere dimenticata».

Lo Snals: ascolto, ma anche strumenti e tutele per chi lavora

Il sindacato Snals di Trapani, attraverso la segretaria provinciale Clelia Casciola, esprime solidarietà alla studentessa e vicinanza alla dirigente, ai docenti, ai collaboratori scolastici e a tutto il personale della Pipitone.

Nella sua nota Casciola richiama in particolare il lavoro dei collaboratori scolastici: figure impegnate nella vigilanza e nell’assistenza quotidiana, che possono trovarsi tra le prime a intervenire durante un’emergenza.

«La scuola non può essere lasciata sola ad affrontare fenomeni di disagio e situazioni di violenza», afferma la segretaria. La richiesta dello Snals riguarda prevenzione, psicologi e personale specializzato, insieme a strumenti e tutele per chi lavora negli istituti.

«La sicurezza della scuola riguarda tutti: studenti, docenti, dirigenti e personale ATA», sottolinea Casciola. Per il sindacato, dunque, il sostegno agli alunni e la protezione dei lavoratori devono procedere insieme.

Il richiamo a San Vito Lo Capo

Casciola ricorda anche il precedente del 29 maggio a San Vito Lo Capo, quando un alunno di prima media aggredì con un coltello il professore di tecnologia. Il docente riuscì a fermarlo, riportando un taglio a una mano. Su quella vicenda Tp24 ha realizzato l’inchiesta a puntate Il ragazzo con il casco, approfondendo anche la preparazione dell’attacco e gli ambienti digitali al centro degli accertamenti.

«Due episodi diversi», precisa la segretaria dello Snals, che richiamano entrambi la necessità di tutelare concretamente chi lavora nelle scuole.

Il riferimento al precedente non stabilisce un collegamento tra le due aggressioni né dimostra che abbiano avuto le stesse cause.

Lilibeo Viva: supporto psicopedagogico stabile

Dal coordinamento di Lilibeo Viva arriva un messaggio di vicinanza alla studentessa aggredita, alla famiglia e all’intera comunità della Pipitone.

La nota ringrazia la dirigente Mariella Parrinello e il personale scolastico per l’intervento tempestivo e invita a una riflessione «lontana da facili strumentalizzazioni», concentrata sulle esigenze dei ragazzi.

La richiesta è rafforzare il dialogo e introdurre stabilmente supporto psicopedagogico e sportelli di ascolto, per riconoscere e affrontare le difficoltà prima che possano tradursi in comportamenti pericolosi.

Per Lilibeo Viva la scuola non è soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio di socialità e crescita emotiva. Il direttivo ribadisce il sostegno alla preside e alle famiglie e auspica il ritorno alla serenità nell’istituto.

Turano e gli sportelli di ascolto

Sul tema era già intervenuto l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano, esprimendo vicinanza alla studentessa e alla comunità scolastica.

Turano ha riferito che negli incontri con i presidi a Trapani, Caltanissetta ed Enna è emersa la necessità di attivare sportelli di ascolto con psicologi e personale specializzato. Ha ribadito l’impegno dell’assessorato a intervenire con percorsi mirati, senza indicare nella dichiarazione tempi di attivazione o risorse stanziate. «Bisogna aiutare, quindi, non solo chi viene aggredito, ma anche gli aggressori», ha affermato.

Gli sviluppi del 24 settembre e le questioni ancora aperte

Intanto proseguono gli accertamenti. Nell’edizione di Repubblica del 24 settembre, Salvo Palazzolo riferisce dell’apertura di un fascicolo civile della Procura per i minorenni di Palermo, del sequestro dello smartphone e del computer utilizzati dalla tredicenne e dell’avvio di un percorso con i servizi sociali e la neuropsichiatria infantile.

Il quotidiano riporta anche la presenza, sullo schermo del telefono della ragazza, di una fotografia di Colt Gray, il giovane coinvolto nella strage scolastica in Georgia del settembre 2024. È un elemento della ricostruzione giornalistica sul quale sono in corso approfondimenti: non basta, da solo, a spiegare il gesto o a stabilire eventuali influenze esterne.

Sul piano delle reazioni, le note raccolte chiedono sostegno alla studentessa aggredita, accompagnamento educativo per la minorenne che ha impugnato il coltello e una presenza più continuativa dei servizi nelle scuole. Il passaggio istituzionale annunciato da Licari è la discussione in Commissione Servizi sociali: sarà quella la sede indicata per esaminare le proposte, le competenze dei diversi enti e le risorse necessarie.

 

La UIL chiede più supporto nelle scuole

 

«Quello che è accaduto alla “Pipitone” di Marsala è un fatto molto grave che scuote profondamente il mondo della scuola e l’intera comunità. Dobbiamo dircelo con estrema franchezza: non possiamo accettare o normalizzare l’idea che una studentessa possa entrare in classe portando con sé un’arma. La scuola deve rimanere un luogo sicuro, uno spazio di crescita, rispetto e tutela per tutti gli studenti e per il personale. Etichettare sbrigativamente o puntare il dito non serve a nulla se non ci fermiamo a riflettere sulle cause profonde che lo hanno generato».

A dichiararlo sono Giuseppe D’Aprile, segretario generale della UIL Scuola, Fulvio Marino, segretario generale della UIL Scuola Trapani, e Tommaso Macaddino, segretario generale della UIL Trapani, intervenendo sull’episodio avvenuto nell’istituto marsalese.

Secondo quanto riferito, la studentessa, alunna di terza media, avrebbe minacciato una compagna con un coltello. La situazione è stata rapidamente gestita grazie all’intervento di docenti e studenti, che hanno impedito che l’episodio potesse avere conseguenze ancora più gravi.

«Dietro gesti così estremi, improvvisi e lontani dai comportamenti abituali – proseguono i tre segretari – si cela quasi sempre un malessere generazionale profondo. È il sintomo di una fragilità emotiva e relazionale complessa, acuita da contesti sociali difficili, che spesso la scuola si trova a fronteggiare in prima linea, talvolta con risorse umane e di supporto psicologico insufficienti».

La UIL invita quindi a non fermarsi alla sola gestione dell’emergenza, ma ad avviare una riflessione più ampia sul ruolo della scuola e delle famiglie nell’intercettare situazioni di disagio.

«La scuola non può e non deve essere lasciata sola a gestire le emergenze sociali del nostro tempo. È urgente rafforzare il patto educativo tra famiglie e docenti, potenziando in modo strutturale la presenza di servizi di supporto psicologico in ogni istituto. Dobbiamo tornare a essere capaci di intercettare il disagio prima che si trasformi in violenza, offrendo ai nostri giovani ascolto, punti di riferimento solidi e la certezza che le istituzioni ci sono per tendere loro una mano, non solo per punirli».

L’episodio riporta così al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli istituti scolastici, ma anche quello della prevenzione del disagio adolescenziale e della necessità di una rete più forte tra scuola, famiglie e servizi territoriali.