×
 
 
25/09/2026 11:57:00

“La ventiduesima donna”: stasera Angela Iantosca racconta le Costituenti al Parco Lilibeo-Marsala

Ventuno donne entrarono nell’Assemblea Costituente nel 1946. Ottant’anni dopo, a Marsala, il conto riparte da ventidue.

Non perché la storia ne abbia dimenticata una. La “ventiduesima donna” è quella di oggi, quella alla quale Angela Iantosca rivolge una domanda tutt’altro che celebrativa: quanto dei diritti, della libertà e dell’uguaglianza scritti nella Costituzione è diventato davvero vita quotidiana?

Venerdì 25 settembre, alle 21.15, il Baglio Tumbarello del Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala ospita “La ventiduesima donna”, monologo scritto e interpretato dalla giornalista e scrittrice Angela Iantosca, con la regia di Gabriele Manili. L’ingresso è libero.

Dalle 21 Costituenti alle donne di oggi

Il punto di partenza sono le 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946, in un Parlamento composto per il resto da oltre cinquecento uomini.

Avevano attraversato il fascismo, la guerra e la Resistenza. Entrarono nell’Assemblea chiamata a costruire le regole della nuova Repubblica e cinque di loro fecero parte anche della Commissione dei 75 incaricata di elaborare il progetto della Costituzione.

Il viaggio teatrale di Angela Iantosca comincia da Teresa Mattei, antifascista, partigiana e, a 25 anni, la più giovane tra le Madri Costituenti.

Da lì il racconto attraversa ottant’anni di storia e arriva alle donne incontrate da Iantosca nel corso del suo lavoro giornalistico.

Il monologo, con la regia di Gabriele Manili, nasce dopo il libro “Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione”, pubblicato da Paoline nel 2022. Lo spettacolo ha debuttato nel settembre 2023 ed è stato poi portato in teatri, scuole, comunità e carceri.

Una Costituzione che deve fare i conti con il presente

“La ventiduesima donna” non è però una lezione di storia né soltanto un omaggio alle Madri Costituenti.

Sul palco quelle ventuno donne diventano il punto di partenza per raccontarne molte altre: madri detenute, donne provenienti da contesti mafiosi, persone che hanno attraversato dipendenze e marginalità, ma anche donne che hanno deciso di rompere il silenzio o sottrarsi a un destino già scritto.

E proprio i dati pubblicati dall’Istat nelle ultime settimane riportano il discorso dentro il presente.

Il 16 settembre, appena nove giorni prima dello spettacolo di Marsala, l’Istat ha diffuso i risultati dell’indagine sulla violenza subita dalle donne dall’infanzia all’età adulta.

Il 15,3% delle italiane tra i 16 e i 75 anni, circa tre milioni di donne, dichiara di avere subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Tra le donne straniere della stessa fascia d’età la quota è dell’11,4%.

Il dato diventa ancora più pesante quando si parla di violenze sessuali: più del 58% delle vittime, da piccola, non ne aveva parlato con nessuno.

Sei milioni e 400 mila donne hanno subito violenza

Il quadro non si ferma all’infanzia.

Secondo l’indagine Istat sulla violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia, circa 6 milioni e 400 mila donne italiane tra i 16 e i 75 anni, il 31,9%, hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni.

Il 18,8% ha subito violenze fisiche, il 23,4% violenze sessuali. Per il 12,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner, la violenza fisica o sessuale è avvenuta all’interno della coppia.

E c’è un dato che collega direttamente infanzia ed età adulta: tra le italiane che hanno subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, la quota di chi la subisce anche da adulta sale al 57,2%.

Non sono numeri da mettere artificialmente sulle spalle di uno spettacolo teatrale. Ma aiutano a capire perché, ottant’anni dopo la Costituente, parlare di libertà, dignità e uguaglianza non appartenga soltanto alla memoria.

Anche il 1522 racconta un fenomeno ancora presente

Un’altra fotografia arriva dai dati Istat sul 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking.

Nel 2025 sono arrivate 61.303 chiamate valide al servizio. In 25.970 casi l’interlocutrice ha dichiarato esplicitamente di essere vittima.

Sono numeri pubblicati dall’Istat il 4 settembre e che confermano quanto il fenomeno continui ad avere una forte dimensione domestica e familiare.

Ed è proprio nella distanza tra i principi scritti e la loro applicazione concreta che si muove il lavoro di Iantosca.

Libertà, dignità e uguaglianza smettono così di essere parole solenni da lasciare dentro la Carta costituzionale e diventano qualcosa da misurare nelle vite.

Chi è allora la ventiduesima donna?

La domanda contenuta nel titolo dello spettacolo diventa, a questo punto, molto meno astratta: chi è oggi la ventiduesima donna?

Non necessariamente una parlamentare, una figura pubblica o qualcuno destinato a entrare nei libri di storia.

Può essere una donna che rompe un silenzio, rifiuta un destino già deciso, conquista uno spazio di autonomia o riesce a trasformare in esperienza concreta quei principi che ottant’anni fa altre ventuno donne contribuirono a mettere nero su bianco.

La Costituzione, insomma, non viene portata sul palco come un monumento da contemplare. Diventa il metro con cui misurare il presente.

Informazioni utili 

“La ventiduesima donna” andrà in scena questa sera, venerdì 25 settembre, alle 21.15, a Baglio Tumbarello, all’interno del Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala.

L’iniziativa è organizzata da 38° Parallelo e rientra nel percorso dedicato agli 80 anni della Repubblica, dal voto alle donne alla Costituzione.

Si svolge con il contributo e il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani e della Regione Siciliana, con il coinvolgimento del Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala, del Comitato Pari Opportunità di Marsala, di ANDE – sezione di Marsala, Il Circoletto e Nonovento.

L’ingresso è libero.


Ines D'Orazio