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27/09/2026 00:00:00

Marsala: la sindaca Patti, il dissenso, e l'alibi del disinteresse per il consenso...

Ha fatto discutere l'ultima intervista rilasciata su RMC101 dalla sindaca di Marsala Andreana Patti, chiamata a tirare le somme di questa fase amministrativa. A colpire l'opinione pubblica, in particolare, è stata una frase netta e senza filtri, pronunciata per replicare alle polemiche nate intorno alla discussa rimozione delle panchine a Porta Mazara: "Non vado appresso al consenso, la politica non è un autobus per il palazzo". Una dichiarazione forte, pensata per rivendicare autonomia di giudizio e marcare le distanze dalla ricerca esasperata della popolarità, ma che offre lo spunto per una riflessione più ampia e profonda sulla salute democratica della nostra città e del nostro paese.
Da un lato, non si può fare a meno di riconoscere i confini stretti entro cui si muove oggi qualsiasi amministrazione comunale: viviamo dentro un sistema istituzionale ed economico fortemente centralizzato, in cui le autonomie locali sono svuotate nei fatti. Stritolati tra vincoli di bilancio draconiani, normative calate dall'alto da Roma o da Palermo e una burocrazia asfissiante che paralizza ogni iniziativa, i sindaci si ritrovano spesso con le mani legate, ridotti a gestire l'emergenza quotidiana più che a tracciare una vera visione politica per il territorio.
 

Tuttavia, liquidare il dissenso o le critiche appellandosi al disinteresse per il consenso rischia di diventare un comodo alibi. Lo si vede chiaramente quando ad esempio dice "la multa è una conseguenza, non è la voglia di trovare persone che ci alimentano le casse comunali", o come nel caso della TARI, dove evocare lo slogan del "paghiamo tutti e paghiamo meno" stride inevitabilmente con la realtà di famiglie e piccole imprese che continuano a fare i conti con l'incremento tariffario approvato dal Consiglio Comunale, un costo della vita sempre più insostenibile e una qualità dei servizi pubblici che troppo spesso lascia a desiderare.
 

Il punto vero, insomma, non è se chi governa insegua o meno i voti, ma l'illusione di fondo che la delega istituzionale possa risolvere i problemi collettivi. A Marsala la frattura tra il palazzo e la strada si avverte in modo tangibile da decenni: da una parte ci sono i proclami, la cura dell'immagine e le decisioni calate sotto forma di democrazia rappresentativa; dall'altra c'è una quotidianità fatta di periferie e contrade che lamentano strade dissestate, sanità scricchiolante, acqua a intermittenza, difficoltà economiche diffuse e la preoccupazione costante per i giovani costretti a fare le valigie per cercare altrove un futuro dignitoso.
Se la politica istituzionale mostra tutti i suoi limiti strutturali, la risposta civica non può che trovarsi altrove. Marsala ha bisogno della capacità dei cittadini, dei quartieri e delle contrade di riprendersi spazi di solidarietà e protagonismo reale, fuori dai recinti della delega e attraverso il pensiero critico comune.

Luca Lo Buglio