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24/09/2026 15:00:00

Pizzuto, non solo le patenti: l'inchiesta sui soldi dell'Aci e i fondi della Targa Florio

Non c'è soltanto l'inchiesta sulle presunte tangenti alla Motorizzazione di Palermo. Su Angelo Pizzuto, ex direttore dell'ufficio e già presidente dell'Automobile Club di Palermo, c'è un secondo fronte giudiziario che riguarda la gestione dei soldi dell'Aci. Un fascicolo per peculato nel quale gli investigatori contestano rimborsi per 138 mila euro, parte dei quali sarebbero stati giustificati come spese sostenute anche in occasione della Targa Florio.

 

Pizzuto e Ignazio Pepati si trovano agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che riguarda gli esami per il conseguimento delle patenti. Il gip ha convalidato gli arresti: secondo la Procura, i 5.500 euro consegnati da Pepati a Pizzuto sarebbero stati una tangente per agevolare alcuni candidati. I due hanno invece sostenuto che si trattasse di un prestito tra amici. Pizzuto, che si è dimesso dall'incarico alla Motorizzazione, respinge le accuse e sostiene di poter dimostrare la correttezza del proprio operato.

 

L'altra inchiesta sui conti dell'Aci

Ma le indagini sulla figura dell'ex dirigente regionale si intrecciano con un altro fascicolo. Pizzuto, presidente dell'Aci Palermo dal 2014, era già finito sotto indagine per peculato per la gestione delle risorse dell'Automobile Club.

Ad aprile nei suoi confronti era stato eseguito un sequestro preventivo per 138 mila euro. Secondo l'accusa, si tratterebbe di somme che Pizzuto si sarebbe fatto rimborsare durante la sua presidenza senza una documentazione sufficiente a giustificarle.

Gli investigatori della Guardia di finanza hanno analizzato i movimenti finanziari dell'ente, individuando operazioni ritenute anomale. Tra le contestazioni ci sarebbe anche un giro di assegni circolari cambiati in contanti.

 

Le spese per la Targa Florio

Una parte di quei soldi, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata indicata da Pizzuto come rimborso di spese anticipate personalmente. Tra queste figurerebbero anche somme relative all'organizzazione di un'edizione della Targa Florio.

Il problema, secondo l'accusa, è la mancanza della documentazione necessaria a giustificare alcuni di questi rimborsi. Nel corso degli accertamenti un consulente esterno avrebbe riferito di avere ricevuto parte delle pezze d'appoggio, poi scomparse nel 2022 dalla propria borsa da lavoro.

Sotto esame sarebbero finiti anche alcuni pagamenti effettuati direttamente ai fornitori: secondo la ricostruzione investigativa, il ruolo ricoperto da Pizzuto alla presidenza dell'Aci non gli avrebbe consentito di eseguire direttamente quelle operazioni.

 

Il buco nei conti dell'Aci Palermo

Sul fondo c'è la difficile situazione economica dell'Automobile Club palermitano. La Gestione Aci Palermo è stata posta in liquidazione e dai controlli sui libri contabili sono emerse presunte irregolarità amministrative e contabili.

Le verifiche hanno portato anche a segnalazioni alla Corte dei conti. Il disavanzo accumulato dall'ente sarebbe vicino ai 18 milioni di euro.

È proprio l'indagine sulla gestione dell'Aci ad avere fatto da sfondo agli accertamenti successivi: negli uffici di viale delle Alpi sono state installate microspie e telecamere nell'ambito delle diverse attività investigative.

 

Barbagallo: «In Sicilia niente tecnologie contro gli esami truccati»

Intanto il caso della Motorizzazione è arrivato anche alla Camera. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd e deputato in commissione Trasporti, aveva presentato un'interrogazione urgente al ministro Matteo Salvini chiedendo di individuare e sospendere le eventuali patenti ottenute attraverso esami irregolari e di rafforzare i controlli sulle procedure della Motorizzazione di Palermo.

Dopo la risposta del Governo, Barbagallo torna all'attacco. Il parlamentare riferisce che il Ministero ha ricordato come siano state autorizzate tecnologie quali il riconoscimento facciale e gli inibitori di frequenze, utilizzabili per impedire l'uso di dispositivi elettronici durante le prove teoriche.

«Sono alcune delle tecnologie autorizzate dal Ministero dei Trasporti in tutta Italia per garantire la sicurezza degli esami», afferma Barbagallo, che contesta il fatto che questi strumenti non siano utilizzati in Sicilia.

Il Mit, secondo quanto riportato dal deputato, ha inoltre precisato che gli uffici provinciali della Motorizzazione civile siciliana sono inseriti nell'organizzazione regionale e non dipendono direttamente dal Ministero. Di conseguenza, l'organizzazione delle attività, compreso lo svolgimento degli esami per le patenti, spetta all'amministrazione regionale.

Barbagallo attribuisce quindi la responsabilità politica al governo regionale guidato da Renato Schifani, definendone la gestione «l'ennesima notifica di fallimento». Si tratta della valutazione politica espressa dal deputato del Pd sulla risposta ricevuta dal Governo.

Le due vicende giudiziarie restano distinte e sono ancora nella fase delle indagini. Le accuse nei confronti di Pizzuto dovranno essere accertate nel corso dei procedimenti e fino a una eventuale sentenza definitiva vale il principio di presunzione di innocenza.