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25/09/2026 06:00:00

Luglio Musicale, la sfida del contemporaneo: Presentato il cartellone autunno-inverno 

Il Luglio Musicale Trapanese cambia scena, ma non direzione. Dopo l’estate trascorsa tra il Teatro Giuseppe Di Stefano e il Chiostro di San Domenico, la 78ª stagione “Verbi d’Amore” entra nella sua seconda parte e porta la musica al chiuso, con una proposta che guarda soprattutto alla contemporaneità.

 

È questo il filo conduttore emerso dalla conferenza stampa di presentazione del cartellone autunno-inverno, questa mattina nella sede dell’Ente. Otto appuntamenti, quattro opere da camera contemporanee e quattro concerti, distribuiti tra il Teatro M° Tonino Pardo e la Sala Grande del Complesso Monumentale San Domenico. 

 

Una stagione che arriva dopo un’estate che, secondo i dati forniti dal Luglio Musicale, ha registrato una partecipazione significativa: le tre opere hanno superato in media i 700 biglietti per replica, con il Chiostro indicato dall’Ente come quasi sempre sold out. 

Un dato che il consigliere delegato Filippo De Vincenzi ha utilizzato per sottolineare la domanda di cultura musicale della città, ma anche per richiamare l'attenzione sul lavoro che sta dietro ogni spettacolo.

 «Non si può fare teatro in un certo modo se non ci sono le persone che lavorano, dalle maestranze ai tecnici, dalla produzione alla comunicazione». 

La scommessa è sul contemporaneo

Il cuore della programmazione autunnale è “Cuore Contemporaneo”, quattro produzioni di opera da camera firmate da compositori italiani contemporanei e ospitate al Teatro Tonino Pardo.

 

Una scelta precisa, che il direttore artistico Walter Roccaro lega alla necessità di riportare l'attenzione sulla musica che viene composta oggi.

«Siamo abituati a pensare ai compositori come esseri quasi mitologici appartenenti al passato, ma la musica viene fatta anche oggi», ha spiegato Roccaro. E proprio nel passaggio tra tradizione e innovazione, secondo il direttore artistico, si trova il senso del lavoro del Luglio Musicale. 

La prima tappa è già alle porte. Sabato 26 settembre alle 19, al Tonino Pardo, andrà in scena in prima assoluta “Magic Words Circus”, opera di Orazio Sciortino su libretto di Guido Barbieri e con la regia di Alessio Pizzech. Un circo senza animali e senza acrobati, nel quale a salire sulla pista saranno le parole della lingua italiana. 

 

Il punto di domanda cavalca sei lipizzani, il sillogismo vola al trapezio, Retorica e Poesia si sfidano attraverso i lipogrammi, mentre un anagramma si trasforma in clown. Un gioco teatrale e musicale che prende la lingua e la trasforma in materia scenica, sulla scia di Carmelo Bene, Fo e Poli.

«Perché i personaggi di un’opera non possono diventare parole? E perché le figure retoriche non possono diventare personaggi immaginari?», è la domanda posta dal compositore Orazio Sciortino. 

 

Pizzech, invece, porta dentro lo spettacolo il tema della parola come strumento di relazione, in un tempo nel quale il linguaggio pubblico è spesso ridotto a messaggi rapidi e formule immediate. E proprio ai più giovani guarda la produzione: il regista parla della necessità di «riappropriarci della nostra capacità di giocare», intendendo il gioco come scoperta e apertura di nuovi orizzonti culturali. 

Quattro opere, quattro percorsi

Dopo “Magic Words Circus”, il 17 ottobre sarà la volta di “Ghost Cafè” di Carlo Galante, con libretto di Gabriela Fantato, regia di Giuseppe Amato e direzione di Mirco Reina.

Il 31 ottobre arriverà invece il dittico “L’opera (forse)” di Francesco Filidei e “Infinito nero” di Salvatore Sciarrino, due lavori costruiti su linguaggi molto differenti.

 

A chiudere il ciclo, il 28 novembre, sarà “Fuori fuoco”, con musica e direzione di Diana Buscemi, libretto di Mariza D’Anna e regia di Maria Paola Viano. Al centro c'è Anna, una giornalista che vive e lavora in una provincia siciliana e che, attraverso 28 bobine ritrovate degli anni Trenta e Quaranta, ripercorre memoria, trasformazioni sociali e ferite della Sicilia. Nel racconto compare anche la strage di Pizzolungo. 

La giornalista racconta il suo doppio ruolo di giornalista e librettista, vissuto come un equilibrio ma anche come un’opportunità per contribuire al territorio.

L’opera attraversa la storia locale dagli anni Trenta a oggi, tra memoria, stragi di mafia, trasformazioni del paesaggio e ferite provocate dagli incendi.

Al centro c’è l’inquietudine di una giornalista di mezza età che si interroga se restare e lottare per il proprio territorio o fuggire.

Le immagini inedite degli anni ’30 e ’40, digitalizzate dalla Camera Ottica di Gorizia, diventano così uno strumento per confrontare passato e presente attraverso lo sguardo del teatro.

 

Non si tratta soltanto di quattro serate. L'Ente ha previsto per ciascuna produzione una matinée riservata agli istituti scolastici, una prova generale aperta al pubblico e la recita principale, con l'obiettivo dichiarato di costruire un nuovo pubblico. 

 

San Domenico guarda all'inverno

L'altra metà del cartellone è “Incanto d’Inverno”, quattro appuntamenti nella Sala Grande del Complesso Monumentale San Domenico.

Il 15 novembre saranno protagonisti Michele Campanella e Monica Leone, al pianoforte a quattro mani, con un programma interamente dedicato a Schubert. Il 22 novembre toccherà a Bruno Canino, con Mendelssohn-Bartholdy, Brahms e Schubert.

Poi sarà tempo di Natale: il 20 dicembre il Concerto di Natale e il 30 dicembre il Concerto di Capodanno, diretto da Mirco Reina. 

 

«La cultura va sostenuta»

Alla presentazione era presente anche l'assessora alla Cultura Rosalia d'Alì, in rappresentanza del sindaco Giacomo Tranchida. Anche per l'amministrazione comunale il dato sul gradimento del pubblico rappresenta uno degli elementi centrali di questi primi mesi della stagione.

Ma l'assessora ha allargato il ragionamento dal programma alla responsabilità della città nei confronti della propria offerta culturale.

 «La cultura va sostenuta. Non può essere soltanto qualcosa che pretendiamo ci venga dato».

 

L'invito è quindi a partecipare, acquistare gli abbonamenti e sostenere concretamente le attività culturali. 

Un appello rivolto ai cittadini, ma anche agli imprenditori, è arrivato da De Vincenzi. Il consigliere delegato ha ricordato la possibilità di sostenere l'Ente anche attraverso l'Art Bonus, mentre sul fronte degli spazi è stato indicato un obiettivo per il 2027: il Tonino Pardo, che oggi conta circa 350 posti, potrebbe arrivare a circa 500 con l'apertura della galleria. 

 

Gli abbonamenti e il calendario

L'abbonamento a “Cuore Contemporaneo” costa 40 euro, con riduzione a 32 euro per under 18, over 65 e possessori di Disability Card. Quello per “Incanto d'Inverno” costa 36 euro. I singoli spettacoli del ciclo contemporaneo hanno un costo di 15 euro, ridotto a 12. 

La programmazione, dunque, prova a tenere insieme due pubblici e due esigenze: da una parte la ricerca, l'opera contemporanea e il tentativo di avvicinare i più giovani; dall'altra il grande repertorio pianistico e gli appuntamenti tradizionali delle festività.

 

È la seconda parte di una stagione che il Luglio Musicale vuole costruire attorno al significato di “Verbi d’Amore”. Non soltanto l'amore nella sua accezione sentimentale, ma anche partecipazione, relazione e rapporto con la città.

 

E così il teatro, nelle intenzioni dell'Ente, non dovrebbe essere soltanto il luogo dove si va a vedere uno spettacolo. Dovrebbe diventare uno spazio nel quale Trapani possa riconoscersi, rileggere la propria memoria e interrogarsi sul futuro.