La morte di Francesco Aliseo arriva alla Camera: "La famiglia aspetta risposte"
La morte in carcere di Francesco Aliseo, il 38enne di Mazara del Vallo deceduto il 21 gennaio dopo il ricovero all'ospedale di Siracusa, arriva alla Camera. Il Governo ha risposto all'interrogazione presentata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D'Orso. Dalla risposta, secondo quanto riferisce la parlamentare, emerge che già il 17 gennaio c'era stato un intervento sanitario per le condizioni del detenuto. Una circostanza che si inserisce negli interrogativi sollevati dalla famiglia e già raccontati da TP24 nei mesi scorsi.
Aliseo era detenuto nella casa di reclusione di Augusta. Secondo quanto denunciato dai familiari, nei giorni precedenti al ricovero avrebbe accusato forti dolori al petto e sarebbe stato più volte visitato in infermeria. La famiglia sostiene che non sarebbero stati effettuati tempestivamente accertamenti diagnostici approfonditi. Il 17 gennaio Aliseo perse conoscenza e venne trasferito d'urgenza all'ospedale Umberto I di Siracusa, dove rimase in coma fino alla morte, avvenuta quattro giorni dopo.
D'Orso: «Serve tutta la verità»
La vicenda è stata affrontata il 22 settembre nell'Aula della Camera, durante lo svolgimento delle interrogazioni parlamentari.
«C'è una famiglia che il 15 gennaio 2026 aveva parlato con il proprio parente detenuto nel carcere di Augusta senza che nulla suscitasse preoccupazione, poi il 21 gennaio la stessa famiglia è stata travolta dalla notizia della sua morte», ha detto D'Orso, capogruppo M5S in commissione Giustizia.
La parlamentare ha richiamato proprio quanto emerso dalla risposta del Governo: «Di fatto conferma che già il 17 gennaio ci sia stato un intervento sanitario perché il detenuto stava male». Per D'Orso, tuttavia, gli elementi forniti non sono sufficienti: «La risposta del governo è troppo debole, è suo dovere fare tutto il possibile per dare ai familiari le risposte che chiedono».
La denuncia della famiglia e l'autopsia
Come aveva raccontato TP24, dopo la morte i familiari di Aliseo hanno presentato una denuncia contro ignoti per omicidio colposo, chiedendo di accertare quanto accaduto nei giorni precedenti al ricovero.
La salma era stata posta sotto sequestro e il 28 gennaio era stata eseguita l'autopsia, alla presenza anche del consulente nominato dalla famiglia. L'obiettivo degli accertamenti è chiarire le cause della morte e verificare se l'assistenza sanitaria ricevuta dal detenuto sia stata adeguata e tempestiva.
I familiari avevano inoltre riferito di non essere stati informati del ricovero e dell'aggravamento delle condizioni di Aliseo e di avere appreso della morte soltanto alcune ore dopo il decesso.
I dubbi sugli ultimi giorni
È proprio sulla sequenza degli ultimi giorni che si concentra la richiesta di chiarezza. La famiglia sostiene che Aliseo lamentasse dolori al petto già da diversi giorni e vuole capire quali visite siano state effettuate, quali terapie siano state somministrate e se un approfondimento diagnostico anticipato avrebbe potuto modificare il decorso clinico.
D'Orso ha portato queste domande alla Camera, collegando il caso anche alle condizioni generali della casa di reclusione di Augusta e, più in generale, al tema dell'assistenza sanitaria negli istituti penitenziari. Le valutazioni della deputata sulle condizioni del carcere e sulle responsabilità dello Stato restano posizioni politiche espresse durante l'intervento parlamentare.
Sul caso Aliseo, invece, resta da chiarire il punto centrale sollevato fin dall'inizio dai familiari: cosa sia accaduto tra i primi malori e il ricovero d'urgenza del 17 gennaio, quattro giorni prima della morte.
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